A Brindisi in alcuni contesti non si ha rispetto dei diversamente abili
mercoledì 29 luglio 2015

La grave denuncia di una donna brindisina  su  una sedia a  rotelle:  “Negli uffici postali e nei Centri Commerciali non hanno rispetto di chi sopporta condizioni di estremo disagio”.

I diversamente abili,  sia  pure con tutte le loro ansie, problematiche e angosce, dovrebbero rappresentare una risorsa per ogni comunità. Invece, la realtà continua  a dire diversamente, purtroppo anche  a Brindisi, dove ancora  si devono fare grandi passi in avanti prima di dire con certezza  che chi soffre situazioni di diversità e disagio abbia rispetto e pari dignità. La  solita questione  delle barriere architettoniche, ma non solo. Uffici pubblici  e posti pubblici che non sono capaci ancora di inserire con i fatti, nelle loro priorità, una maggiore attenzione e il dovuto rispetto nei riguardi di chi è già un miracolo possa accedervi.

La testimonianza di una donna brindisina da diversi anni su una sedia a rotelle è emblematica e preoccupante.  “Più  passano gli  anni e mi rendo sempre più conto che la mia città, Brindisi, non ha molto rispetto nei confronti di chi soffre, delle persone diversamente abili. Non solo la mia vicenda personale, fatta di enorme fatica, trascuratezze ma anche prese in giro, ma altre, di persone che non hanno magari il coraggio di parlare e denunciare“.

La  donna, che preferisce non dire il proprio nome, va oltre, chiamando in causa, appunto, contesti  in cui ci si trova in enorme difficoltà:  “ad esempio, mi sono spesso trovata in un ufficio postale, posto dove, inevitabilmente e naturalmente, si deve fare la fila per pratiche e pagamenti. Ebbene, come  può una donna disabile, soprattutto in estate e con il caldo, affrontare una lunga fila per accedere agli sportelli, soprattutto in condizioni  completamente  disagiate e differenti da chi non ha questi problemi?.  Sì’, lunga ed  estenuante fila, quella che non dovrebbe fare una persona nelle mie stesse condizioni, invece dovrebbe essere aiutata, agevolata.  Umiliante condizione, ma devo farmi forza”.

Ci chiediamo, ma è proprio impossibile che ad esempio un dirigente di un ufficio postale o chi per lui non possa adoperarsi per  attivare azioni e misure tendenti ad aiutare persone diversamente abili che devono recarsi assolutamente agli sportelli?.   Da quanto ci risulta, è un grave problema che continua a caratterizzare l’intero territorio  nazionale.   Eppure l’art.  2, comma 1, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 gennaio 1996, inerente  la  “Carta della qualità del servizio postale”, recita  che  “l’Ente Poste Italiane promuove a favore di portatori di handicap, dei clienti  in condizioni particolari  e degli anziani, facilità di accesso  e rapporto diretto agli sportelli”.

Per non farla lunga, il  Direttore di un Ufficio Postale dovrebbe dare disposizioni ai propri collaboratori  o agli operatori di sportello in servizio di agevolare e dare precedenza, in caso di code, all’utente – cliente che è in situazione di grave disagio.

Già le code che creano enormi problemi e disagi ai diversamente abili.  E non è solo un problema riguardante gli uffici postali. Sentite  la donna che denuncia:  “E che dire  poi dei Centri Commerciali ?  Altra  esperienza terrificante per la sottoscritta, proprio a Brindisi. Eppure, vi sono anche i cartelli in cui c’è scritto di dare precedenza alle nostre esigenze“.

Insomma, uno scenario non assolutamente  in linea con un territorio che, per quanto riguarda  quindi il rapporto con i diversamente abili e non solo, deve riflettere enormemente su se stesso.  

Articolo di Ferdinando Cocciolo.