Cinque-per-Mille per finanziare Enti di ricerca e università.
mercoledì 14 maggio 2008

 Un’opportunità per far crescere gli istituti scientifici e le università del Mezzogiorno!  Il caso dell’ISBEM (Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo) di Brindisi.


Oltre due milioni di cittadini (2.207.230) hanno scelto la ricerca, inserendo il codice fiscale di un istituto scientifico o di una università nell’apposito riquadro (Finanziamento Enti di Ricerca ed Università), firmando per destinare il proprio 5x1000 delle tasse nella dichiarazione dei redditi IRPEF 2007.


Ogni cittadino può quindi, in modo autonomo, decidere di dare alle istituzioni di ricerca una parte delle tasse che comunque deve pagare allo Stato: è l’effetto positivo di una legge di tre anni fa, istituita da TREMONTI e confermata da PADOA SCHIOPPA.


Sfortunatamente, solo 7000 di questi due milioni e passa di cittadini hanno destinato il loro 5x1000 ad istituti scientifici (come l’ISBEM) e ad università (come Bari, Lecce, Foggia, Politecnico) che operano in Puglia. Alla luce dei numeri, ci tocca ammettere che:


a) sono ancora pochissimi, in assoluto, i cittadini che destinano il loro 5x1000 agli enti della ricerca pugliese (7000 sono davvero pochi a fronte di circa 2 milioni di contribuenti che ci sono nella stessa Puglia);


b) i contribuenti pugliesi privilegiano gli istituti e le università del Nord, forse sottovalutando l’importanza di dare ad istituti del territorio (come l’ISBEM) un aiuto concreto: un fondo di dotazione annuale può garantirne e consolidarne l’esistenza e rendere più efficace la propria core mission (avviare i giovani alla ricerca biomedica e sanitaria, all’innovazione continua e formarsi bene per migliorare il Pianeta Salute nel Mezzogiorno);


c) l’ISBEM ha credibilità e visibilità per le sue attività nel settore biomedico, essendo allocato al 3° posto, fra le istituzioni pugliesi che hanno attratto il 5x1000 dai Cittadini, con 1178 segnalazioni nel 2007 e 1035 nel 2006.


I dati dell’Agenzia delle Entrate offrono vari elementi utili (Tabella I), grazie ai quali si può documentare che l’ISBEM è piazzato bene anche  nella lista nazionale del 5x1000 alla ricerca: il 51° posto non è male se si tiene conto che sono ben 500 le università, gli istituti di ricerca, i consorzi, le fondazioni e le associazioni, etc. in tutta Italia.


Sulla base dei calcoli fatti, per l’anno 2006 (1035 segnalazioni) l’ISBEM riceverà 31.800,00€, mentre l’ammontare prevedibile per il 2007 (1178 segnalazioni) potrebbe aggirarsi sui 35.000,00€, cioè poco meno di ciò che serve per pagare un ciclo di dottorato di 3 anni per un giovane studioso.


Questa somma è ancora molto lontana dal fondo di dotazione che serve all’ISBEM (il 5x1000 è una buona potenziale sorgente) per garantire la regolare funzionalità dei laboratori, la continuità nel tempo, i costi di gestione e la formazione di nuovi giovani attraverso il dottorato di ricerca.


Essendo il meccanismo nelle mani dei singoli cittadini, aumentare di 10 volte, sperabilmente, le destinazioni del 5x1000 all’ISBEM (cosa possibile), porterebbe questi risultati e queste positive prospettive:


a) un futuro solido per l’unico istituto scientifico biomedico del territorio;


b) un maggiore coinvolgimento nel mondo scientifico per le famiglie che spesso non capiscono cosa siano e come operano gli istituti di ricerca, (li vedono solo in televisione e quasi sempre al Nord come dei mostri, quando invece qui sono realtà tangibili);


c) una funzione pedagogica per gli studenti liceali del nostro territorio (l’orientamento pre-universitario organizzato dall’ISBEM negli ultimi 10 anni ha contribuito a chiarire le idee sul futuro a molti ragazzi) e per gli studenti universitari (le tesi di laurea, di specializzazione e di dottorato sono oramai una costante nell’ISBEM che cresce gioiosamente);


