A Brindisi la prima delle Assemblee organizzative provinciali de “La Puglia in più”
martedì 8 marzo 2016
Si è tenuta a Brindisi presso l’hotel Internazionale, alla presenza di un folto uditorio, la prima delle “Assemblee organizzative” previste dal movimento “La Puglia in più”, soggetto politico nato dalla iniziativa del Senatore Dario Stefano, cui seguiranno altri cinque appuntamenti nelle province pugliesi che entro la fine del corrente mese contribuiranno a definire un progetto per qualificare ulteriormente il dibattito politico sul futuro della Puglia e rafforzare il profilo programmatico del movimento.

Nel capoluogo provinciale sta per entrare nel vivo una nuova campagna elettorale in vista della tornata amministrativa della prossima primavera. Proprio in un momento di forti tensioni sociali e politiche il “centrosinistra” – il campo entro il quale Stefano intende seguitare ad operare - ha il dovere, secondo il senatore leccese, di non disperdere tutto il valore accumulato in questi anni (l’esperienza alla guida della Regione di Vendola nella fattispecie, ma non solo) ed il compito di sostenere e valorizzare l’indispensabile processo del cambiamento.

“La Puglia in più” ha identificato, nel recente passato, una campagna di ascolto itinerante promossa dal Movimento “La Puglia per Vendola” tesa a creare “ambiti compatibili” e promuovere percorsi di partecipazione democratica alla vita politica affinchè questa fosse più credibile, cioè “capace di promettere solo ciò che può mantenere e mantenere ciò che promette”. Nel 2014 - ha ricordato Stefano - è stata “rilanciata l’esperienza “civica” maturata in quegli anni nel promuovere una significativa modifica nelle modalità di governo della cosa pubblica, foriera di risultati sicuramente positivi ed in evidente discontinuità con le amministrazioni precedenti di centro destra”, tentando ad un tempo di raccogliere le istanze di chi non volesse seguire le correnti di partito”.

Il che ha aperto la strada per un nuovo soggetto politico, quale è oggi la Puglia in più, che non appoggia la logica di chi ha preferito auto-confinarsi alla dimensione di piccolo partito identitario (riferimento a Sinistra Italiana), ma al contrario continua a guardare nel campo (playground) del centro-sinistra “per costruire qualcosa di più grande delle nostre singole storie, per contribuire a rilanciare la sfida al cambiamento, la cultura progressista e democratica”, nel solco dell’impegno del progetto politico di “Noi a Sinistra”, che ha concorso alle elezioni regionali del 2015, in un progetto di centrosinistra ma con un ruolo diverso rispetto ai dieci anni di gestione del governatore Vendola.  Con l’impegno a restare coerenti nel continuare ad esercitare un ruolo attivo e propositivo di concerto con tutti gli attori della cultura progressista, PD in testa, ma con un occhio critico nei confronti di quelle politiche del PD che fossero ritenute poco coerenti col senso comune della sinistra nuova come formatasi in questi anni. 

Stefano ha solo accennato al “caso Brindisi”, ritenendo che tra gli aderenti al movimento ma anche nella città tutta vi siano energie, competenze e fervore sufficienti a superare i risultati non edificanti ottenuti da esperienze di laboratori politici che non hanno contribuito a superare i problemi della comunità, criticità ben lungi dall’essere congiunturali e che appaiono oramai strutturali.

La necessità primaria sarà quella di elaborare una piattaforma che garantisca uno sforzo differente, che dia un segnale di forte discontinuità ed un riferimento per l’amministratore locale nel corrispondere alle richieste di progresso e legalità che vengono dalla città. Questo impegno secondo Stefano non può assoggettarsi alle esigenze di un ceto politico ma deve partire dal basso, dalla “base” e rappresentare quel ponte politico, culturale e sociale all’interno del centrosinistra che sia da lievito per una nuova determinazione delle nostre comunità. Ecco perché il Movimento “La Puglia in più” dovrà essere strutturato ed in grado di stabilire nuove relazioni “facendo rete”, senza soggiacere alle logiche emergenziali imposte dalla realtà del presente e con il dovere etico di organizzare il futuro.

