Norman Atlantic, una tragedia... ”umana”. -di Annamaria Negro-
domenica 4 gennaio 2015

La Norman Atlantic come l'Heleanna... i ricordi vanno a ripescare delle immagini che a distanza di anni, per chi ha potuto vivere quella tragedia, non verranno mai cancellate. Come allora un incendio, come allora tanta tristezza e rabbia per quello che è accaduto e per quello che si sarebbe potuto evitare: la fine atroce di tante persone. In questi giorni, le stesse emozioni sono state vissute per la Norman Atlantic in viaggio da Corfu' verso Ancona. La nave si è incendiata nelle acque della Grecia ed è stata subito ingovernabile per le condizioni meteo molto avverse, le correnti e il vento hanno in seguito direzionato la nave stessa verso le coste albanesi.


Nella drammaticità degli eventi che conosciamo tutti e nel coordinamento della macchina dei soccorsi, a rigor di logica, sempre per salvare quelle vite umane in tempi piu' rapidi possibili, è facile pensare che la Norman doveva essere rimorchiata, immediatamente, verso le coste albanesi perchè il forte vento spingeva verso di esse. In quel momento, qualunque fosse stata l'autorità che l'avesse messa sotto sequestro, era predominante e coscienzioso in primis salvare quelle vite umane. Occorre sottolineare anche, che decidendo e operando per "direzione Brindisi" è stata messa a repentaglio anche la vita stessa dei coraggiosi soccorritori della Marina, dell'Aeronautica, dei Vigili del Fuoco e di altri operatori. In quei momenti bui, nel cuore della notte, con un mare a forza 5, con delle fiamme altissime a bordo, con un vento gelido a 40 nodi, con un fumo nero che non permetteva nemmeno di respirare, non è difficile immaginare quali pene dell' inferno, ogni minuto che passava, quelle persone subivano, soccorritori compresi.


Si è parlato di business, si è parlato di interventi di soccorso in ritardo e male organizzati, forse è mancato l'accordo frai i vari Stati che avrebbero dovuto collaborare tutti insieme in sinergie fattive e risolutive nel piu' breve tempo possibile. A mio modesto parere è mancata la forte consapevolezza di una tragedia "umana" che per la seconda volta, come  per l'Heleanna, paga un alto prezzo di vittime grazie a un mondo cosi'  poco attento e grazie agli errori di alcuni  "grandi " uomini.
 
Annamaria Negro