Il Canile Comunale di Brindisi, una storia sin troppo vecchia. Le vere vittime i “veri amici” dell’uomo.
domenica 1 marzo 2015

La vicenda del Canile Comunale di Brindisi  è ormai   diventato  un argomento  di ordinaria  quotidianità, tra  comunicati stampa  del Sindaco Mimmo  Consales da una parte e quelli dell’ opposizione di Centro Destra dall’ altra.  Botta e  risposta continui (con l’ intermezzo di un Comunicato Stampa del Consigliere Comunale del Partito Democratico Umberto Ribezzi che aveva chiesto maggiori controlli sul depuratore da parte  dell’Arpa  e analisi  per scongiurare definitivamente  eventuali inquinamenti di tipo batteriologico). 


Il più duro  nel Centro Destra il Consigliere  Comunale de “La Puglia prima di tutto Massimiliano Oggiano, che lo scorso 26 gennaio  tra l’altro denunciava  l’estrema precarietà della salute dei cani presenti nel canile: 


La maggior parte dei cani  presenterebbe patologie renali si teme dovute a una possibile alta concentrazione di sale nell’acqua distribuita evidentemente a causa del malfunzionamento/rottura del dissalatore presente nella struttura in questione. I box dei cani vengono lavati con acqua contaminata stante la rottura del depuratore che dovrebbe depurare le acque di riciclo utilizzate per il lavaggio degli stessi”.


Un quadro preoccupante e devastante che, se comprovato, avrebbe automaticamente chiamato in causa le responsabilità dell’Amministrazione Comunale e di chi ha il compito di gestire il  canile,  l’Associazione Brunda.


E come accade quasi sempre in politica e nelle istituzioni e amministrazioni, c’è qualcuno che denuncia e contesta e chi  controbatte e risponde (ma bisogna vedere  se con reali fatti, documenti  o dati alla mano).  Due giorni dopo  le  dichiarazioni di Oggiano, una  Commissione guidata  dall’ Assessore Antonio Monetti  (e di cui faceva parte lo stesso esponente del Centro Destra)  effettuava un sopraluogo presso la struttura del Canile Comunale. Secondo la Commissione (ma non secondo  Massimiliano Oggiano) tutto, o quasi, sembrava  a posto.


Ma  arriva un’ altra “puntata”, un duro  Comunicato Stampa  di risposta a Massimiliano Oggiano da  parte  di  Monetti.  


Apprendiamo oggi dalla stampa le farneticanti dichiarazioni dell’unico consigliere di opposizione, Massimiliano Oggiano, presente al sopralluogo effettuato presso il canile comunale il 28 gennaio u.s. dalla Commissione consiliare preposta. Ci dispiace molto che il consigliere Oggiano non si fidi e, soprattutto, consideri i consiglieri di maggioranza presenti dei poveri sprovveduti che si fanno portare a passeggio dai volontari del canile. Capiamo l’imbarazzo dello stesso consigliere che, alla presenza di alcuni volontari e televisioni da lui chiamati per il caso, i fatti lo smentiscano. Tutti i presenti, a partire dai consiglieri comunali, dal Presidente del Consiglio, dai dirigenti comunali e dall’Assessore Antonio Monetti, hanno accertato una situazione ben diversa (seppure con alcune criticità riguardanti esclusivamente l’aspetto strutturale del canile) da quella denunciata oggi sulla stampa da Oggiano. Nessuno dei Consiglieri della Maggioranza ha mai conseguito laurea in Veterinaria o in Biologia e tantomeno nessuno di essi possiede laboratori di analisi. Dalle esternazioni di Oggiano si evince che probabilmente lui ha conseguito, a nostra insaputa e grande soddisfazione, una laurea in biologia oppure è in possesso, senza però metterci a conoscenza, di risultati anomali sulle caratteristiche organolettiche dell’acqua che viene utilizzata per abbeverare i cani. Va ricordato al consigliere Oggiano che nessuno dei presenti ha visto che i cani ospitati abbiano mangiato le feci; e probabilmente se il consigliere fosse stato presente all’intervista con domande ben specifiche poste al responsabile sanitario del canile, il dott. Barlettta, si sarebbe ben guardato nel fare determinate dichiarazioni che smentiscono il veterinario preposto al controllo della salute dei cani. Scopriamo piacevolmente che il consigliere è dotato di poteri paranormali che prevaricano ogni forma di Laurea o specializzazione nel mondo canino. Sicuramente così come affermato nel nostro precedente comunicato, le analisi delle acque e l’accertamento del funzionamento del depuratore si rendono necessari ed urgenti. Invitiamo per questo il nostro consigliere ‘tuttologo’ e spadaccino dei diritti canini ad evitare di fare speculazioni gratuite stuzzicando il grado di emozionalità di gran parte della popolazione brindisina nei confronti dei nostri amici a 4 zampe. Questo è mero populismo demagogico. Va ricordato a tutti che questa amministrazione è molto vicina e sensibile al mondo a 4 zampe, poiché è stata la prima nella storia amministrativa di questa Città ad istituire ed a realizzare un dog park. Cosa che non hanno fatto amministrazioni precedenti, dove il consigliere Oggiano era parte integrante della maggioranza che governava con Mennitti. A questo proposito è bene ricordare che questa Amministrazione ha definito ed approvato in Consiglio Comunale il regolamento sul funzionamento del canine municipale, nel quale è stata prevista, per la prima volta, l’obbligatorietà della presenza dell’educatore cinofilo indispensabile per il buon funzionamento dello stesso, ed ha anche approvato la figura del cane di quartiere per avvicinare ancor di più l’uomo alle problematiche del cane.”.