d) il consolidamento di un processo virtuoso che potrebbe portare a costituire una rete di collegi universitari nel Salento, sull’esempio innescato dall’ISBEM che ha reso ospitale e un incubatore culturale il Convento dei Cappuccini di Mesagne, restaurato e messo a disposizione dal Comune;


e) l’eterogeneità dei 25 Soci ISBEM (Tabella II), può contribuire concretamente a far crescere il Pianeta Salute, che potrebbe beneficiare delle sinergie fra le varie istituzioni, oltre che dei progetti, dell’intelligenza dei giovani qui reclutati, dell’interdisciplinarietà e della necessaria visione e generosità di ognuno di noi, che si amplificano quando il non profit, il volontariato, il bilancio sociale e la responsabilità d’impresa convergono a fini comuni.



Un’ipotesi (fantascientifica?) potrebbe prevedere che i cittadini di una regione, un’area vasta, una provincia, una comunità municipale, una circoscrizione, destinassero – in modo compatto, concreto e illuminato - il loro 5x1000 per far crescere nei giovani l’amore per la ricerca da svolgere nel proprio territorio.


Nel caso della ricerca biomedica, non è forse l’ISBEM un istituto appropriato per materializzare questa ipotesi? Non è forse l’ISBEM che ha mandato in dottorato 35 giovani salentini, grazie ai fondi di ricerca che ha reperito? Non è forse l’ISBEM che ha formato più di cento persone che lavorano nel Pianeta Salute con grande capacità progettuale? Non sono forse la ricerca e la formazione avanzata – cioè la missione principale dell’ISBEM - le vie maestre per ridurre le ingiustizie sociali, migliorare la qualità della vita e portare benessere ad una comunità periferica e in grande disagio e criticità, come quella meridionale?


E’ universalmente accettato che scienza, tecnologia, competenze ed impegno portano quei risultati che servono a tutte le comunità per entrare nel futuro in modo moderno, con le proprie gambe, a testa alta e senza aspettarsi - sempre dagli altri - assistenzialismo e miracoli!


Il 5x1000 è un meccanismo legale, semplice, fattibile, chiaro messo nelle mani del singolo cittadino per dare, senza tasse aggiuntive, sostentamento anche ad istituti scientifici ed università. Questo meccanismo è parallelo all’otto per mille che è destinabile alle Chiese o allo stesso Stato, in modo non conflittuale.


Sempre alla luce dei numeri forniti dall’Agenzia delle Entrate, e purtroppo proprio per moltissime scelte fatte nel Mezzogiorno, la gran parte dei soldi del 5x1000 finisce negli istituti del Nord, cioè istituti ricchi per sé, dato che le donazioni dei cittadini, colà, sono di gran lunga superiori a quelle fatte qui da noi!


La macchina mediatica sollecita personaggi famosi, come Susanna AGNELLI, Luca CORDERO DI MONTEZEMOLO, altri TYCOON, ATTORI, ATLETI FAMOSI, CANTANTI, a pubblicizzare il 5x1000 solo alle grandi istituzioni, in particolare con estenuanti maratone televisive (Telethon docet) o con intere pagine di quotidiani.


Auspicabilmente, se i cittadini del Mezzogiorno prendessero coscienza che ci sono istituti scientifici e università meritevoli nella loro stessa terra, scoprirebbero delle cose belle e si adopererebbero nell’ottica di interessanti prospettive future.


Fra le varie istituzioni emergerebbe, ad esempio, una realtà come l’ISBEM, istituto interdisciplinare senza scopo di lucro costituito a Brindisi nel 1999 al fine di stimolare, con la ricerca e la formazione, la cultura multidisciplinare nel Pianeta Salute del Mezzogiorno, e quindi avere un’assistenza migliore.


