”Mangiando Favole”, raccontare ai bambini cibo sano e consapevole. Uscito il nuovo libro ‘musicale’ di Candido Calabrese
giovedì 11 dicembre 2014

Raccontare il cibo attraverso le favole. Spiegare ai bambini, e agli adulti, cosa c'e' dentro una merendina, cosa beviamo dall'aranciata e cosa si nasconde dentro un insaccato. Di questo e non solo non solo parla "Mangiando Favole", ultimo lavoro di Candido Calabrese, gia' docente di Lettere e Storia all'Istituto alberghiero di Villa Santa Maria in Abruzzo - la rinomata la Patria dei Cuochi - e cultore dei saperi e sapori del cibo della nostra tradizione.


Il volume, disponibile in libreria dal 5 dicembre e distribuito da Editrice Memoria, si compone di dieci favole e altrettante filastrocche, musicate e cantate nel CD abbinato. Le illustrazioni sono di Lino Alviani, le musiche di Giacomo Dell'Orso che in alcuni brani e' accompagnato dalla moglie Edda, nota vocalist del premio Oscar Ennio Morricone.


Un linguaggio giocoso e fantastico, solo apparentemente rivolto ai soli bambini. Serve la mediazione di un adulto, infatti, per spiegare ai piu' piccoli a cosa servono le 'polverine miracolose' e le sofisticazioni che sempre piu' stanno omologando quanto mangiamo.


E se Sal Cicciotto ci dice che per avere un buon salume bastano carne e sale, di contro ci ricorda la miriade di sigle che troviamo oggi sulle etichette di molti salumi: E249 - E250 - E251 - E252, siero di latte in polvere, lattosio.


C'e' poi Meren Dina la birichina, l'odorosa, la colorata, la soffice, che pero' e' composta da ingredienti impronunciabili, poco chiari o oscuri (grassi o olio vegetale di palma, glicolepropilenico, acido sorbico, sciroppo di glucosio, destrosio, carbonato acido di sodio, carbonato acido d'ammonio).


Al che l'autore, ma anche i lettori, si chiedono: ma dove sono finiti gli ingredienti semplici e naturali come farina, uova, olio extravergine d'oliva, miele?  "Nelle merendine o nelle bibite - spiega Calabrese - sono esaltati la bellezza, l'aroma, il sapore. E questa invasione di preconfezionati fa perdere ai nostri ragazzi il contatto fisico con la natura, con i cibi stagionali o 'fatti in casa'. Siamo dominati da due soli gusti: il dolce, sempre piu' dolce e il salato, sempre piu' saporito, con le naturali conseguenze di precoci disfunzioni diabetiche e cardiovascolari. Piu' che del benessere questo mi sembra il mondo del malessere".


Insomma l'intento didattico dell'opera, per l'autore "e' far riflettere, proporre un'esistenza che ci faccia riappacificare con il cibo della terra. Una terra martoriata, violentata, impoverita e che da fedele e prosperosa nutrice si avvia, se non ci sara' un cambio di rotta, a diventare vendicatrice ed affamatrice".