Laboratori Analisi Associati Pugliesiz: l’assordante…. silenzio delle istituzioni.
venerdì 16 maggio 2008

E’ notizia divulgata il 13 maggio: l’Antitrust si è pronunciato sul sistema di ripartizione dei fondi pubblici tra i laboratori di analisi convenzionati con il SSN della Regione Puglia.


Il pronunciamento è chiarissimo: per un decennio le leggi della nostra Regione hanno avvantaggiato dei laboratori a scapito di altri, a cui  è stato impedito di sviluppare la propria attività.


Nel tempo i provvedimenti regionali (concordati con le Associazioni di categoria, teniamo a sottolineare) hanno accentuato la differenziazione facendo aumentare la forbice tra le strutture.

La Legge regionale  26/2006 consentirebbe il superamento di tale distorsione, ma a tutt’oggi non ha trovato applicazione alcuna.

A fronte di questo importante pronunciamento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ci colpisce il comportamento delle istituzioni regionali.


Il Presidente Vendola, che fece scalpore quando ha parlato di sistema mafioso della capitanata riferendosi agli appalti pubblici appannaggio sempre dagli stessi soggetti, ora tace.


Eppure, caro Presidente,  anche questi della sanità sono appalti pubblici affidati sempre nelle stesse proporzioni e sempre agli stessi soggetti  da lunghi dieci anni, con l’aggravante che il sistema è stato sviluppato con l’avvallo delle leggi regionali varate sia dai precedenti governi che dal suo.


Quanto all’Assessore Tedesco, abilmente , cerca di volgere a suo favore anche il pronunciamento dell’Antitrust.


-Certo- dichiara ai giornali, - la Regione era consapevole della distorsione.
Per questo aveva  provveduto a modificare il sistema con la legge 26.-


Circa la legge 26, forse il dottor Tedesco ha dimenticato che, come era stata presentata inizialmente dagli organi tecnici in Giunta recitava :……. abbandonato definitivamente il 1998, e facendo riferimento agli ultimi tre anni  di fatturato.


Cosa avrebbe significato questo?


Un consolidamento delle rendite di posizione: proprio perché la Regione era consapevole della distorsione !


E fu con enorme fatica che la nostra associazione  riuscì  a far passare un emendamento con  cui venne cancellato quel riferimento agli ultimi tre anni!


Diciamo che la legge 26/2006 , nella redazione finale che l’Assessorato, obtorto collo, si è ritrovata, a distanza di due anni, non è stata ancora metabolizzata, anzi sono chiare le manovre di restaurazione.


Dopo che per dieci lunghi anni   i circa 220 laboratori pugliesi sono stati tenuti chi all’ingrasso, chi a stecchetto e chi a digiuno, come si osa proporre a superamento dei privilegi e delle discriminazioni ancora  la valutazione a punti del fatturato ?

E’ ovvio che chi è stato favorito in passato lo sarà ancora con  quel tipo di griglia!


E’ questo che si vuole ancora  ?


Che il fatturato  sia stato distorto non lo diciamo noi, ma l’Antitrust!
 
E allora come si ripartiscono i fondi pubblici dopo ciò che è successo in dieci anni?


L’unica certezza è che siamo di fronte a soggetti  uguali dal punto di vista giuridico e normativo.


Bari 16 maggio 2008



 Dott.ssa IRENE DE LUCIA      Dott. LEORNARDO PERRONE