Piano di riordino ospedaliero, vertice tra Emiliano e la sua maggioranza
mercoledì 24 febbraio 2016
Piano di Riordino ospedaliero, vertice tra Michele  Emiliano e la maggioranza di Centro Sinistra.  “Acceso dibattito, non  guerra”. ll momento  è importante  e delicato per il Presidente Michele Emiliano e la sua  maggioranza di Centro Sinistra, tra  le varie e urgenti  problematiche da  affrontare. Il  Piano di Riordino ospedaliero al  centro dell’ attenzione, tra  dibattiti, polemiche, confronti  e scontri con le  forze di opposizione.

Su questo tema (e non solo)  si è svolto nelle scorse ore un vertice tra l’attuale  segretario regionale del  Pd  e la  sua maggioranza. I partecipanti  parlano di  “acceso dibattito, costruttivo,  e non di guerra”. Ma, dalle nostre fonti, trapela che a dare maggiore battaglia siano stati gli eletti nel Salento   “per nulla disposti ad  esempio ad  accettare i declassamenti degli ospedali di Galatina e Casarano”.
 
Ma, inevitabilmente,  sotto la lente del confronto, anche  la paventata chiusura dei tre ospedali della provincia brindisina (Mesagne, San Pietro Vernotico, Fasano), argomento   sottolineato ad esempio dall’attuale presidente della Commissione Sanità il Consigliere   Regionale Pd Pino Romano. Un Piano di  riordino che tuttavia  può cambiare da un momento all’altro e del resto  è stato lo stesso Emiliano a dichiarare che avrebbe  tenuto conto di istanze e suggerimenti da  parte dei consiglieri. Domani, è  prevista  una  riunione con  le organizzazioni sindacali e poi, sabato prossimo, gli Stati Generali della Sanità  con sindaci e consiglieri.
 
“Sarà l’ultimo appello per sindaci, consiglieri e sindacati -  ha dichiarato il governatore  pugliese –prima  della  riunione di giunta di lunedì prossimo che varerà definitivamente il disegno di riordino”.
 
E  il  confronto con la sua maggioranza, problemi?  Emiliano anticipa lo scenario: “è abbastanza  evidente che la maggioranza di Centro Sinistra  dovrà farsi carico di scelte sicuramente impopolari ma  utili. Lo scopo della  chiusura degli ospedali non è quello di risparmiare soldi. Stiamo chiudendo ospedali pericolosi, con poco personale e statistiche   basse, per mettere il personale in quelle strutture dove i cittadini vanno più volentieri e che hanno  bisogno di turnazioni rese oggi più difficili  dall’applicazione di nuove norme  che giustamente, mettono limiti all’orario di lavoro quotidiano dei medici”. Ma, intanto, i territori si organizzano per le proteste.

Articolo di  Ferdinando Cocciolo.