Lo scandalo dei vitalizi - Editoriale di Ferdinando Cocciolo.
giovedì 26 febbraio 2015

Mentre  il Governo ha messo nelle condizioni i dipendenti delle Province italiane e delle tante Partecipate a protestare e ad avere enorme preoccupazione per il loro futuro (questa mattina protesta dei lavoratori Santa Teresa a Brindisi), non si fa nulla, nonostante tante parole e buone intenzioni, a fermare in Italia la  “vergogna dei vitalizi”.


Mentre il Governo ha messo nelle condizioni i dipendenti delle Province italiane e delle tantePartecipate a protestare e ad avere enorme preoccupazione per il loro futuro (questa mattina protesta dei lavoratori  Santa Teresa a Brindisi), non si fa nulla, nonostante tante parole e buone intenzioni, a fermare in Italia la “vergogna dei vitalizi”.


E’ facile (forse sin troppo) fare numeri e previsioni di bilancio e spesa sulle   “tasche”  dei lavoratori. Più difficile, evidentemente, da parte di una “ politica trasversale”, intervenire e operare concretamente  sugli  “intoccabili”.  Nel   Paese  delle  pensioni d’oro, dei falsi invalidi e della costante evasione fiscale, diversi parlamentari continuano a avere il loro ruolo, garantito, agevolato, alla faccia della povertà, di chi non arriva più a fine mese.  E tanto per fare un esempio, il riordino delle Province e la  Riforma  Del Rio stanno creando  confusione e scompiglio, mettendo a serio rischio servizi e posti di lavoro.


Continua la vergogna dei vitalizi. Se il vitalizio per gli ex senatori e  deputati in pensione è controverso, quello riservato ai condannati in via definitiva  rappresenta una vera e propria vergogna.  Infatti, un assegno mensile (in media  sui 4 mila euro e per tutta la vita) viene  acquisito anche dai condannati in via definitiva o che hanno patteggiato condanne per reati come truffa, ricettazione, finanziamento illecito. Quali le conseguenze sul Paese e la comunità?


Condotte che in pratica hanno contributo a devastare i conti pubblici e la credibilità del nostro Paese, ma nonostante tutto premiate. Facciamo qualche esempio: 8 mila euro per Silvio Berlusconi, condannato per frode fiscale, mentre  arriva a 4.400 quello che incassa Marcello Dell’Utri nonostante una pesante condanna  per concorso esterno in associazione mafiosa.  E Cesare  Previti?    Condannato in corruzione di atti e documenti giudiziari, riceve  ogni mese 4.235  euro. Alfredo Vito, famoso per il suo appellativo “mister centomila preferenze”, un passato nella Dc e poi in Forza Italia, nei primi anni 90 patteggiò due anni, per reati contro la Pubblica amministrazione. Incassa due vitalizi, uno da ex consigliere regionale e uno da ex deputato (4.540 euro). Anche Claudio Martelli, ex ministro socialista, una condanna, con la non menzione, per finanziamento illecito, prende 4.992 euro.


Si potrebbe  continuare, ma questi sono già esempi emblematici di come in questo paese, anche se cambiano i governi, si continua a favorire i poteri forti e chi  ha truffato e non si è comportato onestamente.


Andiamo a spiegarlo, ad esempio, ai disoccupati, agli sfrattati (a Brindisi, tra l’ altro, un comitato ha già anticipato altre e grandi iniziative di protesta), agli imprenditori in difficoltà, ai dipendenti delle Province e delle Società Partecipate.


Editoriale di Ferdinando Cocciolo.