Le periferie brindisine, non siano solo contenitori di promesse e voti.
sabato 20 agosto 2016
In queste ore, sugli organi di stampa e anche sui social network, sta montando la polemica  sul bando per le periferie  che  nella sostanza non sarebbe ben utilizzato e messo in pratica dall'amministrazione comunale brindisina guidata da Angela Carluccio.

Da una parte, i progetti di ristrutturazione dei capannoni ex Saca annunciati dall'amministrazione comunale e l'Assessore Marina Miggiano. Dall'altra, i comunicati stampa molto polemici delle opposizioni che accusano l'amministrazione di pensare a  tutto fuorche' alla rinascita e valorizzazione delle periferie.

Gia', le periferie  brindisine, una.problematica non nata certamente adesso e sulla quale bisognerebbe soffermarsi a largo raggio. Un argomento (di cui, facendo personalmente anche un po' di autocritica, si dovrebbe parlare maggiormente e a tutte le latitudini) che non investe solo ad esempio la manutenzione delle strade, ma interessa soprattutto l'aspetto umano e la vita di chi si sente ancora emarginato e trascurato.

Quante volte, anche sulle colonne del nostro giornale on line, si e' parlato di zone e quartieri periferici che non vogliono piu' sentirsi di serie B. Non e', facciamo attenzione, una polemica mirata a quella o questa  amministrazione. Ma, in primo luogo, il grido di allarme e dolore, per fare un esempio, del diversamente abile che con la sua sedia a rotelle , al quartiere Paradiso, passeggia in una strada poco illuminata. E ahivoglia a bussare alla porta degli uffici competenti e del conseguente sistema burocratico, prima di ottenere  concrete risposte e soprattutto la soluzione ai problemi.

Scollamento tra la politica e la macchina comunale e dei funzionari? Problematiche, riflessioni sul tappeto da sempre, del resto frutto anche di interrogazioni, ammissioni e discussioni durante il mandato Consales.

Le periferie brindisine, alle prese con problemi di ogni genere, tali da suscitare rabbia, sconforto e qualche sospetto. La Rosa e Sant'Elia, quartieri significativanente popolati, dove, ad esempio, la raccolta rifiuti non sempre avviene puntualmente e manca un servizio postale efficiente e di qualita'.

Ma, come detto, periferie fatte in primo luogo di uomini, famiglie, disoccupati, emarginati, malati, diversamente abili. Gente che rivendica fondi, maggiore attenzione, spazi e strutture. Persone che, nonostante tutto, continuano a credere in quella poltica che, senza polemica, dovrebbe fare una seria e onesta riflessione.

Da sempre (ed e' normale e scontato sia cosi) le periferie rappresentano contenitori di voti in ogni appuntamento elettorale. Anzi, il piu' delle volte realta' che si sono rivelate decisive per i successi elettorali e personali.

Bene, noi sogniamo una politica che non si ricordi solo degli abitanti del quartiere Paradiso o del quartiere La Rosa solo in campagna elettorale. Una politica (di persone per bene ce ne sono eccome) che faccia del  contatto quotidiano con i cittadini e gli elettori un elemento fondamentale, per arrivare puntualmente alla soluzione delle problematiche.
L'amministrazione comunale targata Angela Carluccio,nei suoi punti programmatici, fa riferimento ad una "condivisione e partecipazione democratica dei cittadini brindisini".Sarebbe inutile ribadirlo, dalle parole bisogna  passare ai fatti. Del resto, anche qualche esponente della maggioranza del fronte moderato ha parlato di  "ultimo treno per Brindisi".
La  grande scommessa per la Sindaca  Angela Carluccio, la Giunta, la maggioranza, ma anche per tutto il fronte di opposizione.

di Ferdinando Cocciolo: