Monnezza .... - di Pino De Luca-
martedì 8 gennaio 2008

Brindisi, 8 gennaio 2007.  L’altra sera, in auto, ascoltavo una trasmissione radiofonica che si chiama Zapping. Trasmissione che, ad ascoltare gli ospiti, è un cult nazionale. Una specie di Porta a Porta fatto alla radio. Il tema della discussione tra il conduttore e alcuni illustri ospiti era la fetida questione dell’immondizia napoletana e casertana.


Ad un certo punto un interlocutore telefonico, un ascoltatore insomma, fece una domanda che per essere compresa e soddisfatta aveva bisogno di alcune “semplici competenze scientifiche”. Apriti cielo, l’insieme del part-terre non esitò un momento a dichiarare la propria personale a rispondere data l’inadeguatezza della preparazione. Ma, di colpo, tutti si sono lanciati in una filippica contro un indefinito “qualche professore di qualche università americana che si permette di dire si o no all’azione di modernizzazione”.


Dalla discussione, quella ed altre, sempre più spesso emerge l’arroganza di alcuni maître a pènser invitati a discettare su tutto senza capire niente di nulla, che nel migliore dei casi riescono a esprimere delle autentiche castronerie spacciandole per grandi verità, e al solo scopo di compiacere il loro momentaneo datore di lavoro (o meglio di salario che di lavoro sarebbe troppo).


Quando si tratta di essere scientifici, la pletora confessa candidamente la sua ignoranza. Strano paese questo, un paese nel quale non conoscere il significato del termine “apotropaico” è segno da additare al pubblico ludibrio mentre ignorare le più semplici nozioni di chimica e di fisica rappresenta la normalità. Eppure passiamo più tempo a cibarci e muoverci rispetto a quello che trascorriamo nel tentativo di tenere lontani gli spiriti maligni.


E veniamo alla spazzatura di Napoli e Caserta. Molti fra voi leggeranno moltissime inchieste dalle quali emerge una sequenza costante: la colpa della spazzatura per le strade è di Bassolino e della Jervolino i quali, bloccati dagli ambientalisti, non hanno costruito le discariche e gli inceneritori (adesso si chiamano termovalorizzatori). La Camorra sulla spazzatura ci fa gli affari e appoggia le manifestazioni popolari solleticando la rivolta popolare con la sindrome di Nimbi.


Un bel quadretto, non c’è che dire. Ha solo la ormai comunissima caratteristica che è un quadretto propagandistico e falso come una banconota da 11 Euro.


Non spiegherò mai più perché i “termovalorizzatori” non sono la soluzione di nulla ma possono solo essere un elemento che posto al termine di un percorso lungo e complesso può dare il suo contributo. Rimando alla lettura di un piccolo libro scritto da un bravo italiano, morto giovane, si chiamava Giovanni Alberto Agnelli, già Presidente della Piaggio. Se non ricordo male il libro uscì nel 1994 e si chiamava “Verso un mondo meraviglioso”, uno di quei libri che ho regalato a qualcuno che è sparito con il libro.
Ma se lo trovate leggetelo e vedrete quante potenzialità hanno quelli che chiamiamo rifiuti.


Non spiegherò mai più che la Camorra, o come si dice adesso, ‘O Sistema, non è una cosa isolata ed esterna alla società di Napoli e Caserta. La Camorra sono decenni che traffica, tra l’altro, i rifiuti speciali, tra le zone industriali d’Italia e d’Europa e le aree di Napoli e Caserta. Anche qui un libro più recente racconta bene: Gomorra di Roberto Saviane, oppure ‘O Sistema di Matteo Scanni.


Ma all’emergenza bisogna rispondere in fretta. Non si può pensare di convincere una popolazione in tempi brevi, specialmente se vi sono persone abituate a buttare la spazzatura per strada e poi a protestare perché c’è la spazzatura per strada. Educare è cosa lunga e complessa e non si può educare chi non vuole essere educato.


E all’emergenza occorre fare fronte, e il Governo riapre le discariche e accelera i “termovalorizzatori”. Sono felici ora i grilli parlanti, finalmente hanno coperto le imprese che gestiscono discariche e termovalorizzatori, come se discariche e termovalorizzatori alla camorra fossero sconosciuti!!!
E allora che fare? Solita domanda, solita risposta: studiare e avere l’umiltà di chiedere a chi ne sa più di noi.


Avendo letto che il Prof. Paolo Plescia del CNR ha brevettato un sistema (THOR) per la gestione dei rifiuti indifferenziati, mi sono permesso di scrivergli e di invitarlo alla mia scuola per tenere un seminario. Il Prof. Plescia, gentilissimo, mi ha dato la sua disponibilità.


Il sistema THOR, semplicemente tratta i rifiuti indifferenziati e produce pallets e, con un ulteriore trattamento, gasolio per autotrazione. Sarà economicamente conveniente, sarà ecologicamente efficace? Basta chiedere. Esiste qui, nella mia provincia di residenza, oltre che in quella di lavoro, un qualcuno interessato ad ascoltare?  Se esiste mi faccia sapere, chiederò al Prof. Plescia di mettersi a disposizione un altro giorno.  Ah, dimenticavo, il Prof. sarebbe ben felice di illustrare in italiano il suo sistema, ormai ingegnerizzato e tranquillamente installabile.


Pino De Luca (pino_de_luca@virgilio.it)


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