Il deferimento del Brindisi Calcio e dei suoi dirigenti il triste epilogo di una brutta storia.
sabato 1 agosto 2015

E venne, inevitabile, il deferimento del Brindisi Calcio e i suoi dirigenti (ex)  a seguito  dell’ inchiesta sul calcio scommesse “Dirty  Soccer.”  Deferimento  per responsabilità diretta in quanto coinvolti  l’ex Presidente Antonio Flora, Giorgio  Flora (Vice Presidente), Savino  Daleno (Direttore Generale) e Vito Morisco (diventato massimo dirigente, sia pure per poco, dopo le dimissioni di  Flora).


Dunque, il Brindisi Calcio deferito insieme ad altre squadre, in uno scandalo senza fine  che inevitabilmente avrà anche risvolti penali.  Una delle tante vergogne di un calcio che spesso cade nelle mani di avventurieri, affaristi, gente senza scrupoli. Una vicenda, dal punto di vista delle sentenze sportive, che purtroppo va ad innescarsi in una fase molto delicata per il futuro del calcio a Brindisi, tra voci e trattative relative alla nascita di una nuova società.


A questo punto, sembra sempre più probabile la retrocessione diretta nell’Eccellenza pugliese, e per molti sarebbe il  “male minore”. Povero Brindisi, povero calcio brindisino. In attesa di concrete novità sul fronte societario (tra l’altro il sindaco Mimmo Consales ha più volte confermato di fornire un concreto sostegno da parte dell’Amministrazione Comunale solo nel caso di un cambio di proprietà), il triste epilogo  della storia calcistica brindisina. Una storia fatta di dirigenti incapaci, gente “improvvisata” che non sa neanche cosa vuol  dire condurre una società e una squadra di calcio, affaristi senza scrupoli che venderebbero anche  se stessi pur di fare soldi  e corruzione  a discapito dei veri valori del calcio e dello sport.  Antonio Flora, osannato da parecchi e difeso (sì, anche chi scrive fa il mea  culpa), si è poi  dimostrato  uno degli strumenti  di uno scacchiere calcistico non più accettabile, che deve essere debellato.


Povero  Brindisi Calcio, che hai sfiorato negli anni 70 la serie A. Non ti meritavi tutto questo.  Ora, come dice lo stesso Sindaco Consales, si riparta da  zero e si azzeri tutto. Soprattutto  mentalità, interessi personali, atteggiamenti, commistioni. Che  il calcio non sembri più  “lo specchio” di una città che, in alcuni settori, continua ad avere  “scheletri nell’ armadio”.

Editoriale  di Ferdinando Cocciolo.