Pesanti dichiarazioni di Michele Emiliano sul caso Brindisi durante l' audizione in Commissione anti Mafia
venerdì 19 febbraio 2016
Importanti e pesanti dichiarazioni  sul caso Brindisi di Michele  Emiliano durante l’ audizione in  Commissione antiMafia. Brindisisera.it  è disponibile a eventuali repliche. 

Importanti dichiarazioni sul caso Brindisi del Presidente della  Regione  Puglia Michele  Emiliano nel corso della sua audizione presso la Commissione Parlamentare   Antimafia avvenuta  nelle scorse ore. Pesanti  parole, che per dovere di cronaca  pubblichiamo, invitando correttamente chi viene chiamato in causa ad eventuali  risposte.

Secondo il governatore pugliese, la situazione è sempre stata particolarmente difficile nel territorio brindisino:  “E’  questo il luogo dove la SCU (Sacra Corona Unita) è nata, precisamente a Mesagne. Il fondatore era un piastrellista di  nome Giuseppe Rogoli. Sempre qui viene istruito il primo processo nel quale viene  contestato il 416  bis per la SCU, in primo grado la componente mafiosa non viene  riconosciuta, lo farà la Corte di  Appello di Lecce nel 1990 su ricorso del  Procuratore Riccardo Di Bitonto.”.

Ma  Emiliano insiste e ci va giù pesante: “Assistiamo al periodico ritorno sulla scena  di personaggi processati più volte per fatti di particolare gravità, e a ripetuti fenomeni  di inquinamento e di infiltrazioni istituzionali. Un clima complessivo di forte inquinamento delle istituzioni che è stato interrotto solo dalla sindacatura di  Domenico Mennitti, appartenente a parte politica differente dalla mia, ma al quale mi ha unito la comune battaglia contro la costruzione del Rigassificatore e per la legalità.  Qualche anno fa  siamo ritornati  in una situazione di grave opacità che si è conclusa con l’arresto del sindaco, connesso alla gestione del ciclo dei rifiuti. Nella vicenda il Presidente della Regione Puglia è  entrato nel suo ruolo istituzionale sulla base della segnalazione, da parte degli uffici giudiziari, di irregolarità nel ciclo dei  rifiuti.  Abbiamo così per la prima  volta deciso di commissariare l’Oga di  Brindisi e verificato una serie di irregolarità, che poi fanno parte dei capi di imputazione, dovute all’incapacità dell’ Oga di far fronte ai propri compiti. Con mia ordinanza ho prescritto al Sindaco di rescindere il contratto con  l’amministratore Luca Screti, che dovrebbe essere parente del tesoriere della Scu  Antonio Screti che arrestai molti anni fa come magistrato.  Ritrovare dopo venti anni  come amministratore  delegato della società alla quale il sindaco aveva  affidato la gestione dei rifiuti e l’ impianto di biostabilizzazione- che poi non aveva mai funzionato- soggetti con questo tipo di contiguità mi  ha inquietato in modo particolare”.  C’è poi  il caso  particolare di un altro soggetto, che è bene sottolinearlo ha una fedina penale immacolata, il quale, a un certo punto della vita  amministrativa di  Brindisi, assume il ruolo di  Assessore all’ Urbanistica dopo essere stato eletto nel  Pd, Pasquale Luperti. Figlio di  Antonio Luperti, capomafia della SCU, quest’ultimo oggetto di mie indagini  all’ epoca dei fatti, ammazzato dal  pentito Vito Demidio nell’ambito di una faida tra la Scu tradizionale e quella che aveva infiltrato il mondo del contrabbando brindisino.  L idea che il figlio di  Antonio  Luperti e nipote  di Salvatore  Luperti (zio anch’egli condannato per mafia e ucciso nel 1998) fosse stato candidato nelle liste   Pd e avesse poi assunto il ruolo di assessore all’urbanistica – senza competenze specifiche in materia - mi aveva preoccupato  fortemente”.

Prendiamo atto delle dichiarazioni di  Emiliano, del resto posizioni già esternate in altre occasioni.  Chi scrive conosce bene  l’ex  assessore Luperti, apprezzandone   soprattutto le capacità umane, che ha le porte aperte a brindisi sera.it. Ma viene spontaneo porsi  alcune domande, che non possono non comprendere  tra l’altro il ruolo di segretario regionale di Emiliano  e le sue responsabilità politiche. Ma, si capisce bene, è un attacco soprattutto all’operato dell’ Amministrazione  Comunale targata Consales:  “Forse applicando il principio che le colpe dei padri  non devono ricadere sui figli di questa circostanza non ha mai parlato nessuno, sebbene la nomina di  Luperti sia avvenuta il giorno prima  dell’attentato alla   Scuola Morvillo Falcone , e quindi in un momento di grande attenzione mediatica su  Brindisi”.   Avanti  tutta con il  Pug:  “In qualità  di assessore gestisce  l’elaborazione del nuovo Pug  e litiga pesantemente con il tecnico Goggi,  al quale manda una lettera a sua firma  per chiedere di aumentare il numero dei metri cubi realizzabili sulla costa, mentre il tecnico non intendeva  procedere in tal senso.

L’ amministrazione revoca così il mandato a Goggi  e nomina  sotto soglia un altro tecnico “. Emiliano  ritorna sul conflitto tra il Pd regionale e l’ ex Sindaco Consales, al quale “da tempo il Pd aveva tolto la fiducia”. Una contrapposizione divenuta  anche istituzionale, nel suo ruolo di governatore,  non solo sulla vicenda rifiuti, ma anche a seguito di  “polemiche innescate da Consales”.  Afferma  Emiliano:  “ Una  polemica, grave, è  legata alla proposta della Regione Puglia di far approdare il gasdotto Tap a Brindisi anziché a Melendugno. Consales mi ha attaccato, dicendo   che volevo danneggiare Brindisi. Polemica  pretestuosa, visto che Tap comunque transiterà nel territorio Brindisino  anche con diverso approdo”.

Articolo di  Ferdinando Cocciolo.  

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