Il senatore Stefano ha poi salutato ed augurato un buon lavoro ad alcuni dei coordinatori designati per Brindisi e provincia dal movimento che si appresta a proporre la propria visione politica circa le tematiche centrali per il governo delle comunità, gli obiettivi, le strategie e l’indicazione delle proposte concrete. Tra questi è stata scelta anche la prof.ssa Claudia Zezza, già coordinatrice cittadina di “Sviluppo e lavoro” dell’ex Consigliere Regionale Giovanni Brigante, il movimento che confluisce interamente in “La Puglia in più”.

La Zezza ha ricordato nel suo intervento come il Partito Democratico, alla sua nascita nel 2009, fosse sembrato “l'evoluzione più matura ed efficace delle idee e delle esperienze che avevano attraversato i trent'anni precedenti“. In realtà, secondo la Zezza, il coacervo di interessi particolari e correntizi, mai sfociati in un organismo dialetticamente coeso, ha poi finito con l’esaltare difetti e limiti della nuova formazione. Dal senso di scoramento derivatone Giovanni Brigante fu indotto a fondare la nuova Associazione politica, “Sviluppo e Lavoro”, nata dall’appello a tutte le forze sane della sinistra brindisina e pugliese per avviare insieme un percorso di rinnovamento reale e di comunicazione con quella larga parte della cittadinanza che voleva sentirsi riconosciuta e tutelata nei propri bisogni, nel costruire prospettive e sperimentare nuove strade sui versanti del lavoro, della salute, delle politiche sociali ed ambientali.

Già convinti sostenitori delle politiche di Vendola alla Regione, gli iscritti a Sviluppo e Lavoro confluiscono ora con consapevolezza e fiducia nel soggetto politico voluto da Dario Stefano, per rafforzare ed unire la sinistra a Brindisi e nel Paese, ridare speranza ai cittadini e costruire un futuro nel quale etica, lotta alla precarietà, uguaglianza e solidarietà siano alla base dell’agire dei prossimi governi.

Anche l’intervento di Giovanni Brigante, consigliere comunale uscente, senza voler infierire nei confronti dei responsabili della deriva della politica cittadina e sentenziare un "noi l'avevamo detto", ha ribadito l’indifferibile necessità di creare a sinistra un soggetto politico fortemente strutturato su larga scala, che sposi realmente il riformismo, attento ai cambiamenti della società, difensore dei diritti dei più deboli e fornire la risposta etica alla deriva del malgoverno.

Brigante ha evidenziato come egli creda oggi più che mai nella necessità di organizzazioni partitiche solide, che consentano il dibattito e la partecipazione, che premino il merito e siano palestra per formare le nuove generazioni, foriere di energie inesauribili, di valori autentici e di saperi e competenze nuove. Questo si chiedeva al Pd ma non è accaduto, la colpa non dovendosi ricercare tanto nell'idea che fu alla base della sua nascita quanto negli uomini che si sono succeduti al comando e che oggi devono farsi da parte, sia a livello centrale che periferico, dove spesso la mediocrità ed il particolarismo hanno determinato uno scollamento ancora più profondo con gli elettori e la comunità amministrata.

Significativo anche, tra gli altri, l’intervento del dott. Pierangelo Argentieri, che ha evidenziato come nella società sia particolarmente percepito il bisogno di una sinistra moderna che ha urgente necessità di allargare la rappresentanza sociale e non di restringerla, auspicando che tutte le forze politiche provvedano a vigilare per escludere dal concorso alla formazione dei propri livelli apicali e dei propri rappresentanti eleggibili quanti si avvicinino opportunisticamente alla politica in vista di un esclusivo vantaggio personale.

In conclusione, il Senatore Stefano ha evidenziato che “La Puglia in più” sta preparando una serie di incontri tematici di approfondimento di stretta attualità, che si terranno a Brindisi già a partire dalla prossima settimana e che seguiranno la formula del confronto a più voci, per ribadire l’importanza del  discorso pubblico e della condivisione. Si comincerà – simbolicamente - dal rapporto tra politica e legalità. Allo scrivente piace ricordare un estratto di una discussione sostenuta anni fa dal magistrato Francesco Saverio Borrelli: “….legalità, politica, giustizia, etica, senza che le rispettive matrici concettuali abbiano a confondersi l'una con l'altra, possono forse in questa prospettiva equilibrarsi in una dialettica di distinti che le sottragga a ogni cristallizzazione lasciando aperta la strada verso il futuro: verso un futuro senza punti di arrivo, ma nutrito della speranza nelle sorti progressive della società umana.”

Andrea Solimini