Piano regionale della salute. Romano: ”Migliorare la qualità sostenendo la prevenzione”
mercoledì 25 giugno 2008

Una nota del consigliere regionale del Partito Democratico, Giuseppe Romano.


”La Giunta regionale del 13 giugno scorso, deliberando il piano regionale di salute 2008-2010, ha avviato il percorso istituzionale che porterà la nostra Regione ad avere le direttrici strategiche lungo le quali modulare e modellare l’offerta di salute in Puglia.


L’analisi delle fragilità, considerate strutturali, necessitano di azioni sui Livelli Essenziali di Assistenza in modo da garantire una offerta uniforme su tutto il territorio regionale.


Il rapporto invece, tra progressivo invecchiamento della popolazione, le fragilità e l’insufficiente dotazione finanziaria del sistema sanitario pugliese, rendono urgenti azioni tese a migliorarne la qualità, spostando il baricentro dall’Ospedale (la cura) al territorio (la prevenzione).


I dati sulla mobilità passiva poi, confermano la necessità di lavorare per ottimizzare le risorse finanziarie impiegate: quindi migliorare la qualità della prestazione, prevenire e diagnosticare prima, intervenire sui determinanti di buona salute, migliorare l’habitat entro cui le persone vivono.


Non ci può essere un prima ed un dopo, ma contestualità, tenendo presente che persino l’adeguamento legislativo alle direttrici indicate dal piano diviene una priorità.


Un evidente elemento di discontinuità col passato è dato dal ruolo che svolgerà il territorio attraverso i suoi decisori istituzionali: il livello regionale definisce le strategie, le priorità di sistema, i modelli organizzativi, l’offerta di sanità in termini di fabbisogno per ASL, delegando al livello provinciale (il management delle ASL, le Province, la Conferenza dei Sindaci), la distribuzione dell’offerta dentro il suo micro sistema sanitario ed avendo come  vincolo il dato epidemiologico.


Ma spostare risorse finanziarie dall’Ospedale al territorio significa concretamente implementazione dei percorsi assistenziali, rivisitazione dei posti letto per alcuni reparti ospedalieri, dipartimentazione ospedale-territorio per migliorare le azioni di informazione e prevenzione, avviare nei Distretti, i dipartimenti delle cure primarie ed intermedie.


Insomma, informare e prevenire attraverso la riorganizzazione dell’assistenza territoriale, rilanciare i consultori con una nuova rete territoriale ed i poliambulatori di primo e secondo livello con il potenziamento delle ore di specialistica e con l’ampliamento delle discipline esistenti, caratterizzare il prossimo anno con la nascita di almeno una casa della salute per Provincia.


Oggi, è possibile la presa in carico di alcuni pazienti dall’Ospedale al Territorio migliorando la qualità delle cure e contestualmente ottimizzando le risorse finanziarie?


Rispondo di si se puntiamo ad implementare l’assistenza domiciliare integrata, i servizi di assistenza respiratoria territoriale, la pneumologia sul territorio, il percorso integrale della ossigeno liquido-terapia.


Lo stesso discorso vale per la rete territoriale delle dipendenze patologiche, per le strutture riabilitative psichiatriche, per le residenze sanitarie e socio sanitarie.


Nella sostanza occorre costruire  un sistema con al centro la medicina territoriale come porta unica che prende in carico il cittadino, anche quando è in buona salute”.