La società “Brindisi Turismo” chiude i battenti.
venerdì 9 febbraio 2007

Brindisi, 9 febbraio 2007.  La società “Brindisi Turismo”, partecipata dal Comune di Brindisi al 51 per cento del capitale, sorta nel 2001 chiude i battenti. I 14 dipendenti, dopo essere stati illusi per ben cinque anni, sono stati mandati a casa.


A chi attribuire le responsabilità di tale ennesimo fallimento verificatosi nella nostra città  ? A chi governa oggi ?  A chi governava ieri ? A quelli dell’altro ieri ? Nessuno è in grado di sapere. E se proprio qualcuno avesse in animo di chiedere ad un qualche rappresentante del consiglio comunale il perché di un così triste epilogo della “Brindisi Turismo, si sentirebbe sicuramente rispondere : No, non si poteva continuare a sostenere una situazione così deficitaria e pesante per le casse comunali ! Liquidando in maniera semplicistica una così grave situazione che è costata la perdita del posto di lavoro a 14 persone.


Ma, le cose vanno dette sino in fondo. Vanno detti, innanzitutto, i motivi che hanno portato dopo 5 anni alla liquidazione della Società che pur, nelle premesse, doveva costituire un valido supporto operativo del Comune nell’ambito delle attività turistiche del territorio brindisino.
            
Evidentemente, a reggere le sorti della Brindisi Turismo sono state persone non particolarmente dotate di spirito manageriale, come la situazione richiedeva, oltre a non avere esperienza alcuna nel complesso settore del turismo.


Beninteso, però, la colpa del fallimento della società non è da attribuire a queste persone, le quali sicuramente avranno fatto tutto il possibile perché ciò non accadesse, ma agli amministratori comunali di ieri e di oggi i quali, in sede di nomina dei responsabili della “Brindisi Turismo”, che si sono succeduti nel tempo, non hanno considerato o voluto considerare che lo svolgimento di tale incarico avrebbe richiesto delle competenze specifiche del settore.  Si vuol dire, cioè, che le scelte di nominare quale presidente di una società, che doveva operare in un così delicato settore, il professore Tizio o l’ingegnere Caio o il geometra Sempronio, forse, non sono state proprio azzeccate.


Una conduzione di tipo manageriale della Società “Brindisi Turismo”, che non contasse soltanto sugli esigui finanziamenti comunali, avrebbe probabilmente cambiato il destino di quella società. Il reperimento di ulteriori risorse finanziarie si sarebbe potuto ottenere, per esempio,  mediante sponsorizzazioni di soggetti privati nazionali ed anche stranieri, interessati alle attività economiche del nostro territorio;  il personale dipendente poteva essere impiegato oltre che nelle attività turistiche istituzionali anche in attività produttive quali, per esempio, la gestione di una struttura turistico-ricettiva, di proprietà di un ente pubblico brindisino, ecc.


E’ fin troppo ovvio che una qualsiasi società,  se costretta ad operare senza produrre alcun profitto, alla lunga è destinata chiudere, com’è accaduto infatti alla “Brindisi Turismo”.


Comunque, non c’è da meravigliarsi poi tanto per tale dimostrazione di insufficiente capacità da parte dell’amministrazione pubblica nella gestione di programmi e progetti a sostegno dello sviluppo locale. Infatti, tale aspetto viene anche riportato come “punto di debolezza” nel recente Documento Strategico della Regione Puglia 2007 / 2013, adottato in questi giorni, laddove si evidenzia la debole “cultura del risultato” nella pubblica amministrazione.


Sempre nel predetto documento, inoltre, vengono definiti gli obiettivi strategici per la  programmazione  regionale 2007 / 2013, fra i quali per il settore del turismo e beni culturali è stata prevista una disponibilità finanziaria pari a 394 milioni di euro per azioni ed iniziative in grado di garantire una piena valorizzazione delle risorse culturali, artistiche, paesaggistiche e naturali del territorio regionale.
          


Forse, a questo punto, gli ex dipendenti della società “Brindisi Turismo” vorrebbero porre questa domanda : Tali risorse finanziarie regionali potevano costituire un valido sostegno per la sopravvivenza della “Brindisi Turismo” e di conseguenza evitare la perdita dei nostri posti di lavoro ? Non credo che avranno alcuna risposta. Io, da parte mia, prendo in prestito una massima del filosofo Wittgenstein  che dice : “Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere”.                 


Brindisi, 9 febbraio 2007


                                                                                       
                Dott. Bruno Storella
                                                                      
 Direttore Centro Mediterraneo per il Turismo