Graffiti e cultura Hip Hop a San Pietro Vernotico!
lunedì 16 maggio 2016
Si è concluso domenica 15 maggio 2016 a San Pietro Vernotico (Br) un bellissimo evento di graffiti e cultura Hip Hop “Pesche Fresche”. Dalle ore 10.00, sui muri di via Pisacane, writers provenienti da tutta Italia hanno dipinto il muro che costeggia i binari della ferrovia.

Un progetto che abbraccia arte, cultura e decoro urbano, organizzato da Arci LaFactory di San Pietro Vernotico in collaborazione con l’assessore alla Cultura Valentina Carella, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, finalizzato alla riqualificazione di una zona del paese in degrado.

L’evento è stato organizzato grazie alla collaborazione del gruppo Cat crew, Pierfrancesco "Eight" Furone e dell’artista Frank Fine che si è occupato della parte musicale. Ad accompagnare una ventina circa di writers, gruppi e dj come: Giorgio Rude, DJ Dose, Nuck, Sensi Smoka, Frankies, Blast, Mad Symon, Militant Project, Lampo, Bulletproof Squad, Illegal Meeting Posse, Yuri, Dirty Brown Records, Luca Bad, Mad Dopa e Alessio Smoka. Tra i writer, invece, ci sarà Michele Nocci, Dpc, Hesa, Dope, Chef, Dorian, Jame, Skolp, Krio e molti altri.

“L’organizzazione di questa manifestazione, nata dalla volontà di riqualificare una parte del paese piuttosto in degrado, è stata resa possibile grazie allo sforzo degli sponsor, Calidoski, La Tipografia di Maurizio Serinelli, Feel Wine Enoteca, Internet Point di Micheel Massari, Hacuna Matata e Unipol Sai di Raffaele Vergari e al supporto logistico di Arci Roots di Cellino San Marco che ringraziamo”, spiega Franesco Puce, consigliere di Arci LaFactory.

Il graffitismo è una delle arti più diffuse, ma allo stesso tempo sottovalutate, esplose nel secolo scorso. Ingiustamente considerata per decenni un’arte minore, l’abbiamo vista manifestarsi nelle strade, nelle piazze e nei muri delle nostre città. Per questo motivo in passato è stata tacciata spesso come puro atto di vandalismo invece che, paradossalmente, come momento di riqualificazione del territorio urbano.

Per fortuna le cose sono cambiate anche alla luce della qualità oggettiva di talune vere e proprie opere d’arte. Ci sono in giro alcuni pittori di graffiti in grado di fare cose davvero strabilianti solo con l’uso delle mani, della testa e del cuore.

Lo sviluppo della civiltà, l'origine del pensiero religioso e spirituale, l'evoluzione della cultura hanno avuto inizio quando l'uomo ha liberato la sua creatività e, con strumenti umili e semplici, ha inciso prima le pareti rupestri della sua caverna, poi affrescato le mura di chiese e palazzi, continuando, perché no, ancora oggi, nel  dipingere facciate di condomini e fiancate di treni, tracciando messaggi, talvolta enigmatici, scritti in una lingua figurata di cui a volte ignoriamo la chiave di lettura, che però trova la strada per giungere alla nostra mente ed alla nostra psiche.  È stata la necessità di esprimere la propria creatività, le proprie opinioni, le proteste, l'identità e l'appartenenza ad un gruppo, che ha fatto nascere la moderna Graffiti Art.

La tecnica del graffito nasce in California, a Los Angeles, dove era pratica diffusa, tra i lustrascarpe della città, apporre una sigla sul muro della propria zona di lavoro, per evitare l'occupazione dello spazio da parte di altri concorrenti. Le gang di cultura ispanica cominciarono successivamente a dipingere il loro nome sui muri delimitanti i quartieri di appartenenza, come dimostrazione di potenza e controllo sul territorio nei confronti di gang rivali, dando l'avvio ad un'usanza che ben presto si diffuse nel resto d'America fino a New York: lì per la prima volta un giovane writer firmò la sua opera grafica con il proprio nome, senza associarlo a quello della gang di appartenenza, dimostrando così la propria autonomia in questa attività, conferendole le caratteristiche di volontario ed individuale prodotto artistico, non più di semplice sigla identificativa.

La pratica di apporre segni sui muri ha tuttavia radici molto più antiche: basti ricordare i disegni rudimentali trovati sulle pareti della caverna nei pressi di Altamura risalenti a circa 20.000 anni fa.

La Graffiti Art è una delle più sorprendenti e coinvolgenti forme di espressione visiva degli ultimi anni, una vera e propria arte, con una sua innegabile valenza creativa e pittorica che, con i suoi coloratissimi graffiti dallo stile simile a quello dei fumetti, è diventata, per i giovani di tutto il mondo, il mezzo più idoneo per veicolare i propri messaggi, il più delle volte cifrati, per manifestare la propria creatività, le proprie opinioni, le proteste, l'identità e l'appartenenza ad un gruppo, assumendo un significato anche simbolico.

Le caratteristiche fondamentali del graffitismo sono:

- in primo luogo quella di produrre un'arte fuori dagli schemi e realmente rivoluzionaria, con la peculiarità di essere un'arte non vendibile (essendo realizzata su supporti quali i vagoni ferroviari o pareti urbane);

- in secondo luogo quella di aver instaurato un dialogo diretto tra l'artista ed il pubblico, coinvolto anche suo malgrado, in manifestazioni visive di creatività spontanea, al di fuori degli ambienti canonici di musei o gallerie ed escludendo i normali canali di diffusione dell'arte (critici, mercanti, collezionisti); tuttavia, in molti casi, il sistema dell'arte, con le sue lusinghe economiche, ha finito per assorbire il significato di questo rito “metropolitano”, privilegiando gli esiti e le espressioni individuali di alcuni artisti, trascinandoli nelle gallerie e nei musei e in qualche modo decretando la conclusione della parabola artistica del fenomeno, o per lo meno, compromettendola irrimediabilmente.

Flavio A. 33 anni, grafico, di Brindisi: “Viviamo in una società dove dovrebbe regnare l’uguaglianza, allora perché fermare questo splendido modo di esprimere la propria creatività, definendolo in modo rozzo sporcizia sui muri? L’artista deve esprimere le proprie passioni in tutte le forme possibili. Con quale criterio possiamo definire arte il fare mosaico, e definire macchie e sporcizia i graffiti?”

Felice B. 37enne, tipografo, di Brindisi: “I writers firmano le proprie opere proprio come i pittori, solo che la firma dei writers si chiama tag. Tra la pittura ed il fare i graffiti c’è qualcosa in comune… esprimono entrambi libertà, opinione, fascino e mistero”.

ILARIA SOLAZZO.