Sempre Tap all’ordine del giorno, tra le convinzioni di Michele Emiliano e l’accordo con la Grecia.
venerdì 4 marzo 2016
Contrarietà, commenti positivi, polemiche (ultimamente, anche e soprattutto a Brindisi), nascita di comitati e movimenti. Ma Tap (Trans Adriatic Papeline) va avanti, nel progetto del gasdotto.

Notizia di poche ore fa, la Commissione Europea approva l’accordo tra la Grecia e Tap, un progetto, secondo Margarethe Vestager Commissaria alla Concorrenza, “ migliora la sicurezza dell’approvvigionamento energetico nel Sud Est europeo, in osservanza delle regole e senza distorcere la concorrenza e il mercato”.
Il gasdotto è destinato a collegare la Grecia all’ Italia, e in particolare alla Puglia. Già, la Puglia, al centro dell’attenzione in questi giorni per il gasdotto, tra Melendugno e un possibile approdo definitivo a Brindisi rivendicato soprattutto da Michele Emiliano, anche in occasione  della riunione degli Stati Generali della Giunta Regionale a Brindisi.

La Commissaria alla Concorrenza chiarisce: “gli incentivi offerti dalle autorità greche sono limitati a quanto necessario per la sua realizzazione e compatibili con le regole UE sugli aiuti di stato”.

E intanto fanno ancora discutere le ultime dichiarazioni sulla Tap e l’approdo (secondo lui ancora possibile) a Brindisi da parte di Emiliano nel corso degli Stati Generali della Regione Puglia. Un vero e proprio invito , quello del governatore pugliese, alla comunità brindisina e le istituzioni locali a riflettere.

Riprendiamo le dichiarazioni di Emiliano, che ha tra l’altro lanciato un allarme per quanto riguarda Melendugno. “La comunità brindisina e le istituzioni sapevano   benissimo che il carbone non fosse il migliore dei combustibili – ha affermato- ma è stata firmata una convenzione. Insisto, e la mia posizione, come sapete, è stata anche resa pubblica nel corso della recente Conferenza sul clima e l’ambiente di Parigi. Il sistema industriale italiano va assolutamente de-carbonizzato. Dunque, ho posto il problema: come uscire dal fatto che l’Italia ha praticamente sottoscritto l’ impegno di de-carbonizzare i grandi impianti che producono acciaio e energia ?  Ritengo il gasdotto Tap un investimento strategico, necessario per diversificare l’ approvvigionamento di energia”.

Ed ecco l’allarme, la preoccupazione e convincimento del Presidente della Regione   Puglia riguardo l’approdo finale a Melendugno: “perché portarlo tanto a sud da dover costruire praticamente 55 km di gasdotto in un territorio molto pericoloso dal punto di vista criminale?. Questa operazione non ha alcun fondamento, e vi farò vedere che finirà male dal punto di vista giudiziario. Ed allora, il gasdotto potrebbe approdare tranquillamente a Brindisi, in una zona industriale con un chilometro   importante di area e passerebbe in mezzo alle campagne”.

Ma quali sarebbero i vantaggi dell’investimento a Brindisi, secondo Emiliano “In un recente incontro, ho chiesto  a Tap di avere forniture di gas a prezzo calmierato. In sostanza, il prezzo sarebbe uguale al carbone. Insomma, un’operazione vantaggiosa per il territorio brindisino ed evita i rischi di  infiltrazione criminale, possibilità di cui ho già parlato tra l’altro in commissione anti Mafia.  Non posso proprio accettare che qualcuno continui a dire che possiamo andare avanti per altri  30 anni con il carbone. Non solo è sbagliato dal punto di vista  dell’ambiente e della salute, ma è giuridicamente impossibile per il fatto che l’Italia ha  firmato un impegno per de-carbonizzare. A breve,  l’Italia andrà in infrazione presso la Corte di Giustizia Europea perché ha le centrali a carbone. A me  importa poco dove  approda un  tubo, ma  capisco bene che se  arriva a  Melendugno, Brindisi perde l’ opportunità di chiedere pesanti compensazionii”.

Articolo di Ferdinando Cocciolo.