Caro Giovanni Brigante, non mollare, non è ancora il momento……
sabato 6 giugno 2015

“Grazie a chi mi ha sostenuto, ma è arrivato il momento di smettere”. Queste le parole pronunciate da Giovanni Brigante durante un’ intervista rilasciata ad un quotidiano locale. Parole, indubbiamente, di grande amarezza, pronunciate dal Consigliere Regionale uscente, a seguito della non conferma al Consiglio Regionale.

Ma, mi permetta Giovanni Brigante, non sono d’accordo. Non è d’accordo un giornalista, ma soprattutto cittadino, che ha il dovere di interloquire e rapportarsi con chi ha rappresentato e rappresenta la classe politica, nel bene e nel male, facendo cose giuste e sbagliate, ma soprattutto da esseri umani. Ma rapportarsi, in primo luogo, con chi, in politica, fa dell’ onestà e della schiettezza due punti cardine.

Caro Giovanni, non devi mollare ora. La particolare fase politica amministrativa che sta caratterizzando ad esempio l’ Amministrazione Comunale targata Consales, ha bisogno della tua figura, piaccia o non piaccia, così come di chi, in maggioranza e opposizione, deve continuare a dare il proprio contributo.

Certamente, si ha bisogno di “facce nuove” in politica, anche perché i  “vecchi”, anche fisiologicamente, vanno incontro ad una nuova fase della loro vita, magari da dedicare le proprie giornate maggiormente alla famiglia. Per non parlare, come dici tu stesso, di coloro che nulla o poco hanno fatto. Ma anche i volti nuovi hanno bisogno della collaborazione e dell’esperienza di chi può, deve, ancora dare il proprio contributo.

Il tuo carattere in apparenza “burbero” ma schietto non piace a qualcuno? Non te ne curare, e poi, in fin dei conti, c’è la tua Associazione Sviluppo e Lavoro  a sostenerti. Una bella realtà, da molti anni radicata nel territorio brindisino, che non organizza solo  serate al Porticciolo e al Parco Maniglio, ma dibattiti, confronti, varie iniziative. Non è arrivato ancora il momento, e poi, tra l’altro, la Coordinatrice Claudia Zezza ha ancora bisogno di te. I movimenti, le Associazioni, sono un “motore portante” della vera politica, quella che poi ne porta le istanze nelle assisi comunale o regionale.

Caro Giovanni Brigante, sai benissimo che la politica è davvero strana e imprevedibile, si quella politica, quelle logiche, quelle “ imprevedibilità” che ora, nella corsa (nuova) alle Regionali, ti hanno voltato le spalle. Ancora una volta (e chi scrive ha puntualmente seguito le tue iniziative), attraverso incontri nelle piazze e nelle periferie, hai cercato di convincere altri elettori. Ma, come ha dichiarato più di qualcuno, si è preferito  “il forestiero”, a danno del brindisino puro, che non è entrato nel nuovo Consiglio Regionale.  Stranezze della politica? Consolidamento di certe logiche ? Mancanza di fiducia ? Mah….. fatto sta che la nostra Brindisi avrebbe meritato, insieme naturalmente ai Giuseppe Romano e Maurizio Friolo che a più riprese hanno dichiarato di sentirsi brindisini a tutti gli effetti.

Caro Giovanni, no, non credo, non voglio credere a un tuo abbandono. E poi la Sinistra, che  nel Consiglio Comunale brindisino è davvero variegata (tra maggioranza e opposizione), perderebbe un pezzo importante. E sai bene che, in tempi di bilanciamento verso il  Centrismo, la Sinistra, o forse una certa idea di Sinistra, non se lo può permettere. E poi, caro Giovanni Brigante, non sei in “età pensionabile” dal punto di vista politico.

La politica brindisina, mai come in questa fase molto difficile, ha bisogno di onestà, lungimiranza, lealtà, schiettezza. Caratteristiche che non si “comprano al supermercato” ma si conquistano sul campo e saranno utili, chissà, in uno scenario che potrebbe anche portare a elezioni anticipate nel capoluogo.  Il progetto “Noi a Sinistra per la Puglia”, non può porre radici solo a Bari e nel Consiglio Pugliese, ma deve farlo anche nel territorio brindisino, con gente come te  e l’ Assessore Regionale uscente Leo Caroli.

Le delusioni si superano con la rabbia, orgoglio, e determinazione. E tu, ne hai davvero tanta in corpo, non negare. E, poi, personalmente, mancherebbero anche quelli, improvvisi  rimproveri e tue sottolineature, che non sono altro che il modo per rispettare gli organi di stampa, a cui tu, difficilmente, nel bene e nel male, hai mai rinunciato.

Caro  Giovanni Brigante, arriverà anche per te, inevitabilmente, il giorno in cui segnerai il passo. Ma, non è arrivato, dal mio punto di vista, ancora il momento. Ne vedremo ancora delle belle…..
 
Editoriale di  Ferdinando  Cocciolo