“Brindisi, la città imbrattata”. Amara denuncia del prof. Massimo Guastella
mercoledì 1 luglio 2015

“Brindisi, la città imbrattata”.  L’amara denuncia del prof.  Massimo Guastella,  Docente di Storia dell’ Arte presso  l’Università degli Studi del Salento e Direttore Scientifico del  MAP ( Museo Mediterraneo dell’arte presente), ma soprattutto un uomo che appunto  ama la propria città, è impegnato nel sociale e non si tira mai indietro, quando si tratta di denunciare le problematiche brindisine.




“Brindisi, la città imbrattata”. Non è un titolo di un film, ma una brutta realtà,denunciata  soprattutto dai cittadini, da chi ama veramente una città che deve crescere parecchio, in  mentalità e impegno. Si sa, le mancanze politiche  e istituzionali sono tante e significative, ma per fortuna vi sono quei cittadini che lottano quotidianamente per una città migliore e più vivibile, come il prof.  Massimo Guastella, Docente di Storia dell’ Arte presso  l’ Università degli Studi del Salento e Direttore Scientifico del  MAP ( Museo Mediterraneo dell’ arte presente), ma soprattutto un uomo che appunto  ama la propria cittò, è impegnato nel sociale e non si tira mai indietro, quando si tratta di denunciare le problematiche brindisine.


Il prof. Guastella ha postato su facebook delle foto emblematiche di un degrado che ancora caratterizza una città evidentemente “distratta” dalle cose positive, che tuttavia deve fare i conti con vecchie mentalità e atteggiamenti strafottenti e riprovevoli.  Denuncia  un “ andazzo e scempio tutto brindisino”, l’  attacchinaggio abusivo di manifesti elettorali, propagandistici e pubblicitari  che, come dice  Massimo  “ continuano  a imbrattare una città che ha le sue bellezze e peculiarità, offese da chi non vuol bene alla città”.


Le  foto evidenziano una città  imbrattata sui  muri di diverse zone della città, dove continuano a esserci manifesti di  ogni tipo, con le facce di personaggi che ricoprono ruoli istituzionali e impegnati in questi anni in campagne elettorali, ma anche pubblicitari, in relazione a  eventi o attività commerciali.  La  bruttura di uno scenario  accentuata , nella maggior parte dei casi,  da manifesti scoloriti,  strappati.  Da quanti anni sono lì  ?  Evidentemente, da tanti, troppi anni, in cui il menefreghismo  di qualcuno  l’ ha fatta da padrone, alla faccia  dell’ immagine, del decoro, la pulizia di una città che merita ben altro.


“Il punto di domanda principale   da porre   a noi stessi  è   io sono abbastanza civile -  afferma  Massimo Guastella. Non voglio fare polemiche, ma solo denunciare situazioni non più accettabili, che non fanno bene  ad una città che avrebbe bisogno di un maggiore   e significativo senso civico. Non sono accettabili gli atti di vandalismo, perché  rivenienti  da chi, quindi, non può ritenersi un buon cittadino. Ognuno dovrebbe dare il proprio contributo per il bene della propri città.  Ma il buon esempio dovrebbe darlo anche chi è impegnato quotidianamente nell’ attività politica. Se per esempio, ci fosse ancora  la mia figura su uno dei manifesti che ho visto, provvederei a farla rimuovere o lo farei anche personalmente.  E’ questo il senso civico, che dovrebbe appartenere a tutti, al di là della classe sociale  e del ruolo.  Questione di vera sensibilità, di vero amore per la città e la comunità “.


Quanto postato da Massimo Guastella sul suo profilo facebook non ha bisogno di ulteriori commenti:  “SE È VERO CHE TENETE ALLA MIA CITTÀ pregherei gli allora candidati impegnati in campagne elettorali con programmi sicuramente tesi a migliorare il territorio, taluni eletti in ruoli istituzionali, di preoccuparsi a provvedere prestaménte a che la Mia città sia ripulita da manifesti elettorali con la loro effigie , talvolta consunta e ridotta in stile "rotelliano"! Poiché attacchinaggio abusivo e ignoto, a loro insaputa, l'ha contaggiata con <<la lebbra sui muri>> di dannunziana memoria. Resto in fiduciosa attesa contando sull'alto profilo etico degli effigiati “.