Il Teatro di Eduardo a Ostuni l’ 11 febbario 2008
sabato 5 gennaio 2008

Ostuni, 5 gennaio 2007.  Uno spettacolo da non perdere il 30 gennaio 2008  a San Vito dei Normanni e l’ 11 febbario 2008 al teatro Roma di Ostuni


“ Filumena  Maturano”, rappresentato per la prima volta al Teatro Politeama di Napoli il 7 novembre 1947, è uno dei testi teatrali più importanti del grande Eduardo De Filippo, scritto nel periodo aureo della sua produzione dammaturgica e cioè quasi subito dopo l’ enorme e incredibile successo di “ Napoli Milionaria” (Quando dissi la battuta finale: “ Addà passà  a nuttata” e scese il pesante velario, ci fu silenzio per ancora otto o dieci secondi, poi scoppiò un applauso furioso e anche un pianto irrefrenabile. Tutti avevano in mano un fazzoletto, gli orchestrali che si erano alzati in piedi, i macchinisti che avevano invaso la scena, il pubblico che era salito sul palco. Tutti piangevano e anche io piangevo, e piangeva Raffaele Viviani, che era corso ad abbracciarmi: Io avevo detto il dolore di tutti.”


Filumena, pallida, cadaverica,  fingendo di essere sul punto di morte, riesce a farsi sposare da Domenico, ricco proprietario di pasticcerie napoletane, che, invece, voleva sposare una ragazza di circa trent’ anni più giovane di lui. Dopo sposati, Filumena rivela a Domenico lo stratagemma usato per imbrogliarlo e che , inoltre, ha tre figli di padri diversi e, in seguito, che, uno di quei ragazzi è figlio di Domenico.


E chi è mio figlio? Chiede Domenico a Filomena ma la donna gli dice:
“ ‘E figlie so chille che se teneno mbraccia, quanno so’ piccerille, ca  te dànno preoccupazione quanno stanno malate e nun te sanno dicere che se sènteno…Che te corrono incontro cu ‘e braccelle aperte… Chille ca ‘e vvide ‘e venì d’ ‘a scola cu ‘e manelle fredde e ‘o nasille russo e te cercano ‘a bella cosa…  Ma quanno so’ grosse, quanno song’ uommene, o so’ figlie tutte quante, o so’ nemice…”  : questo è il solido e giusto realismo di Filumena e, alla fine della commedia, diventa anche l’ assioma, il credo di Domenico Soriano: “ ‘E figlie so’ figlie…E so’ tutte eguale…Hai ragione Filume’ , hai ragione tu!...”.


“Filumena Maturano” è uno dei capolavori di Eduardo, e, in tutto il mondo, la sua  più conosciuta commedia  per alcuni principali motivi: il tema dell’ uguaglianza di affetto che si deve ai figli è un argomento di sempre grande interesse, poi la grandezza di Eduardo qui si è estrinsecata, particolarmente  nei vari monologhi dei due personaggi con pagine di alta poesia lirica: “Erano ‘e tre doppo mezanotte. P’ a strada camminavo io sola…”, e “ Avvoca’, ‘e ssapite chilli vascie…i bassi…” ,e ancora Domenico. “ Nun cagnà discorso, Filume’, nun cagna’ discorso pecché tu staie penzanno chello che sto penzanno io…”.


Chi non ricorda  la voce di Titina De Filippo nella registrazione discografica della commedia o nel film omonimo? Chi non ricorda l’ altrettanto brava Regina Bianchi nella registrazione video della RAI ?
In entrambi i casi Domenico era Eduardo De Filippo. Ma, oltre a film stranieri, vi è anche una bella interpretazione di Filumena e Domenico fatta da  Sofia Loren e Marcello Mastroianni  per la regia di Vittorio De Sica: “ Matrimonio all’ italiana”(1964).


