#StoriediBrindisini. Capitolo XII – Una vita da mediano
martedì 7 giugno 2016
Quante guerre ci sono state nella storia? Solo nel 2014 i conflitti nel mondo erano 424, un numero decisamente enorme. Nonostante lo sforzo delle potenze mondiali di mantenere la pace tramite la mediazione e la diplomazia, l’uomo è ancora mosso dal suo istinto più primitivo. E’ necessario quindi che, sin da piccoli, si educhino le nuove generazioni alla pacifica convivenza tra culture, religioni e al porgere il ramoscello d’ulivo piuttosto che sguainare la spada.

La nostra città, nella sua posizione di crocevia fra Occidente e Oriente, è sempre stata un luogo d’incontro fra cultura e diplomazia: nel 40 a.C. venne firmata la Pace di Brindisi fra i tre Triumviri, Ottaviano, Marco Antonio e Marco Emilio Lepido. Prova odierna ne è la base logistica delle Nazioni Unite che la città ospita.

L’Associazione Diplomatici di Brindisi, guidata da Marco Stasi e Giuseppe Frigione, si pone questo scopo: formare, istruire, la classe dirigente del domani con una nuova visione del mondo, comunitaria e attenta ai valori, soprattutto in tema di diritti umani.

“L’Associazione nasce nel 2000, ispirandosi ai modelli di lezione didattica americani sulle Nazioni Unite, e propone in più di 40 paesi nel mondo una serie di progetti che accompagnano i ragazzi nella comprensione dei temi più rilevanti della geopolitica globale che termineranno con un incontro nel quale si tenterà di arrivare a una risoluzione”.

Giuseppe è un giovane studente di giurisprudenza che crede fermamente nel progetto e si adopera affinchè ogni anno possa aver luce questa collaborazione con le scuole “Dal 2013, ogni anno, 20 o più ragazzi a Brindisi partecipano ai progetti da noi sponsorizzati.  
E’ un’iniziativa che ti permette di sviluppare una coscienza del mondo diversa, comunitaria. Agli studenti che aderiscono viene assegnata una nazione, che approfondiranno in diversi campi, e, giunti, alla simulazione, che sarà incentrata su uno dei temi caldi del panorama mondiale, si dovranno immedesimare nel paese assegnato, cercando di esser bravi nell’arte della parola e della simulazione.”

Queste simulazioni si tengono nei luoghi simbolo della diplomazia, come nel Palazzo di Vetro di delle Nazioni Unite a New York, al Parlamento Europeo di Bruxelles e presso la New York University di Abu Dhabi, con cui l’associazione collabora costantemente. All’interno del panorama più propriamente nazionale, è attivo il progetto “Democracy”, dove i ragazzi sono accompagnati nella simulazione dei lavori parlamentari completando il progetto con una risoluzione presso la Camera dei Deputati di Palazzo Montecitorio. 
La diplomazia è l’arte di sapere cosa non dire.

Giuseppe Patisso