La conoscenza è rivoluzionaria. - di Pino De Luca -
lunedì 23 giugno 2008

Innovazione e competizione si intitola un seminario che il 23 prossimo venturo si terrà a Bari, in un Hotel prestigioso. A questo seminario che è organizzato dall’ANCE Puglia e dalle Scuole Edili delle cinque province pugliesi verrà presentato il portale CRISED. Un modo davvero serio e innovativo di fare impresa, ambiente e sviluppo.


Ne parlo perché ho avuto il privilegio e il piacere di collaborare con la Scuola Edile di Brindisi alla realizzazione di parte di questo che era un progetto e che è diventato, finalmente, un “prodotto finito” in attesa di sperimentazione.


A Brindisi, con risorse tutte del Sud, abbiamo curato due manuali, voglio dirlo, che ci fanno ben figurare: Bioedilizia e Certificazione Energetica, scritto dall’arch. Daniela Angiulli, e Materiali Innovativi strutturali per l’edilizia, scritto dalla Prof.ssa Maria Antonietta Aiello, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento.


Il 20 giugno scorso, nella bella sala riunioni della Cassa Edile di Brindisi, i due volumi sono stati presentati dalle autrici insieme al progetto CRISED illustrato dal direttore della Scuola Edile di Brindisi, Dott. Gianni Stasi. Ad abundantiam interventi precisi ed estremamente qualificati del Prof. Spedicato, dell’Università del Salento sulle strutture aziendali nel territorio di Brindisi e del dotto Pasanisi di SMILE su un nuovo modo di usare le ICT per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nell’edilizia.


Un seminario tosto, un seminario di studio, partecipato molto da studiosi e pochissimo da amministratori e imprenditori, a testimonianza di una classe dirigente che è più orientata ad occupare che a movimentare le dinamiche produttive. (Ad onor del vero va testimoniata la presenza del dott. Chiantera per il Comune di Brindisi e dell’Assessore Somma per la amministrazione Provinciale).


Quale è, allora, il punto di questa descrizione? Semplice: l’assenza della predisposizione all’apprendimento è il più grande freno allo sviluppo dell’economia e della società. L’ignoranza sta diventando sempre di più una caratteristica essenziale per occupare posti di potere e tutte le volte che si propongono attività che hanno lo scopo di ridurre questa ignoranza, individuale e collettiva, chi detiene il potere tenta di affossarne i percorsi per pura autodifesa, sapendo che in un mondo colto e culturalmente avanzato le menti grette di piccoli ras del quartierino, ricchi a piacere ma sempre pezzenti, non possono che rimanere emarginate.


L’ignoranza è al potere, distribuita in ogni luogo, grande e piccolo, e quanto è successo con le prove scritte dell’esame di stato in Italiano, Inglese e Greco lo sta a testimoniare.


E testimonianza ancora più grave è che ci si è accorti di queste discipline semplicemente perché nel mondo giornalistico impera la cultura classica e l’ignoranza tecnico-scientifica altrimenti si sarebbe sottolineata una cosa ancora più grave: quasi un reato.


E siccome mi piace essere preciso ve la dico tutta. Insegno Sistemi di Elaborazione e Trasmissione delle Informazioni all’ITIS di Lecce, questa disciplina è stata oggetto della seconda prova scritta e, a parte la sua non pertinenza con i programmi d’esame in alcune parti, la cosa più grave è che la traccia, identica, è stata oggetto di prova scritta nel concorso all’abilitazione della professione di perito nel 2006

(http://www.periti-industriali.com/site/documenti/esami/Sessione%202006.pdf)

con l’aggravante che in quella sede venivano date 8 ore invece di 6 per il suo svolgimento (condivido con il Prof. Egidio Dell’Atti dell’ITI di Galatone quanto ha rilevato). Si può dare agli Esami una prova già svolta?


Due settori vitali per lo sviluppo sociale ed economico: l’impresa e la scuola, sono aggrediti dalla pervasività dell’ignoranza e dell’approssimazione. Abbiamo un compito straordinario, porre argine all’oscurità e tenere accesa la fiaccola della curiosità e del sapere, solo così riusciremo a restituire a chi viene dopo di noi un mondo ancora vivibile e, possibilmente, ancora più bello di quello che abbiamo trovato.


Pino De Luca (pino_de_luca@virgilio.it)