Sanremo ed il Canone Rai
venerdì 14 febbraio 2014

Durante il mese di gennaio, i telespettatori che si saranno sintonizzati sui canali Rai, avranno senz’altro notato gli spot realizzati per rammentarci il pagamento del canone per l’anno corrente. Tralasciando il discorso sulla natura e sulla legittimità di questa “tassa di possesso”, come ogni anno, ho ritenuto di dover adempiere a tale incombenza, sebbene, per motivi di gestione economica familiare, ho preferito attendere gli ultimi giorni del mese di febbraio per effettuare il pagamento con Carta di Credito (consapevole che l’importo sarebbe stato gravato da una piccola sovrattassa), in quanto, nel mese di gennaio, il plafond di detta Carta di Credito era già stato raggiunto per il pagamento delle assicurazioni RCA delle due autovetture di famiglia.


Se non che, nei giorni scorsi, si è appresa la notizia della presenza degli ospiti stranieri al Festival di Sanremo che si terrà nei prossimi giorni: ospiti, come ogni anno, di elevata caratura, gente che, giustamente, deve fare audience.


Ma questa volta, tra gli ospiti, durante la seconda serata del 19 febbraio, avremo il cantante Rufus Wainwright, salito agli onori della cronaca nel 2012, quando a New York sposò il compagno Jorn Weisbrodt, con il quale alleva la figlia Viva, avuta tramite la procedura del concepimento in provetta.


Non mi pronuncio sui gusti sessuali del cantante, sulle sue lotte per la propaganda ed il sostegno dei matrimoni omosessuali e delle adozioni per gli omosessuali, o sulle sue campagne per sostenere le leggi anti omofobia nel mondo.


Quello che però fa effetto è il fatto che il 19 febbraio prossimo, in prima serata, su Rai Uno, durante uno degli eventi più importati dell’anno per la televisione italiana, seguito da milioni di telespettatori, salirà sul palco per la sua esibizione, un uomo che ha sempre attaccato la Chiesa Cattolica per le sue posizioni in merito ai matrimoni omosessuali; un uomo che nei testi delle proprie canzoni, bestemmia contro il Cristo, ridicolizzando la sua figura, cantando del prossimo arrivo di un “Messia Gay” (questo il titolo di una sua canzone), definendo egli stesso “Rufus il Battista” che battezzerà (perdonate il turpiloquio!) nello sperma il Messia Gay.


Ma allora, è questa la libertà? È forse questo che si intende con la locuzione “libertà di espressione”, tanto in voga oggi?


Da un lato si pretende, anche con l’istituzione di leggi apposite, il rispetto per qualunque scelta, senza alcun discernimento, degli individui come Rufus Wainwright, ma poi, dagli stessi, il medesimo rispetto non è ricambiato verso chi la pensa diversamente.


Una cosa, quindi, è certa: quest’anno io non pagherò il Canone Rai!


Quest’anno spenderò quei cento euro per mio figlio, anziché contribuire a pagare il cachet di certa gente.


La sera del 19 febbraio, potrò sintonizzarmi su un altro canale, sicuramente lo farò, ma ribadisco che, con i miei soldi, non contribuirò al pagamento dei compensi di questa gente che riceverà denaro per offendere quello in cui credo, quello in cui crede la mia famiglia, per sputare sui valori che ogni giorno, invece, io cerco di far conoscere a mio figlio e mi dico sin d’ora disposto ad intraprendere qualsiasi tipo di azione legale per impugnare la cartella esattoriale che sicuramente riceverò.


Leandro Occhilupo (Brindisi)