PD Brindisi: ci fa sorridere la denuncia-querela nei confronti del consigliere Elefante
sabato 9 luglio 2016
Fa specie leggere della denuncia-querela presentata dal sindaco Angela Carluccio nei confronti del consigliere comunale del Partito Democratico Antonio Elefante, adducendo come motivazione il fatto che quest’ultimo, sul social network Facebook, le avrebbe attribuito “il licenziamento di sei lavoratori dell'Ecologica Pugliese”.

Sempre a detta del primo cittadino (o di chi parla per suo conto), Elefante avrebbe anche aggiunto – si legge nella nota inviata dal suo addetto stampa (che opera a pieno regime, pur non avendo ancora ufficialmente alcun incarico) – “una frase gravissima, in base alla quale Carluccio sarebbe stata responsabile della punizione di un lavoratore, semplicemente perché non l'avrebbe votata nelle recenti elezioni amministrative”.

Intanto, se l’italiano non è un’opinione, le affermazioni di Elefante nel post ‘incriminato’ fanno riferimento alla gestione del sindaco e non alla persona specifica (“Sindaca, la sua gestione, per adesso, è ricordata solo per aver licenziato 6 lavoratori della Ecologica Pugliese e per aver punito un lavoratore reo di non avervi votato”). Ma tant’è. 

Evidentemente, i suoi ‘suggeritori’, oltre a consigliarla male su tutte le principali problematiche sul tappeto nella città di Brindisi, difettano anche di comprensione… 
Resta il fatto, palese, che sei dipendenti della Ecologica Pugliese sono stati effettivamente licenziati. Ma è chiaro che la Carluccio ha ben altre cose a cui pensare che non alla tutela dei lavoratori. E’ impegnata, ad esempio, a trovare il modo migliore per affossare definitivamente il porto di Brindisi, atteso che è andata ‘col cappello in mano’, a Roma, assieme al sindaco di Taranto Stefàno, per perorare la causa di una Autorità di Sistema che veda accorpato lo scalo brindisino a quello ionico, rinunciando a priori all’autonomia del nostro porto. 

E’ sembrato quasi di rivivere la comica ‘gita fuori porta’ dell’ex sindaco Mimmo Consales che, a gennaio scorso, accompagnato dal Presidente dell’Asi Marcello Rollo e supportato dal presidente dell’Invimit Massimo Ferrarese, tentò già all’epoca una perfetta operazione da kamikaze della politica, col rischio concreto di “suicidare” il porto di Brindisi prima ancora che il decreto di riforma della portualità italiana vedesse la luce. Bene, gli attori sono sempre gli stessi. Ci riprovano ancora. E la Carluccio è lo strumento ‘migliore’ per portare a termine questo tipo di operazione.

E che dire, poi, della magra figura fatta nel corso della seduta del Comitato Portuale del 1° luglio, quando si sarebbe dovuto discutere della concessione alla Grimaldi? Il sindaco Carluccio ha pensato bene di scapparsene a gambe levate (o con la coda tra le gambe?), quando la sua richiesta di rinviare la discussione, supportata da futili motivi, è stata bocciata. Peccato, però, che poco dopo, la stessa richiesta, presentata e supportata da motivazioni concrete dal rappresentante della Amministrazione provinciale Bebè Anglani, sia stata accolta. 

E’ evidente che il sindaco Carluccio manca di autorevolezza e di carisma; e che anche in quel caso i ‘suoi’ non l’hanno istruita a dovere. Ma fuggire a pie’ levati come una scolaretta che viene colta impreparata sulla lezione del giorno è veramente umiliante…E’ questo il sindaco che dovrebbe rappresentare la nostra città?

E che dire della questione rifiuti? Anche su questo tema il sindaco sembra un pesce fuor d’acqua. Ed il fatto – se corrisponde al vero – che voglia tenere per sé la delega all’Ambiente ci preoccupa e non poco. Ed intanto, la città langue nella sporcizia e nel degrado più totale.

Rispetto a tutte queste situazioni, la sua decisione di sporgere denuncia-querela nei confronti del consigliere Elefante ci fa sorridere. Un modus operandi, anche questo, che ci riporta con la mente a pochi mesi fa, quando l’ex sindaco ci deliziava con le sue minacce, presunte e reali, di andare in Procura ogni qualvolta gli si pestavano i piedi. E sappiamo bene come è andata a finire.

In ultimo, ma non per questo meno importante, un riferimento al suo ufficio di staff che, nonostante non abbia ancora un incarico ufficiale, opera a pieno regime sin dal giorno successivo alla sua elezione. Un fatto gravissimo che viola le disposizioni contenute nel cosiddetto “TUEL” (Testo Unico Enti Locali) e così come sancito da una sentenza della Corte dei Conti – Sezione Giurisdizionale per la Regione Puglia (sentenza 10 febbraio 2015 n. 68). Un ufficio di staff, pertanto, totalmente fuori legge.

Pertanto, prima di rivolgersi lei stessa alla ‘Legge’, il sindaco Carluccio farebbe bene – tanto più che è avvocato – a rispettarla.

Il Partito Democratico di Brindisi