Caso Giurgola. Editoriale di Ferdinando Cocciolo.
lunedì 23 febbraio 2015

La brutta vicenda dell’ imprenditore portuale  Pasquale Giurgola ha lasciato nello  sgomento un’ intera  città. Saranno naturalmente gli organi inquirenti ad appurare le cause di un grave gesto, ma si ha sempre più la sensazione di  conoscere “uomini soli” in questa città.


Quanto avvenuto poche ore fa presso l’ Autorità Portuale di Brindisi ha del clamoroso (considerando anche il personaggio coinvolto nell’ episodio)  ma rappresenta anche una brutta vicenda che deve preoccupare ma anche far riflettere. 


L’imprenditore portuale brindisino Pasquale Giurgola, ha avuto un’ accesissima discussione con il Presidente Haralambides ed ha estratto una pistola. Poi è stato colto da malore, in uno scenario “da film” che ha creato sgomento e stato di allerta negli uffici dell’ Autorità Portuale. In evidente stato di alterazione psico fisica e di confusione, è stato bloccato, e colto in arresto dalle forze dell’ordine.
Giurgola, che è conosciuto in città per la sua attività ultraventennale ma anche per una forte personalità  non priva di contrasti e polemiche con la stessa Autorità Portuale e le istituzioni, non avrebbe dato valide spiegazioni agli organi inquirenti che quasi immediatamente hanno anche interrogato Haralambides e il segretario Giuffrè che sono stati praticamente chiusi nell’ufficio del Presidente da Giurgola.  Ma chi ha ascoltato le parole pronunciate dall’ imprenditore ha sentito parole tipo:  “Non ce la faccio più” -  “Basta”-  “Mi avete rovinato”.


Parole pesanti, che purtroppo abbiamo sentito spesso in una città che ora deve sopportare ed assistere ad una vicenda che coinvolge uno degli imprenditori più conosciuti e stimati, protagonista tra l’altro di  battaglie e proposte per  il porto brindisino e la categoria degli operatori portuali. 


Intanto, si susseguono notizie e voci, come quella relativa ad una forte reazione da parte di Giurgola a seguito della revoca dell’ appalto per la movimentazione dei servizi alla Grimaldi.


Sicuramente l’arresto dell’imprenditore ha lasciato sgomenti un’intera città e chi lo conosce bene, per un gesto che deve essere subito chiarito e approfondito dall’autorità giudiziaria e arrivare a conclusioni che non lascino nulla al caso. Le aziende di Pasquale Giurgola non stanno certamente attraversando un bel periodo e tra l’ altro l’imprenditore ha dovuto anche licenziare alcuni dipendenti  nei mesi scorsi.


Una vicenda e un gesto che fanno male, che mai vorremmo sentire, in una città in cui (forse qualcuno o qualche politico non se ne è  ancora accorto o fa finta di niente) aumenta sempre più il disagio proprio di tutti. Disoccupati, precari,  dipendenti, operai, commercianti, dipendenti della Provincia e delle società Partecipate, e quindi imprenditori portuali. Una vicenda che indubbiamente non riguarda solo Giurgola ma anche il Presidente dell’Autorità Portuale Haralambides ( sul quale insisteranno nei prossimi giorni gli inquirenti), a meno che chi ha estratto la pistola non sia andato lì perché preso improvvisamente da follia.


Non vogliamo sostituirci all’autorità giudiziaria e agli  organi inquirenti che dovranno far luce su una vicenda clamorosa, ma si ha la netta sensazione che bisogna “ scavare”  sui rapporti (ma non da oggi) tra Giurgola e l’ Autorità Portuale e soprattutto su un disagio profondo che ormai l’imprenditore brindisino portava avanti e da diversi mesi.  Chi lo conosce bene parla di un volto seriamente preoccupato, di uno stato di agitazione presumibilmente dovuto  alle problematiche economiche e aziendali.


Anche le  “pietre” sono a conoscenza dei rapporti pessimi tra alcuni imprenditori  e operatori portuali e  di uno stato di disagio e forte preoccupazione anche alla luce delle super concessioni a Grimaldi. Ipotesi, supposizioni (al di là di situazioni personali e stati  d’animo) che, chiariamo subito, non giustificano gravi atti  come quello del signor Giurgola.


Ma, attenzione, non ci vuole niente per distruggere (anche e soprattutto sul versante mediatico) una persona, forse anche più di una pistola in mano e di un arresto. Bisogna stare attenti (lo diciamo soprattutto a noi stessi  operatori della comunicazione) ad esternare giudizi e valutazioni  che, sotto il profilo giudiziario, saranno di competenza di chi dovrà giudicare l’azione (grave e clamorosa) di Giurgola.


Vi sono varie situazioni, tuttavia, che vanno analizzate, vigilate e monitorate, sotto il profilo di un disagio che sta sempre più caratterizzando una città allo sbando. Una città in cui c’è gente che non arriva più a fine mese, in cui  dirigenti e funzionari di grandi Enti prendono  “mensilità spaventose”, aumentano sempre  gli sfrattati e purtroppo qualche suicidio. 


Una città in cui qualcuno (sbagliando) sta solo pensando a  riposizionarsi con vista elezioni regionali in “barba” a precedenti e avallate incompetenze e incapacità. Brindisi (ma non solo), dove gli effetti della burocrazia sono sempre più stringenti e l’arroganza di qualcuno è più forte della disperazione.


Insomma, uomini e famiglie sempre più sole, con uno stato d’animo, forse, non più controllabile. Quindi, attenzione, prima di creare “altri mostri”, si indaghi  per bene, accertando ogni responsabilità sulle singole vicende.


Chissà perché… si ha sempre più la  sensazione di essere soli, di fronte ad un sistema, una vita e una politica non ancora umane


Editoriale  di Ferdinando  Cocciolo.