Il pugilato, sport che insegna a vivere e da rivalutare. L'esempio di Luca Capuano.
sabato 22 ottobre 2016
Di alcuni sport, a livello locale e nazionale, se ne parla ben poco. Eppure hanno fatto storia, consacrato campioni e fuoriclasse  che sono anche diventati personaggi e trascinatori a livello mediatico. Esempio emblematico il pugilato che ad esempio, tra la fine degli anni 80 e gli anni 90, ha visto il nostro Guido Trane confrontarsi in un incontro mondiale con il mitico George Foreman.

A Brindisi, nonostante non esista praticamente un soddisfacente livello mediatico, il pugilato esiste, eccome se esiste.   Futuri campioni e giovani che si avvicinano a questo sport. E strutture e palestre, nonostante, come risaputo, le mille difficolta' che stanno attraversando in questo periodo societa' e dirigenti  sportivi. 
Siamo andati  a fare un salto al PalaMelfi al quartiere Casale, dove, di fronte agli occhi vigili e attenti degli allenatori e preparatori atletici, si allenano i ragazzi della societa' pugilistica Rodio.

E della societa' Rodio fa parte un ragazzo e atleta di cui sentiremo parlare molto. Luca Capuano, 27 anni, che proprio in queste ore, presso il PaladelMauro di Avellino, sosterra' il suo terzo match da professionista (i primi due si sono conclusi con altre vittorie) nell' ambito di una serata di pugilato internazionale(il clou  sara' lo scontro per il titolo intercontinentale Wba fra Carmine Tommasone e Jesus Rios Chito).

Luca ci racconta la sua vita, le sue aspettative,il “suo" pugilato.  "Sono 11 anni che pratico questo sport Mi sono avvicinato in un momento difficile e particolare della mia vita, quando rischiavo di continuare a frequentare persone poco raccomandabili. Per quanto mi riguarda, il pugilato insegna a far fatica, a saper soffrire, prima di raggiungere i risultati sperati. I mio obiettivo immediato e' quello di combattere quanto prima per il titolo italiano. Lo considero un punto di partenza per la mia carriera". Senti Luca Capuano e percepisci in lui una non velata emozione, di chi non e' abituato  ad avere a che  fare con taccuini e microfoni. Mentre  intorno a lui  si allenano ragazzi (e anche ragazze)  che meritano di essere seguiti.

Ma il percorso di Luca Capuano e' anche legato a quello di Antonio Musio, allenatore della societa' Rodio.   Un messaggio in comune, emblematico:  " Qui e' una famiglia, dove si impara  a vivere e a soffrire. Ai giovani che intendono avvicinarsi a questo sport.diciamo di farlo con umilta', entusiasmo e senza remore".
Un grande in bocca al lupo a Luca Capuano e al pugilato, sport. da amare e rivalutare".

Articolo  di Ferdinando Cocciolo. 
 
 
 
 
 
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