Consiglio Comunale Monotematico a Brindisi sulla legalità e l’ordine pubblico praticamente disertato dalla comunità brindisina. Chiediamoci tutti il perché.
domenica 30 novembre 2014

Nella vita, ogni tanto, bisogna  avere il coraggio di ammettere i propri errori, soprattutto quando si tratta di scelte inerenti istituzioni e iniziative che riguardano i cittadini.  Brindisisera.it, con un articolo del proprio Direttore Responsabile, aveva già evidenziato  praticamente il “quasi flop” del Consiglio Comunale Monotematico sull’ordine pubblico che si è svolto nel pomeriggio di venerdì scorso al Teatro Verdi.  Vogliamo aggiungere qualche considerazione in più, con gli interventi che riteniamo più significativi, su un’ iniziativa “nobile”  ma che, probabilmente, non ha raggiunto gli effetti sperati.


I pochi cittadini  presenti sono esempio, dal nostro punto di vista,  di un significativo distacco  tra la comunità  e le istituzioni (che vogliono fare, tentare in ogni caso), a cui, tuttavia, non  vanno date  le uniche colpe in tema di legalità, ordine pubblico, sicurezza.  Su questo giornale, in un altro Editoriale, abbiamo sottolineato il fatto che sarebbe auspicabile, sulle specifiche problematiche, anche  un serio  esame di coscienza  da parte della politica. Ma chi  sperava a tal proposito in interventi “a largo raggio” e concreti da parte degli amministratori che hanno preso parola, si è sbagliato di grosso.  Dal nostro punto di vista, l’ intervento più significativo è stato quello del Presidente della Provincia di Brindisi Maurizio Bruno che, facendo riferimento a frasi dei cittadini emblematiche, ha fatto capire, volutamente,  quanto sia  fondamentale il ruolo delle  istituzioni, quando si parla di legalità.


Direttamente, o indirettamente, chi ricopre  cariche istituzionali deve essere “centrale e propositivo”  quando si fanno i conti con fenomeni di delinquenza (grande e piccola), criminalità ( organizzata  e non), organizzazioni mafiose che cercano sempre  di infiltrarsi nella  “macchina“ politica e amministrativa. 


Chi non  è capace  o non  è mentalmente  pronto, è meglio che stia a casa….  “Giorni fa – ha affermato il Sindaco  di Francavilla Fontana – ho  incontrato  un cittadino che, chiaramente  riferendosi ai continui attentati incendiari  di questi ultimi mesi, mi dice   “Questi episodi non accadranno più se voi  politici e amministratori vi comportate  bene”.


E’ una  frase  forte,  che ci fa capire  quanto sia preminente, nel nostro territorio, un disagio sociale che la politica deve saper interpretare, in tutte le sue valenze, diramazioni  e sfaccettature. Il confine tra disagio sociale e illegalità è talmente  labile  che sta alla politica interpretarne gli effetti, che possono essere devastanti”. 


Dichiarazioni che dovrebbero far  riflettere, senza addentrarci in difficili percorsi  sociologici, proprio per capire e far capire maggiormente tutte le forme di illegalità, che investono tutti i settori della vita quotidiana. A nostro avviso la politica (naturalmente non solo quella brindisina), al di là della capacità di aver invitato e coinvolto nell’ iniziativa il Vice Ministro Bubbico, invece di   consigli monotematici, dovrebbe pensare  di stare più vicina alla gente, ai loro drammi, alle loro istanze. 


Del resto, quanto dichiarato anche nell’ intervento dell’ Arcivescovo di Brindisi- Ostuni Domenico  Caliandro.  Senza polemica, e senza alcun intento  di generalizzare, si deve ribadire  che in tutti questi anni alcuni politici  e amministratori hanno fatto molte promesse, aprendo in tal modo, inconsapevolmente, “il varco” alle organizzazioni  mafiose  e criminalità organizzata. 


Organizzazioni  mafiose e criminalità organizzata che, come ha dichiarato il Procuratore Capo Cataldo Motta (riferendosi alla  SCU mesagnese  e innescando immediatamente polemiche  e l’ira da parte del primo cittadino mesagnese Scoditti), addirittura  sono capaci di promettere posti di lavoro e offrire denaro.


Insomma, chi ha partecipato  a questo Consiglio  Monotematico sulla legalità, se ne torna  a casa con la consapevolezza (al di là dei singoli episodi degli attentati incendiari alle auto di politici e amministratori, tra cui il Sindaco Consales e il Consigliere Comunale Toni Muccio, a cui ha fatto riferimento  la Presidentessa  della Commissione Parlamentare Intimidazioni  mafiose Doris Lomoro)  di  uno scenario  grave e inquietante. 


Tornati a casa con “l’ enorme dubbio”, ad esempio (non chiarito da Cataldo Motta e dal Vice Ministro Bubbico) se il nostro territorio abbia urgentemente  bisogno o no  di un potenziamento delle forze dell’ ordine presenti sul territorio. Secondo Bubbico “non è un problema solo di presenza di forze dell’ordine, ma anche e soprattutto di una consapevolezza generale che deve comprendere tutte le realtà del territorio, e un atteggiamento diverso da parte della politica”.


A proposito  di forze dell’ordine, erano presenti i loro rappresentanti in sala, ma non è stato dato loro modo di parlare.


Editoriale  di Ferdinando Cocciolo




IL FOTOSERVIZIO  DI  STEFANO ALBANESE.