Disoccupazione a Brindisi e in Italia, un dramma a cui si deve porre argine
venerdì 9 gennaio 2015

Gli ultimi dati Istat sulla disoccupazione in Italia sono davvero allarmanti. Situazione allarmante a Brindisi; Brindisisera.it pubblica le parole di un cinquantenne disoccupato brindisino, Giuseppe Laforgia, che devono far riflettere. E crescono anche le attività commerciali (su cui  ritorneremo) che chiudono battenti.


Un dramma sociale a cui si deve porre un argine, una volta per tutte. Quello della disoccupazione, che coinvolge molte famiglie italiane. Gli ultimi dati Istat sono davvero allarmanti. Una disoccupazione che, nonostante le promesse del governo e della politica in generale, continua ad aumentare, specialmente tra i giovani. Il 2014 si è praticamente chiuso in piena emergenza lavoro e i segnali per il nuovo anno non sono affatto incoraggianti.

Secondo gli ultimi dati che fanno riferimento a novembre 2014, l’aumento della disoccupazione  in Italia ha raggiunto il 13,4% segnando in tal modo un + 0,2% in termini congiunturali e un + 0,9% nell’ arco dell’ anno. In sostanza, rispetto a ottobre 2014, si sono persi ben 48 mila posti di lavoro. E dati “tragici” per la disoccupazione giovanile: per i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni i disoccupati solo in questa fascia sono 729 mila, con un tasso di disoccupazione del 12,2% in aumento del +0,3% rispetto al mese scorso e del 1,1% su base annua.


Insomma, dati che fanno riflettere, che esigono politiche “mirate”, sinergie tra  tutte le realtà istituzionali, politiche e sindacali di un Paese che non può più permettersi di causare perdite di posti di lavoro. Fatti, non più promesse. Anche nel territorio brindisino il tasso di disoccupazione è in crescita, e coinvolge anche persone tra i 40 e i 50 anni, che improvvisamente si ritrovano in mezzo ad una strada, con la paura di non poter più garantire, alle loro famiglie e ai loro figli, un futuro. Nella notte di Capodanno, alla Caritas brindisina  c’erano diverse famiglie brindisine alla ricerca di un piatto caldo. Questa la situazione, non più accettabile, con, tra l’ altro, anche diverse famiglie che, a causa della mancata proroga del blocco sfratti (in Italia, si parla di un totale di circa 30 mila famiglie) rischiano a breve di non avere più una casa dove stare e dormire.


Drammi, paure, rabbia, preoccupazioni, la paura di non farcela, anche ad una certa  età, per se e per la propria famiglia. Brindisisera.it vuole pubblicare le parole di un disoccupato brindisino, Giuseppe Laforgia, pronunciate nel giorno della Befana, che fanno, devono, far riflettere.


“C'è un detto che recita: l'Epifania tutte le feste porta via. Credo che si possono rallegrare tutte quelle persone, che come me, non hanno potuto festeggiarle come si dovrebbe, e questo, purtroppo, accade da tre anni. Continua la ricerca giornalmente di lavoro, e di denaro per poter continuare a vivere, fare la spesa giornalmente e continuare giornalmente a rinunciare a qualcosa per pagare le bollette.


Senza l'assistenza di nessun genere, credetemi è difficile tirare avanti. Fino a poco tempo fa avevo vergogna a mettere in piazza i problemi della mia famiglia. Ma, poi, pensando a tutti gli anni che ho passato a lavorare all'estero ed in Italia, mettendo da parte il denaro per poter realizzare qualcosa di bello per i miei figli, lontano dalla famiglia e da mia moglie, e vedere andare via quel denaro in 26 mesi per sopravvivere, credetemi, quel sipario che segna il confine tra l'orgoglio e la vergogna, cade, e non resta che scrivere quattro righe per poter scaricare la depressione che ti assale, e per scacciare i cattivi pensieri. Gli amici, ma , non so se dire di averli o chiamarli solo conoscenti. C'è chi si è offerto ad aiutarmi, si contano poco meno tra le cinque dita di una mano. Ma il problema non si risolve con un po' di denaro, perché il problema si ripresenterebbe dopo averlo usato, servirebbe un lavoro qualsiasi, anche se un geometra come me con esperienza quasi quarantennale, aspirerebbe a qualcosa di più di un lavoro qualsiasi. Cerco di non abbattermi e per favore non fatelo Voi”.


Parole che non avrebbero più bisogno di ulteriori commenti, dicono tutto. Chi scrive e il nostro giornale on line saranno sempre ( giornalisticamente e non solo) dalla parte dei disoccupati, di chi soffre, dei bisognosi, dei commercianti e imprenditori che sono in grande difficoltà  e chiudono le loro attività (a proposito di quest’ ultimi, siamo in grado di anticipare anche articoli speciali su situazioni in sofferenza).  Auspichiamo, sul fronte istituzionale, politiche mirate e concrete, che possano dare a persone come Giuseppe Laforgia una “ grande luce di speranza  e serenità”.


Editoriale   di Ferdinando Cocciolo