Non possiamo non ricordare tra i tanti attori teatrali che hanno interpretato questa commedia all’ estero:Joan Plowright e Laurence Olivier(1977) a Londra  e Valentie Tessier per oltre due anni a Parigi, per citare solo due esempi.


Molte attrici/ori italiani hanno interpretato questo personaggio: manca ancora Lina Sastri che, da voci di corridoio, sembra che sarà la prossima Filumena accanto a Luca De Filippo e sicuramente, se ben diretta, saprà dare vita a una nuova magnifica Filumena.


A Questo punto dobbiamo fare un grande elogio a due attori non napoletani, che hanno interpretato molto bene, in napoletano, i due personaggi di Eduardo, al teatro Impero di Brindisi : sono la bravissima Jenny Ribezzo( ricordo una sua Filumena di oltre venti anni fa) e il non meno bravo Domenico Brandi, che nessuno crede  non essere napoletano: è infatti salentino(Mesagne), ma parla il napoletano come una persona nata e vissuta a Napoli per molto tempo. I nostri attori protagonisti sono stati affiancati da un gruppo di attori e tecnici validissimo, tra cui non si può non citare lo scenografo Giuseppe Epifani e coll. e il loro magnifico lavoro sulla scenografia..


Dopo l’ ottimo consenso ottenuto a Brindisi (Teatro Impero) in prima e in replica, la compagnia stabile “ Amici del teatro” rappresenta questa commedia a Latiano, teatro Olmi il 29 dicembre c.a. e a San Vito dei Normanni( Teatro Malacca) il 30-01-08.


Il cast dello spettacolo è il seguente:
Filumena  Marturano      Jenny  Ribrezzo
Domenico Soriano         Domenico  Brandi
Alfredo  Amoroso          Enzo  Mulise
Rosalia Solimene           Emilia  Antonucci
Diana                             Vittoria  Simone
Lucia                              Francesca  Danese
Umberto                         Marco  Di Paola
Riccardo                         Lino  Pacella
Michele                          Giuseppe  Iaia
Avv. Nocella                   Rino  De  Blasio
Teresina                           Concetta  Simone
Primo facchino                 Piero  Ribezzo
Secondo facchino             Gian Marco Pacella
Regia teatrale                     Jenny  Ribezzo


Tutti molto bravi, ma non possiamo non ricordare Enzo Mulise, Emilia Antonucci, Rino De Blasio e, anche se la parte è esigua , il sempre bravo Piero Ribrezzo. Tra gli esordienti ci piace citare il talento, la spontaneità recitativa e la naturalezza di Francesca Danese che interpreta Lucia, la cameriera di casa Soriano e ancora Vittoria Simone che è Diana, la donna che Domenico vorrebbe sposare.


Eduardo nel 1945 ( Filumena è del 1946) scrive: “ Tre ppiccerille”  pittura poetica d’ ambiente, che ci richiama alla memoria i tre figli di Filumena


Tre  Ppiccerille(1946)


Tre ppiccerille,
sott’ a nu mbrello:
duje bruttulille,
n’ ato cchiù bello,
cchiù strappatiello,
purtav’ ‘o mbrello
a rras’ ‘ e cappiello.


Tre suricille,
tre mappatelle,
tre ricciulille:
sei scarpetelle.
Sei scarpetelle
Ch’ ‘e  chiuvetielle,
ch’ ‘e ffettuccelle,
ch’ ‘e ppurtuselle.


P’ ‘o vecariello,
porte e putrelle:
c’ ‘o zumpetiello
‘a sbutecatella…
Quanta reselle,
quanta resile,
ch’ ‘e llavarelle
ncopp’ ‘ e mussille!


Tre suricille:
Tre mappatelle.
Tre strummulille,
Sei scarpetelle…
Chillu cchiù bello,
cchiù strappatiello,
purtav’ ‘o mbrello
a rras’ ‘ e cappiello.


(Eduardo De Filippo-1945)        

Recensione di Pasquale Calvino


Ulteriori informazioni sulle prenotazioni biglietti telefonando allo   0831-508068