Paola, 49 anni, bracciante agricola, morta per 27 euro al giorno nei campi, sotto il sole
mercoledì 5 agosto 2015

La morte di Paola, 49 anni, bracciante agricola, di cui non se ne è mai parlato. Morire per 27 euro al giorno nei campi, sotto il sole, partendo da casa alle 3 di notte. Inaccetabile.


Morire per 27 euro al giorno, sotto il sole, partendo da casa alle 3 di notte. Questo avviene in un Italia che parla di tutela  dei cittadini, di dignità del lavoro, ma alla fine di fatti concreti ne fa davvero pochi.  E’ di queste ultime ore la notizia di un altro dramma, la morte di Paola, 49 anni, bracciante agricola di San Giorgio Jonico, in  provincia di Taranto. Un’ altra brutta storia,  “disumana”, se pensiamo tra l’ altro che la morte è avvenuta già alcuni giorni fa, ma sottaciuta. Il cuore di Paola, una donna che per poter sopravvivere  partiva da casa alle 3 di notte per andare a guadagnare 27 euro nei campi, ha cessato di battere lo scorso 13 luglio, praticamente, per la cronaca, otto giorni prima della morte di  Mohamed, il 47 enne stroncato da un malore sotto il caldo  torrido nelle distese di pomodoro a Nardò.

Una vicenda che dire aberrante è poco, che va indagata, approfondita, per dare giustizia soprattutto a Paola.  E già si sono scatenate le ire di organizzazioni sindacali, di movimenti, cittadini  e associazioni anche sui social  network.   Brindisisera.it  pubblicherà a parte, ad esempio, un duro intervento di un giovane di Forza Italia, Nico Tieni.  La loro rabbia è completa, devastante.

Paola è morta per la grande fatica sotto il sole, sotto un tendone  per l’acinellatura dell’uva, nelle campagne di Andria.  La Flai Cgil  Puglia  è durissima, attraverso una nota del Segretario Regionale Giuseppe  Deleonardis:  “Morire in un campo di uva e diventare subito  un fantasma, senza che la notizia trapeli  per settimane“.

Già, nulla è trapelato, come se quella donna non esistesse, non avesse anche importanza  e dignità  per parlarne. Ma non è mai troppo tardi…. per la denuncia, mentre, ad esempio, la classe politica
(a tutti i livelli) fa finta, ad iniziare dal governo nazionale, che le cose vanno bene, ma forse  per loro……

Una donna di soli 49 anni, morire così, inaccettabile. La Cgil attacca duramente:  “  L’hanno sepolta praticamente senza autopsia e con il nulla osta del magistrato di turno. Il pm non si è recato sul posto perché, come riferisce la polizia di Andria, il parere del medico legale è che si sia trattato di morte naturale dovuta all’eccessivo caldo. Una morte che precede quella di Mohamed, ma questa volta, per questa storia, sinora non ci sono state proteste, fiaccolate o cortei”.

Paola, morta  nel silenzio di quelle campagne dove è devastante il fenomeno del caporalato. Lo stesso silenzio che accompagna tanti altri casi. Un dato scioccante: 41.000 donne italiane vittime del caporalato pugliese, in  diversi casi camuffato da  lavoro interinale Donne trasportate per tutta la  Regione, dalla  provincia tarantina alle campagne del Nord della Puglia”.

Basta con le morti disumane. Dove è la dignità del lavoro?  Su quello dobbiamo lavorare e riflettere un po’ tutti, compresa quella politica che, in alcuni contesti, è capace di segnalare e denunciare.  Paola, vittima di un lavoro duro a cui non corrisponde una paga adeguata.  Ad esempio, per l’acinellatura dell’uva, 27- 30 euro  a giornata, quando i contratti provinciali prevedono 52 euro“.
Basta, e che intervenga, ma seriamente, il Governo Renzi.

Editoriale di Ferdinando Cocciolo-