Brindisi calcio, “Operazione Lealtà” Una giornata negativa quella di oggi che ha coinvolto lo sport brindisino.
martedì 19 maggio 2015

Una giornata negativa quella di oggi che ha coinvolto lo sport e in particolare quello del calcio brindisino della società del città di  Brindisi. Il Presidente arrestato con il figlio e altri dirigenti nella operazione “Dirty Soccer”, ma non è sufficiente e scatta anche l’”Operazione Lealtà”.

A seguito della attività investigativa durata tre anni, il personale della Sezione Investigativa in collaborazione con il personale della Squadra Tifoseria della DIGOS ha notificato 6 provvedimenti emessi dal Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi Dr.ssa Savina Toscani a  un ex Presidente della S.S.D. Città di Brindisi, alcuni tesserati ed ad alcuni esponenti della tifoseria Ultras brindisina.

Gli episodi contestati risalgono a Cavallo degli anni 2011-2012, nello specifico i due incontri Matera – Brindisi e Grottaglie – Brindisi. Dalle indagini è risultato come un gruppo di persone della società e di una frangia della tifoseria Ultras avvicinaro l’ex Presidente Giuseppe Roma ed alcuni calciatori con un duplice obbiettivo, danneggiare la società in modo da fare cadere le quote societarie cosi da  agevolare l’arrivo a Brindisi del un nuovo presidente Antonio Flora, e manipolare due incontri per fare vincere le squadre avversarie, frode non riuscita dato che la società sportiva del calcio brindisino vinse entrambi gli incontri per 3 a 1. All’epoca dei fatti la frangia Ultras ha fatto notare all’ex Presidente di essere già a conoscenza dell’immediato nuovo Presidente Flora, intimando Roma ad andare via e minacciandolo di morte.

L’avviso conclusione indagini è stato notificato all’ex presidente del Città di Brindisi Roberto Quarta (accusato di violenza privata e frode sportiva), agli ultras Francesco Margherito,  Alessio De Iudicibus, all’ex calciatore attualmente direttore sportivo Savino Daleno e al  giocatore Massimo Pollidori (accusati di frode in competizione sportiva) e  all’ultras Francesco Galluzzo (che deve rispondere del reato di minacce gravi).

Secondo la ricostruzione Quarta avrebbe minacciato nello spogliatoio l’ex allenatore del città di  Brindisi Enzo Maiuri dopo che non era più presidente della società intimidando di andare via e avrebbe anche chiesto all’attaccante Prisco di perdere la partita fuori casa contro il Grottaglie. Ma il giocatore raccontò tutto all’allenatore. Lo stesso avrebbero fatto Margherito e De Iudicibus accusati di aver chiesto ai giocatori  Mirko Guadalupi e Nando Galetti di truccare la partita contro il Matera, perdendola in cambio di soldi. Ma i due non hanno accettato.

Francesco Galluzzo, esponente Ultras, invece, avrebbe minacciato l’allora presidente Giuseppe Roma in via Carmine mentre rientrava a casa, documentato dalle immagini acquisite dalle telecamere dei negozi su quella via.

“Sappiamo dove abiti, veniamo a prenderti da casa. Dovete sparire da Brindisi. Se non ve ne andate e non lasciate il pallone vi spacchiamo la testa a quattro. Vi facciamo saltare in aria. Vi dobbiamo uccidere e buttare in un pozzo.” ROMA lasciò la presidenza tanto che gli agenti della Digos da allora furono sempre presenti negli spogliatoi alle partite e agli allenamenti. Sequestrati anche gli striscioni esposti dagli Ultras durante le gare con le scritte intimidatorie


Marcello Altomare