Porticciolo turistico di Brindisi: cambio di destinazione d’uso?
mercoledì 8 agosto 2007

Brindisi, 8 agosto 2007. Quali sono le attività e le finalità di un porticciolo turistico? Quelle di mettere in atto opportune azioni promozionali, al fine di favorire l’accoglienza delle barche da diporto con tutta una serie di servizi inerenti la nautica, direte voi. E questa è la politica che viene adottata da qualsiasi porto turistico d’Italia e del mondo. Ma, a Brindisi, no! Il porticciolo turistico di Brindisi ha ben altri scopi che sono quelli di ospitare: sfilate di moda, rappresentazioni teatrali, riunioni pugilistiche, ecc.


Come dire, quindi, che il  nostro porticciolo turistico sembrerebbe essere stato realizzato per assolvere a funzioni di “contenitore culturale”. Potrei capire, con un po’ di buona volontà…   che, ospitando una riunione di pugilato, tale evento rientri nella logica della politica adottata dai responsabili del porticciolo, dal momento che le attività svolte in tale struttura fanno “a pugni” con  quelle che sono le finalità per le quali è stata realizzata.


Però, bisogna rammentare che la realizzazione di tale importante impianto, si è resa possibile grazie alla fruizione di finanziamenti pubblici, nella previsione che tale struttura avrebbe dovuto comportare una certa occupazione al lavoro, sia pure di esigue unità, oltre che apportare, con l’accoglienza delle barche da diporto, sensibili risorse economiche alla nostra città.


Il realizzare, invece, spettacoli vari di intrattenimento, a cui la popolazione brindisina è invitata ad assistere “gratuitamente” –come si legge sulla stampa- non pare proprio avere alcuna valenza sotto l’aspetto produttivo. Anzi, utilizzare denaro pubblico per realizzare impianti non produttivi, vuol dire conseguire, come risultato, l’esatto contrario.


Tutto ciò, comunque, non desterebbe alcuna indignazione ove si trattasse di una società privata di gestione del porticciolo. Ma così non è, dal momento che il Comune di Brindisi è socio nella gestione dell’impianto, compartecipando economicamente e facendosi carico, inoltre, anche di retribuire con delle indennità i propri rappresentanti in seno al consiglio d’amministrazione di quella società.


A questo punto, ritenendo inutile proseguire con altre considerazioni al riguardo, nella consapevolezza che le stesse rimarranno ignorate da chi invece dovrebbe tenerne conto,   mi vien da ricordare una beffarda filastrocca di Aristofane nella sua opera le “Nuvole”, nella quale, a proposito della filosofia, egli dice : “La filosofia è quella cosa con la quale o senza la quale, si  rimane tale e quale”.  Parafrasando tale ironica affermazione, mi vien da dire : “Brindisi è quella città la quale, anche con il porticciolo turistico, è rimasta tale e quale (a prima !)”.


 Bruno Storella