Negroamarowinefestival diviene un Brand che fa “cultura”: Andy Warhol al Nervegna.
domenica 7 dicembre 2014

Ancora in essere e lo sarà fino al 18 gennaio prossimo, la mostra d’Arte “ ANDY WARHOL The American Dream” inaugurata il 5 dicembre scorso a Palazzo Granafei-Nervegna, Brindisi. Curatore della mostra, organizzata da Ema Preziosi D’arte, in collaborazione con La Spirale di Milano e il patrocinio del Comune di Brindisi, Achille Bonito Oliva. Il Palazzo di città diviene palazzo del popolo e dell’ospite per eccellenza, il turista, che viene messo al “centro“ della Città non solo per le sue bellezze architettoniche, ma per l’Arte in tutte le sue forme, quindi, del gusto e della tradizione dei luoghi che lo accolgono.


Nel gioco delle scatole cinesi un contenitore/regalo ne contiene un altro e un altro ancora, tutti però legati dal fiocco rosso Negroamarowinefestival che, come promesso, rimane un open source di eventi in continua produzione. Il vino, quindi, (con Cantine Due Palme, Tenute Rubino e Cantine Risveglio) a fare da collante e fil rouge che scorre sotto il percorso tattile e sensitivo ben descritto dal Sindaco Consales nel pannello di benvenuto che fa da apri pista alla mostra e che ci ricorda che è un uomo di penna e comunicazione; e poi ecco dischiudersi il colorato mondo di Andy Warhol, fatto di pellicole rimaneggiate e tinteggiate,  un avanguardista e precursore di tecniche fatte a mano che, ai nostri giorni, sono alla portata di tutti, con un semplice click di mouse.


Un genio, dunque, Andy Warhol re indiscusso della POP Art, corrente artistica per tutti, per la c.d. società di massa, che nasce nella metà degli anni ’50 come spartiacque tra cultura e mass-media, vuole documentare i tratti consumistici dello sviluppo nei tempi del boom economico proprio nella patria del consumismo, l’America; così nelle parole dell’artista: “la Pop Art è per tutti, non credo che l’arte dovrebbe essere soltanto per pochi eletti, ma penso che al contrario, dovrebbe essere per la massa del popolo americano... Comprare è molto più americano che pensare”. La Pop Art vuole, dunque, documentare la cultura largamente dominata dall’immagine, ma quella che proviene dal cinema, dalla televisione, dalla pubblicità, dai rotocalchi, dal paesaggio urbano largamente dominato dai grandi cartelloni pubblicitari e Andy Warhol ne rappresenta uno dei massimi esponenti.


In galleria, a Brindisi, l’icona per eccellenza di questa corrente culturale e, tratto identificativo dell’Artista, l’immagine di Marilyn Monroe all’interno della sezione “I Multipli d’autore” o “Icone”. Il percorso attraverso il mondo di Andy Warhol è diviso, infatti, in 4 sezioni  e comprende 63 opere, alcune delle quali, come spiegato nei cartelloni che accompagnano il turista nel magico itinerario multisensoriale, pare non siano effettivamente dell’autore, su di esse appare la scritta non sono io l’artista, la paternità, quindi, appare controversa, le altre sezioni sono: le “Grandi Tele” (le “Canvas”), le “Cover”, la sezione dedicata al “Consumismo” (tra cui i famosi barattoli di zuppa  “Campbell’s”) ed infine otto opere inedite dedicate alle favole dello scrittore danese Hans Christian Andersen realizzate dall’artista sei mesi prima della morte, avvenuta il 22 febbraio 1987. Tra i pezzi più pregiati, oltre alle due serigrafie della mitica Marylin del 1967, quella di Mao del 1972, (pezzo unico), appartenente ad una collezione privata. E poi due acrilici su tela, “Ritratto di Carla”, pezzi pregiatissimi ed unici, del 1974.


La galleria ospita un autore dei nostri giorni, Paolo De Cuarto, artista calabrese e la sua personale “Tracce”, che ben si accosta alle opere di Warhol, perché, anche queste, indagano gli anni ’50 e ’60, con una tecnica singolare e unica, però, con un occhio che si pone da un punto di vista di campo lungo, quindi, che più che documentare un periodo lo racconta con un tocco nostalgico, esaltandolo nelle sue efficaci gigantografie. Per rimanere nell’idea multisensoriale per questo lungo weekend festivo, un’altra scatola si apre a cominciare dalle 21  con una serie di spettacoli, ieri il Fabrizio Savino Trio in concerto. Le sale di Palazzo Nervegna vivono e raccontano storie di vite, di mondi, anche di chi li va a visitare in un circuito fatto dei cinque sensi e uno in più.


Francesca ALPARONE


Foto di Stefano Albanese