L’idea ISBEM è stata partorita in tempi non sospetti, ben 8 anni prima che il 5x1000 diventasse legge, per cui merita sostegno, attenzione, consenso e quella giusta protezione che si da alle piccole creature nei momenti critici della loro crescita ed esistenza.
Ecco almeno 10 ragioni per favorire un istituto come l’ISBEM nella campagna 5x1000:


1. l’ISBEM è nato nel Mezzogiorno e vuole radicarsi nel Mezzogiorno;


2. i risultati dei suoi corsi di formazione lasciano e hanno lasciato sul campo cose buone, e competenze specializzate utili, di certo, a tutta la comunità;


3. l’ISBEM è stato selezionato dal MUR e dall’Unione Europea come Best Practice per il Master ESTRIS (Esperti Trasferimento Innovazione In Sanità)


4. i giovani studiosi si specializzano, acquisiscono competenze e si qualificano per diventare classe dirigente e ricercatori nel Pianeta Salute del domani;


5. i risultati innovativi delle ricerche ISBEM ricadono sull’assistenza sanitaria sotto forma di attività preventive, diagnostiche, terapeutiche e riabilitative;


6. il rapporto fra capitale sociale e soldi fatti arrivare in Puglia dai progetti vinti dall’ISBEM presso Ministeri (Salute, Istruzione), industrie, comunità europea, Regioni e Fondazioni è stato di 1 a 8;


7. grazie ai risultati ottenuti con i progetti DITA e SPERIGEST - realizzati fra il 1999 e il 2002 in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche – l’ISBEM ha dimostrato che in un’Azienda Sanitaria (ASL) si può risparmiare il 25% sulla spesa storica se si migliora, scientificamente, la manutenzione, l’efficienza della strumentazione biomedica e la preparazione dei tecnici;


8. il SOLE24ORE ha dedicato un intero articolo ai progetti DITA/SPERIGEST ipotizzando un risparmio concreto e un aumento di competenze nella Regione Puglia se i risultati della suddetta ricerca fossero trasferiti in pratica nelle ASL;


9. l’ISBEM ha generato occupazione di persone, grazie ai progetti scritti e vinti in 10 anni (ha pagato stipendi pari a 4 milioni di € e ha creato vari laboratori);


10. non esiste nel Mezzogiorno una simile società di ricerca simile all’ISBEM, multi-istituzionale, senza scopo di lucro, interdisciplinare che punti ad   armonizzare Ricerca e Formazione ai fini dell’Assistenza e dei Servizi Sanitari.


Il fatto che il 5x1000 sia nelle mani dei cittadini costituisce, altresì, un vero stimolo per avvicinarsi al mondo della ricerca, per sentirla come parte del proprio impegno sociale e quindi per chiedere sia ai ricercatori che ai politici e agli amministratori che si dovrebbero, per metodo, impegnare a trasferire nella pratica i risultati ottenuti dai protocolli di ricerca, al fine di innovare e ridurre i costi.


Il 5x1000 - che in apparenza è solo un piccolo ancorché concreto atto di lungimiranza – può essere quindi un meccanismo rivoluzionario, che parte dal basso e consente ad ogni comunità di farsi carico al meglio del futuro dei propri giovani, con la ricerca e la formazione.

Formare circa 100 giovani in 10 anni, avviarne 35 al dottorato, 8 alla specializzazione (cardiologia ma non solo) ed assumerne altri 50 fra ISBEM, CNR, ASL ed industrie, non è cosa facile. Si potrebbe, tuttavia, fare molto di più se si ricevesse da molti più cittadini del Mezzogiorno il proprio 5x1000 che verrebbe usato per avviare i giovani sulla via della formazione post-laurea con Master, Dottorati, Assegni di ricerca, Borse di studio, Specializzazione, etc., cioè le vie maestre che aiutano a studiare le novità scientifiche ed anche a progettare un Pianeta Salute migliore.


