Curto: Errico, pericolo per la democrazia
sabato 5 gennaio 2008

Brindisi, 5 gennaio 2008.   Così come hanno fatto il Capo dello Stato e il Presidente del Consiglio dei Ministri, che lo hanno emulato, il Presidente della Provincia , Michele Errico, attraverso una emittente locale  ha indirizzato ai brindisini un mistico messaggio di fine anno.


Gliene sono grato in quanto  ha finalmente parlato della grande assente  nell’attività della sua amministrazione, e cioè di Politica  economica; e gli sono  ancora più grato  perchè ha corredato la sua disamina attraverso precise cifre. In poche parole: Errico questa volta ha dato anche i numeri.


Ho solamente due  irrilevanti obiezioni da opporgli: la prima  è legata alla fantasiosità delle risorse richiamate, che sono, e il tempo lo dimostrerà, assolutamente irrealistiche e per larga parte inesistenti, come quelle a suo tempo reclamizzate per l’acquisto del castello di Oria.
La seconda è collegata  alla sede, pur rispettabilissima, all’interno della quale ha inteso affrontare il tema della Politica economica della sua Amministrazione: una emittente privata, e non, invece,  la più appropriata sede istituzionale, che coincide, Errico lo dimentica troppo spesso, con il Consiglio provinciale. 


Ovviamente, anche in questo caso emerge da un lato l’incultura istituzionale del Presidente della Provincia,  e il  suo  palese disprezzo per il Consiglio provinciale; dall’altro la cinica furbizia che lo porta costantemente ad evitare accuratamente il contraddittorio.


Ma la  questione più grave, sulla quale dovrebbero soffermarsi un pò tutti, ad iniziare dai suoi  partners di coalizione, è quella relativa  all’auspicata  costituzione  di un Supercomitato dal quale dovrebbero dipendere i destini  della città di Brindisi e dell’intera Provincia.


A questo obiettivo Errico vi  lavora da tempo, e solo  i distratti e gli ingenui  non potevano coglierne i segnali imbarazzanti. Raggiungerlo non sarà però facile per molti motivi, ad iniziare dal fatto che  probabilmente molti dei cosiddetti candidati in pectore alla presenza nel Supercomitato sono portatori di una cultura delle istituzioni molto più spiccata rispetto a quella del Presidente della Provincia.


Ma non c’è dubbio che per  la gravità del tentativo posto in essere Errico appare oggi un evidente pericolo per la democrazia:  per quella economica e per quella politica.