L’On. Adriana Poli Bortone a favore degli inceneritori.
venerdì 11 gennaio 2008

Brindisi, 11 gennaio 2007.  Alleanza Nazionale in Puglia non avrà l’appoggio degli ambientalisti di “destra”

“Direi che si tratta della solita, inopportuna e maldestra politica della Giunta Vendola in materia ambientale, che non prevede l’unica strada possibile ed utile per lo smaltimento dei rifiuti, quella dei termovalorizzatori (…)”. Con queste parole l’On. Adriana Poli Bortone ha espresso ufficialmente il suo pensiero in merito alla situazione campana dei rifiuti in rapporto a quella pugliese.


Vogliamo credere che la coordinatrice delle forze di centrodestra in Puglia (e probabile candidata alla guida della Regione) abbia commesso uno scivolone dettato dall’infuriare delle polemiche destra-sinistra anche perché sa benissimo che la situazione di emergenza dei rifiuti campani non è assolutamente ascrivibile alla mancata costruzione di inceneritori sotto il Vesuvio. Curare un malato somministrandogli una medicina inappropriata o, addirittura, dannosa significa aggravarne il quadro clinico ed accelerarne la morte.


L’On. Poli Bortone dovrebbe ricordare la legge di conservazione della massa del chimico francese Lavoisier secondo il quale “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” ed anche gli inceneritori non si sottraggono a questa regola. Gli inceneritori come “unica strada possibile ed utile” per la risoluzione del problema rifiuti non convince, è costosa e – soprattutto – più dannosa del male che vorrebbe curare.


L’europarlamentare Poli Bortone dovrebbe sapere che la stessa Commissione Europea nel suo rapporto inerente le migliori tecniche disponibili (BAT) per l’incenerimento dei rifiuti redatto nell’agosto 2006, è costretta ad ammettere che nel processo di incenerimento vengono emesse le pericolose diossine che dall’aria finiscono nell’intera catena alimentare. Adriana Poli Bortone dovrebbe conoscere le numerosissime pubblicazioni scientifiche che dimostrano le relazioni che intercorrono tra malattie riscontate nelle popolazioni insediate in prossimità degli inceneritori e questi ultimi. Gli inceneritori
trasferiscono il problema ambientale dalla terra al cielo facendo diventare quest’ultimo una grande discarica. Con l’introduzione degli inceneritori è dimostrato (vedi il caso di Brescia usato a sproposito) che si devono smaltire in discariche le ceneri prodotti dalla combustione e che non si ha più motivo di incentivare la raccolta differenziata perché non conveniente economicamente. Gli stessi inceneritori, inoltre, necessitano di un quantitativo giornaliero enorme di rifiuti da bruciare anche provenienti da altre località.


Se il via libera agli inceneritori sarà inserito ufficialmente nel programma del centrodestra che si candiderà alla guida della Regione Puglia, non troverà certamente l’appoggio degli ambientalisti di “destra”. Nel contempo, sarà interessante conoscere l’opinione dei circoli di Alleanza Nazionale sparsi in Puglia (come quello di Modugno) che hanno sposato in questi ultimi anni battaglie contro l’insediamento degli inceneritori. Si verificherà un loro dietrofront o, finalmente, le tematiche ambientali saranno dettate da chi, sul territorio, non intende cedere un sol metro per contrastare l’avanzata dei poteri
forti?


Il Responsabile
Gianvito Armenise