Vendola presenta XIII edizione Biennale Giovani Artisti
lunedì 5 maggio 2008

“La Biennale dei giovani artisti europei e mediterranei è una buona esperienza. 700 creativi che si incontrano a Bari per uno degli appuntamenti più importanti del mondo rappresentano un dialogo che mescola competenze artistiche a forze di pensiero economico, sono il segno di un mondo vivo che lotta contro la cultura della paura”.


E’ uno dei passaggi dell’intervento del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola alla conferenza stampa di presentazione a Roma della XIII edizione della Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo, in programma a Bari dal 22 al 31 Maggio prossimi. Vendola ha ricordato la sua prima esperienza di giovane reporter con la Biennale nel 1984, a Barcellona, allora sotto il nome di “Tendencias”. “Un’esperienza indimenticabile che contribuì a farmi scoprire pezzi di creatività giovanile che per la prima volta si mettevano in rete”.


“La Biennale non è solo un evento spettacolare, di immagine, ma rappresenta una perfetta continuità con la missione della nostra Regione, da tempo impegnata in investimenti economici di tipo culturale” ha proseguito Vendola. “Penso ai laboratori di creatività giovanile messi a punto nel programma Bollenti Spiriti, che prevede la ristrutturazione di 62 immobili di proprietà pubblica sparsi in tutta la Puglia. Penso ai cineporti di Bari e Lecce, che spiegano al meglio quali siano le nostre intenzioni verso il cinema e verso le altre arti, trasformate in attività produttive. Basti pensare al lavoro finora svolto dalla neonata Apulia Film Commission, che ha già al suo attivo ben 11 produzioni, alcune delle quali di livello internazionale. Oggi si fa ancora fatica a comprendere quanto sia importante investire nella cultura. Noi da tempo stiamo dimostrando esattamente il contrario”.


“Questa Biennale è partita da Sarajevo” ha sottolineato ancora Vendola “simbolo della nostra disperazione ma anche delle nostre speranze. Da lì giungeranno in Puglia giovani talenti per costruire nuove relazioni e nuove amicizie e se questo avviene nella nostra regione significa condividere una lingua capovolta rispetto a quella delle varie paure planetarie che ci attanagliano. Per le quali non esistono esorcismi, ma laboratori ed esperienze comuni di vita e di pace”.



Roma, 5 Maggio 2008