Santa Messa in onore di San Sebastiano
venerdì 18 gennaio 2008

Ostuni venerdì 18 gennaio 2008. L’Amministrazione comunale in collaborazione con il corpo di Polizia Municipale di Ostuni ha organizzato una solenne celebrazione in onore di San Sebastiano, protettore dei Vigili Urbani.  La Santa Messa sarà celebrata da Don Piero Suma, domani sabato 19 gennaio alle ore 18 presso la Parrocchia Madonna del Pozzo in via degli Emigranti.


L’Assessore alla Viabilità e Polizia urbana, Matteo Tanzarella ha detto: “Una tradizione del Corpo e che ha trovato l’adesione da parte di tutti i Vigili Urbani. E’ anche un modo di testimoniare la gratitudine dell’Amministrazione comunale e della Città nei confronti dei vigili urbani che, col loro sacrificio giornaliero, svolgono un grande servizio per la collettività. Con l’espletamento del concorso abbiamo dallo scorso 27 dicembre, 7 unità in più con cui sicuramente miglioreremo tutte le attività di controllo del territorio e dei servizi per i cittadini”.


Il patronato del Corpo dei Vigili Urbani è stato attribuito a S. Sebastiano per la sua ritenuta appar-tenenza ad una cohortes della milizia di Roma. Il Santo, infatti, secondo quanto raccontato dalla Leg-genda Aurea, ”una volta trasferitosi in questa città dalla sua natale (Milano o Norbona), divenne così amato dagli imperatori Diocleziano e Massimiano, che questi gli affidarono il comando della prima coorte”, cioè dei pretoriani.


S. Sebastiano, si narra, nacque a Milano da famiglia narbonese. La madre era milanese e il padre un alto funzionario romano della Gallia meridionale. Desideroso di ricevere il martirio, si trasferì” a Roma ove si arruolò nei pretoriani. Prestando servizio con fedeltà e lealtà, raggiunse alte cariche mi-litari che gli permisero di svolgere, per molto tempo, azioni a favore dei cristiani. Li curò in carcere, attese alla sepoltura dei martiri e si dedicò, inoltre, alla diffusione della religione fra nobili e magistrati, con prodigiose conversioni.


Questo aspetto della vita del Santo, diviso con la stessa onestà tra il giuramento militare prestato e la sollecitudine verso i sofferenti - o la Verità da loro professata - fu motivo per la Polizia Municipale di acquisirne il patronato. Scoperta tale attività, s. Sebastiano fu condannato: legato nudo a un palo subì il martirio saettato dai propri commilitoni, le cui frecce lo ridussero ”come un riccio irsuto” e, cre-duto morto, il suo corpo venne abbandonato. Irene, una cristiana, accorsa nella notte per recuperare la salma, si accorse di lievi respiri e quindi curò il Santo, dopo averlo trasportato nella propria casa. Una volta guarito, invece di lasciare Roma come lo scongiuravano i compagni di fede, affrontò l’imperatore Diocleziano durante una celebrazione nel Tempio di Ercole.


Dopo una prima e prevedibile sorpresa dei presenti, egli fu catturato, frustato a morte e il corpo gettato nella cloaca massima affinché si disperdesse. Lo recuperò Lucina, una matrona, alla quale il Santo era apparso in sonno indicandole il posto in cui era arenato, popolarmente si dice presso l’attuale Chiesa di S. Andrea della Valle. Gli fu data sepoltura, come lui stesso aveva richiesto alla donna, nella catacomba sulla Via Appia ”accanto ai resti degli apostoli”.


S. Sebastiano durante il Medio Evo fu eletto protettore di diverse corporazioni, fra cui bisogna al-meno ricordare quelle dei mercanti di ferro, degli arcieri e degli archibugieri. E’ possibile quindi che questo legame con le armi abbia, infine, favorito il moderno patronato sui Vigili Urbani.