Consiglio Comunale senza numero legale un’ occasione mancata per parlare di importanti problematiche
venerdì 18 settembre 2015

Consiglio Comunale di Brindisi  senza numero legale.  Un’occasione mancata per parlare di importanti problematiche, mentre, anche a pochi metri di distanza, c’è chi continua a vivere in un’auto o in mezzo ad una strada.

Quando un  Consiglio Comunale (in questo caso quello di Brindisi) va deserto, è sempre una brutta notizia  per la città e la comunità. Perché non si discute di  cose e argomenti importanti  e a Brindisi, quando non si discute in Consiglio comunale, è ancora più grave. Una città che non ha più tempo da perdere, ma la colpa è di quella politica  litigiosa, che diserta anche i consigli comunali.

L’ultimo esempio, il Consiglio Comunale di giovedì mattina, dove non  c’erano  già i numeri ma ci ha pensato un Consigliere d’opposizione (ex maggioranza, con Scelta Civica) Luigi Sergi a far insediare il Consiglio. Già, la diciassettesima unità, colui che ultimamente ha sempre attaccato duramente il Sindaco Consales. Ma, si sa, i  “cambi di casacca e maggioranza”  sono eventi che spesso hanno caratterizzato anche la vita consiliare brindisina. Ma eventi che, soprattutto, mandano in confusione  i cittadini che non si ricordano più se quel consigliere appartiene al Centro Destra  o al Centro Sinistra.

Ma il Consiglio  Comunale del 17 settembre  2015 in pratica nasce e muore subito, tra polemiche, scontri, accuse, quel  “teatrino” che  ricompare, abbassando la qualità di una politica brindisina che ha ancora tanto da imparare, anche sul piano del rispetto nei riguardi del cittadino stanco, confuso. C’è stato il tempo di far insediare Vito Gloria (Sel), subentrato ad Antonio Manfreda (in quota Impegno Sociale)  che è diventato Assessore ai Servizi Sociali.

Allora, cosa è successo? Dopo il voto su  Gloria, alcuni consiglieri della maggioranza di Centro Sinistra escono dall’aula facendo mancare il numero legale. Il capogruppo  Pd Salvatore Brigante chiede al collega di partito e Presidente del Consiglio Comunale  di fare l’appello per la verifica ufficiale dei numeri, insomma la conta.

I numeri non ci sono, amen. Salta tutto, tutti a casa. Eppure c’erano all’ ordine del giorno importanti argomenti, presentati soprattutto dalle forze di minoranza. Come quello sul Piano Parcheggi, presentato da Brindisi Bene Comune e Riccardo Rossi.

Il Piano dei Parcheggi, che non può, in ogni caso (vista l’importanza e la  delicatezza dell’argomento) andare in un’unica direzione, ma deve essere  “centro” di ampie discussioni tra maggioranza e opposizione  e, possibilmente, di condivisione.

Insomma, un “autogoal”, senza polemica, per un Centro Sinistra che  deve capire, una volta per tutte, chi ci vuol stare ancora dentro, chi deve ritenersi definitivamente fuori (ricordiamo che ufficialmente sono ancora ufficialmente fuori dalla maggioranza i consiglieri comunali Francesco  Renna e Francesco Cannalire), chi, eventualmente, potrebbe ritornare. Il tutto, tra  “ricomparsi” e gente che non si riconosce in nuovi gruppi.

Insomma, un “teatrino” che non piace più alla gente e qualcuno fa finta di niente. E i vari imprevisti o giustificazioni personali non aggiungono o tolgono ad uno scenario che puntualmente si ripete. Ma  quello che fa più male è la continua litigiosità su problematiche ancora irrisolte, Pug, ambiente, rifiuti, emergenza casa.

Una ulteriore occasione mancata per parlare di cose molto importanti e non si può e deve perdere più tempo.  E vogliamo ricordare che mentre i consiglieri comunali disertavano e litigavano, anche a pochi metri di distanza c’è qualcuno che continua a vivere in mezzo ad una strada o in auto.

Editoriale di FerdinandoCocciolo.