Associazione Nazionale Libera Caccia: risposta a nota LIPU su vigilanza venatoria
venerdì 9 settembre 2016
Il sottoscritto, Attilio Lorenzini, Presidente del circolo comunale di Brindisi dell’Associazione Nazionale Libera Caccia, prende atto della denuncia della LIPU in relazione al rischio di bracconaggio a causa degli scarsi controlli, pur non condividendola nella sua interezza. Preliminarmente si rende opportuno sottolineare come il bracconaggio e la caccia siano fenomeni distinti e separati. 

Il primo costituisce un’attività praticata da pochi, spesso non in possesso della documentazione necessaria per praticare l’attività venatoria perché addirittura pregiudicati. La caccia, invece, è un’attività innanzitutto legale ed in secondo luogo praticata da chi è preliminarmente in regola con tutte le leggi dello stato. Infatti, il possesso del porto d’armi per uso venatorio spesso caratterizza l’individuo proprio per il rigoroso rispetto delle leggi dello stato. Chi ha un porto d’armi sa bene quanto sia facile che gli venga ritirato in caso di mancato rispetto delle norme che regolano la civile convivenza in una comunità.
Proprio per questo motivo è difficile incontrare un giovane cacciatore che fa uso, anche saltuario, di sostanze stupefacenti o che si ritira a casa dopo una notte passata in discoteca e dedicato al cosiddetto “sballo”. Un giovane che si accosta alla caccia normalmente si alza al mattino presto regolando la propria vita sui ritmi della natura.

Non si vuole entrare nella retorica del rispetto della natura che i cacciatori spesso dimostrano. È nei fatti che sempre più cacciatori costituiscono la base associativa e la dirigenza di diverse associazioni ambientalistiche e ciò a testimonianza della particolare sensibilità che proprio chi esercita l’attività venatoria (che in molti considerano uno sport) posseggono.

Pertanto a difesa di chi esercita questa attività, nel pieno rispetto delle norme civili e penali dello Stato, l’intervento appare obbligato, proprio per distinguere i criminali che vanno perseguiti dai buoni cittadini quali sono i cacciatori.

Si coglie l’occasione per esprimere grandi perplessità sulla bontà della nota della LIPU che richiama l’attenzione sulla carenza di vigilanza venatoria. Proprio la LIPU, a differenza delle altre associazioni ambientaliste, nell’ultima seduta del Comitato dell’Ambito Territoriale di Caccia ha espresso voto favorevole all’approvazione della graduatoria per 613 cacciatori residenti nelle altre province della regione. Le altre associazioni ambientaliste per intenderci avevano posto delle riserve in quanto si teme che il territorio, sotto il profilo ambientale, possa patire maggiormente dato che ospita un numero già in esubero di cacciatori provinciali.  

A queste motivazioni il voto espresso dal Comitato ha visto l’astensione delle organizzazioni agricole ed il voto contrario delle associazioni ambientali tranne la LIPU. Discorso a parte merita il voto favorevole della LIPU all’immissione di fagiani e starne a pochi giorni dall’inizio dell’attività venatoria (26 e 29 agosto).

 
     Attilio Lorenzini