Il 5x1000 è quindi un ponte verso il futuro che noi stessi possiamo costruire nella Regione Puglia che – come tutto il Mezzogiorno, notoriamente - ha bisogno di aumentare il proprio tasso di ricerca biomedica per poter aspirare ad un Sistema Socio Sanitario Regionale moderno, equo, efficace, interoperabile, integrato fra pubblico e privato per servire i cittadini, ponendoli al centro del sistema per dare una risposta alle loro necessità socio-sanitarie. Fiducia, perseveranza, amore per se stessi e per il futuro della propria comunità possono far progredire in modo armonico il Mezzogiorno, e per questo si richiede pazienza, coerenza, generosità e una visione altruistica di cui si sente fortemente il bisogno, qui come altrove.


Un sostanzioso contributo all’ISBEM, con il 5x1000, farà crescere anche la nostra stessa autostima e la nostra fiducia verso i talenti nostrani, giovani e meno giovani, garantendo un futuro migliore per tutti. Perché non farlo hic et nunc ?


Se un cittadino non esprime la scelta del 5x1000 nella propria dichiarazione dei redditi, lo Stato fa scattare il meccanismo della re-distribuzione, secondo criteri noti che attribuiscono questa quota non assegnata alle istituzioni che hanno ricevuto, in modo proporzionale, le segnalazioni.


Più ne ha di segnalazioni, più alta è la quota che un’istituzione riceve del 5x1000 non allocato dai singoli cittadini. Questo meccanismo finisce per portare nelle casse degli istituti del Nord non solo le destinazioni dirette (Tabella III) ma anche gran parte del rimanente.


Al confronto delle 703.767 segnalazioni dell’AIRC (che portano circa 25 milioni di €), le istituzioni pugliesi insieme non arrivano a 7000 segnalazioni (Tabella I) che portano pochissimi soldi, con grave danno per le nostre università ed istituzioni scientifiche. Di fatto, ignorando ciò che hanno in casa e privilegiando altri, i cittadini pugliesi sottraggono risorse potenzialmente utilizzabili per avviare alla formazione avanzata i giovani del proprio territorio, per imparare a fare attività scientifica che, nel caso ISBEM, è finalizzata al Pianeta Salute del Mezzogiorno.


Si spiega così la pressante pubblicità sul 5x1000 fatta su carta stampata, radio e audio-visivi dagli istituti famosi e dalle università prestigiose del Nord che ne traggono benefici perché così si incentiva la donazione diretta, e si gettano le premesse matematiche affinché il recupero della quota di 5x1000 non allocata dai Cittadini, magari per pigrizia o distrazione, vada a finire automaticamente, e in modo proporzionale, nelle loro casse di istituzioni oggetto di tante segnalazioni.
 
Ad esempio, moltissime segnalazioni a favore di istituti ed enti oncologici del Nord vengono proprio dal Mezzogiorno e, nel 2006, l’AIRC ha incassato, da solo, il 61% della quota totale del 5x1000 destinato alla ricerca, in aggiunta ai proventi Telethon. Capirne le ragioni non è un esercizio accademico: pubblicità, emotività, superficialità, disinformazione, etc. Di certo, molti di noi sistematicamente ignorano fatti ed evidenze epidemiologiche, da cui emerge che il killer n.1 nei paesi occidentali è la malattia cardiovascolare. Forse è auto-lesionismo…..


E’ necessario quindi impegnarsi affinché il meccanismo del 5x1000 (aggiuntivo all’8x1000 con cui coesiste per legge da 3 anni), diventi un’opportunità e non un’occasione persa dagli istituti scientifici e dalle università del nostro territorio.


Peraltro, il bisogno di fondi per la ricerca biomedica e sanitaria nel Mezzogiorno, al fine di formare ricercatori, creare laboratori, infrastrutture e rendere sostenibile lo sviluppo è ben acclarato. Il 5x1000, nelle mani di cittadini lungimiranti, può aiutare istituti del territorio come l’ISBEM a consolidarsi e migliorarsi nel tempo. Serve il Codice Fiscale (01844850741 ISBEM) e la firma nel riquadro inerente il Finanziamento di Enti della Ricerca Scientifica e delle Università.


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