Calcioscommesse, Il città di Brindisi nella bufera con l’”Operazione “Dirty Soccer”.
martedì 19 maggio 2015

Associazione per delinquere finalizzata alla frode calcistica con l’aggravante di avere favorito organizzazioni mafiose, in particolare la ndrangheta sono le gravi accuse che hanno colpito anche i vertici della società sportiva brindisina del “Città di Brindisi”. A evidenziarlo le oltre 1200 pagine pagine che gli inquirenti del DDA di Catanzaro hanno stirato nell’”Operazione “Dirty Soccer”,  mettendo alla luce un calcio malato.


Antonio Flora, suo figlio Giorgio il neo presidente Vito Morisco, già direttore sportivo, al quale era stato ceduto il 98% del pacchetto azionario della società, ed il consulente di mercato Savino Daleno sono stati arrestati per aver combinato due partite, Pomigliano-Brindisi del 14 novembre 2014 (0-4) e Brindisi-San Severo del 23 novembre 2014 (2-1).


In piena  conoscenza della esistenza e condividendoli i fini organizzativi di un’organizzazione criminale dedita alla frode sportiva e facente capo alla dirigenza del Neapolis,  compravano  la vittoria della loro squadra corrispondendo un lauto compenso in denaro a Ciccarone,  dirigente sportivo del Neapolis, che lo impiegava per remunerare i calciatori, di volta in volta, assoldati per falsare gli incontri». E’ Quanto dichiarato dal Pm di Catanzaro.


E’ evidente la responsabilità dell’interi vertici della società che oggi rischia la  retrocessione, se non  peggio ancora la radiazione.


Marcello Altomare