I brindisini salutano (per sempre …?) il faro del Castello Alfonsino
mercoledì 6 aprile 2016
Mancano pochi giorni allo smontaggio dello storico faro che domina il porto di Brindisi dal tetto del Castello Alfonsino, poiché è ormai in corso la sottoscrizione del contratto con l’impresa aggiudicataria dell’appalto, la I.CO.EL s.r.l. di Lecce. È quanto comunicato dal Provveditorato alle OO.PP. – sede di Bari alle associazioni che, nello scorso mese di gennaio, avevano chiesto di sospendere l’esecutività del provvedimento.

Le autorizzazioni dei diversi enti ci sono tutte, considerata la «precarietà statica del manufatto», anche la Soprintendenza  BB. AA .PP. di Lecce, che attualmente ha in consegna tutto il complesso di Forte a Mare, ha dato parere favorevole allo smontaggio, ravvisando un grave pericolo per la sicurezza dei luoghi. Ma la stessa Soprintendenza ha imposto di effettuare il rilievo grafico con tecnica del laser scanner 3D, utile per una futura ricomposizione, e di conservare le singole componenti smontate in un luogo sicuro da concordare, una volta effettuati i previsti trattamenti conservativi di sabbiatura e zincatura a caldo. Si parla quindi di smontaggio, non di demolizione e di conservazione in attesa di un auspicato restauro.

Ma i dubbi delle associazioni rimangono tutti: sarà sicura e corretta la conservazione della struttura metallica, del castelletto e della lanterna e sarà possibile, in futuro, procedere al restauro e alla ricollocazione del faro, considerate le problematiche già esistenti per il recupero del Castello Alfonsino? Di sicuro l’attenzione delle associazioni rimarrà alta.

Come afferma Antonio Monte, studioso di archeologia industriale e coordinatore dell’AIPAI – Puglia (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale), «il faro a castelletto è un unicum nel panorama italiano dei fari e, poi, quale sarà il paesaggio marittimo di Brindisi dopo la rimozione della struttura a traliccio che ha segnato per più di settant’anni l’elegante skyline con cui la comunità si è identificata?».

Comunicato firmato Italia Nostra, Legambiente, Touring Club Italiano – Club di territorio di Brindisi, Amici dei Musei, Fondazione Tonino Di Giulio, Club per l’Unesco di Brindisi.