Al di là delle diverse valutazioni e prese di posizione da parte delle forze politiche, sono e saranno  sempre i cittadini, in ogni caso, a giudicare, a verificare. E chi da anni segue le vicende brindisine, beh sa benissimo che la vicenda  del Canile Comunale, amministrazioni comunali di Centro Sinistra e Centro Destra, è storia  vecchia.  Una storia   in cui  tutti devono ritenersi responsabili, quasi come quel Canile Comunale non  sia  mai esistito.  Una storia fatta di silenzi,  di trascuratezze, di incompetenze, di affari sui poveri animali e sul canile.  Vogliamo ricordare  che ci sono stati  personaggi  denunciati e indagati per quel  canile.


E ora  il Sindaco Consales sembra deciso  a rescindere il  contratto con l’ Associazione  temporanea  di impresa  Brunda- Terraviva che si occupa  ufficialmente   “del servizio integrato  di gestione del canile” dal novembre   2013. Alle basi delle motivazioni, che verranno approfondite nei prossimi giorni,    la  cattiva gestione della struttura  accompagnata da strani comportamenti   da parte di Brunda.


Ed ecco la dura reazione  dei gruppi consiliari  di Centro Destra che si chiedono come mai il primo cittadino non abbia mai risposto alla loro interrogazione e si renda  solo ora conto  della  gravità della situazione.  Insomma, sul canile comunale continua la dura polemica  tra la maggioranza di Centro Sinistra (tranne qualche eccezione) e l’ opposizione di Centro Sinistra. Ma al di là di  questa diatriba (ed intanto c’è  un Sindaco  che  si rivolgerà alla Procura)  il dato di fatto è che le problematiche esistenti  nella struttura sono tante, e sono parecchi i politici a non esserne a conoscenza.


Anomalie  riscontrate dagli stessi volontari che hanno a cuore  la salute dei quasi 700 cani  presenti (numero ampiamente superiore rispetto ai limiti imposti dalle normative regionali)  e dallo stesso Ufficio Veterinario della  Asl  che ha riscontrato una serie di criticità legate  tra l’ altro  al depuratore.


Consales (e fa bene) a questo punto si rivolge alla Procura.  E ha fatto  bene  Massimiliano Oggiano a denunciare tutte le anomalie. Ma, come in ogni vicenda  anomala che ormai caratterizza Brindisi  e il territorio, saranno soprattutto i cittadini  e le  varie  associazioni  a vigilare.  Alcuni giorni fa  l’Associazione Periferia, particolarmente attenta alle problematiche del territorio, ha avuto un incontro con alcuni volontari e volontarie che hanno particolarmente a cuore la sorte e la salute dei cani e continuerà a dare il suo contributo. Sì, perché, forse  a qualcuno sta ancora sfuggendo un particolare. In questa vicenda, le vittime maggiori sono proprio i “migliori amici dell’ uomo” che in tutti questi anni hanno visto  la totale inerzia dei nostri amministratori  su un  canile “offeso”, sottovalutato, bistrattato.


E ben venga la Procura, per chiarire  ogni cosa e fare eventualmente chiarezza  su bandi o affidamenti, e mancate verifiche o controlli. La vicenda del Canile, storia  vecchia…..


Editoriale di Ferdinando Cocciolo.