Saggi e sondaggi. -di Pino De Luca-
domenica 6 luglio 2008

Commissario per gli esami di stato, commissario interno per la precisione. La commissione trascorre ore lunghe e infuocate ad ascoltare reiterate rappresentazioni cronometrate di una cultura epidermica e spesso improbabile, insomma seguo i colloqui degli esami di stato di ragazze e ragazzi che frequento da almeno tre anni e che, accaldati e insicuri, stanno li a fungere da metafora del pensiero comune.


A volte proni a qualunque bassezza pur di strappare il “punteggio che porta a sessanta”, a volte fieri protagonisti di fronte ad una pletora di “Saggi” che, emuli dell’Arcangelo Michele, si lanciano spesso in consigli arditi e pillole di saggezza che di norma sono somministrate in un anno alle proprie classi. Agli esami invece si scaricano senza pietà ed in un breve lasso di tempo sul candidato di turno, provocando crisi di overdose.


La clava più comune è il racconto dei propri esami di maturità che quelli si erano esami!!!
Ma l’arma più infida è l’autocompiacimento che il “commissario” manifesta quando proferisce una bella frase.


La secrezione di aforismi è, molto spesso, indipendente dal contesto e trascina anche il candidato provocando la reiterazione della maledizione di Babilonia. Con una aggravante: la confusione, in quel tempo, fu provocata dal proliferare di linguaggi, qui invece pur parlando la stessa lingua ma non si capisce nulla ugualmente.


Esaurito il pubblico spettacolo, il rito vuole che si prosegua a porte chiuse. Appassionate discussioni, pressocché inesauribili, coinvolgono l’umano scibile. Si concretizza il confronto di conoscenze competenze e capacità, quasi mai del candidato, quasi sempre dei presenti, impegnati molto spesso in roegarze verbali che, a volte, scivolano verso Torrepaduli, alla festa di San Rocco.


I Saggi a volte trovano una posizione comune, più frequentemente il Presidente, Princeps inter pares, ricorre ai Sondaggi: Vahvuus ajattelun hallitseva
E come si può pretendere che uno scriva in questa situazione?


Giunge finalmente il sabato, si prospetta un giorno di vacanza, si legge qualcosa. La bocca amara per il fiele culturale che si è masticato rende appetibile qualunque cosa. La fortuna vuole che si incocci il ghiotto boccone: un dialogo Platonico, tra Socrate e Critone, su Saggi e Sondaggi.


Lo si assapora e, di colpo, il caldo e l’afa diventano più sopportabili. La sensatezza delle argomentazioni riesce a solleticare i neuroni rimasti illesi dalla prova di cui sopra, si riapre l’eterno quesito sulla democrazia, sul “potere del popolo”, sulla funzione dei saggi e sulla funzione dei sondaggi.


La vita di tutti i giorni è terribilmente più complicata di una Commissione d’Esame. La funzione dei Saggi e dei Sondaggi dovrebbe proprio essere quella di investigare di quella vita di tutti e di ciascuno, sulle domande e sulle attese che ogni giorno si fanno avanti. E a quelle domande e a quelle attese dare risposte e soddisfazioni.


È nobile la funzione dei Saggi e dei Sondaggi, nobile e prestigiosa. Il fatto è che Saggi e Sondaggi non vanno più molto d’accordo. I Saggi dicono una cosa i Sondaggi ne dicono un’altra e le moresche verbali non bastano più a metterli d’accordo.


Né possiamo chiedere un Presidente che sia dirimente, da tempo ogni Presidente ha rinunciato al contributo dei Saggi per rifugiarsi nei Sondaggi dimenticando che questi ultimi sono, per natura, mutevoli e se oggi ti glorificano con palme e ramoscelli d’ulivo, una settimana dopo sono pronti a metterti in croce.


Possiamo dirimere lo strano anello tra Saggi e Sondaggi?


Socrate invocava il principio dei valori assoluti, sacri, non soggetti alla mutevolezza dei Sondaggi e tantomeno alle bizzarrìe dei Saggi. Lo fece Cincinnato e Gesù di Nazareth. Anche tanti altri dopo di loro. Poi venne il tempo che Parigi si poteva scambiare con una Messa e da allora tutto è ammissibile nel nostro mondo. Questa discussione è quindi destinata a rimanere aperta aggiungendo l’ennesimo patema alla nostra vita penitente.


Sabato si possono leggere i giornali accatastati e questo cruccio si assomma a tanti altri che ci preoccupano e ci intristiscono, fatti incresciosi e cupi, disgrazie, terremoti, morti bianche e morti per mano omicida, petrolio alle stelle e intercettazioni telefoniche, rate dei mutui e inflazione che galoppa, spazzatura che si accumula e carenza di acqua, delitti antichi e pagamenti di riscatto.


Fatti e Misfatti lugubri e orrendi e tante domande senza risposta che annebbiano le nostre menti già messe alla prova dalla torrida estate salentina. Quale sarà il tema di discussione più condiviso sotto l’ombrellone?


Non si può fare la figura degli allocchi e allora, per essere Saggi, con le poche energie rimaste cerco tra i classici le risposte, quasi mi commisero per la mia ignoranza, quasi mi compiango. Poi penso che c’è chi è in condizioni molto peggiori delle mie e la frustrazione cede il passo alla compassione.


Immagino Sara Varone che non è stata invitata al matrimonio di Briatore e Gregoraci.
Immagino Miriam Raffaella Bartolini di nuovo alle prese con le accelerazioni extra domestiche del circuito testosteronico, reale o presunto, del suo consorte. L’anno scorso scrisse una lettera a Repubblica, quest’anno cosa farà?


1 - concederà una intervista a Marco Travaglio
2 - riprenderà la carriera teatrale da dove ha lasciato: Crommelynk – “Il Magnifico Cornuto”


Alla signorina Varone spero sappiano rispondere i Saggi, alla signora Lario non possiamo che dedicare un sondaggio.


A tutti noi un bicchierino di Mini Fut e un tuffo nel mare cristallino che ci è stato regalato, .


Pino De Luca (pino_de_luca@virgilio.it)