Procurato Allarme. Un natante e’ affondato nel porto di Brindisi. ma e’ uno scherzo
giovedì 30 gennaio 2014

Presso la sala operativa della Capitaneria, tramite il 1530 “numero blu per l’emergenza in mare” del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, e’ pervenuta una segnalazione telefonica in merito al presunto affondamento di un natante nelle acque interne del Porto di Brindisi.


L’allarmata telefonata al centralino dell’Autorita’ marittima brindisina ha comportato l’invio in zona della MV CP sar 844 e del nostromo di servizio via terra per riscontare la fondatezza e la gravita’ della segnalazione. I controlli eseguiti davano esito negativo e da verifiche successive si riscontrava trattarsi di uno “scherzo telefonico”, verosimilmente perpetrato da “ragazzini”; quindi non vi era in atto una reale situazione di emergenza.


Da qui, naturalmente, veniva disposto il rientro dei mezzi navali e terrestri intervenuti cui facevano seguito gli adempimenti di rito con il successivo deferimento alla competente Autorità Giudiziaria per procurato allarme ai sensi dell’art. 658 c.p. Il procurato allarme, quale condotta illecita, incide in modo negativo sulle tempistiche d’intervento dei mezzi di soccorso per le eventuali situazioni di emergenza S.A.R. ripercuotendosi inevitabilmete sulle reali  attivita’ operative.

Questo importante messaggio deve essere di monito alla collettivita’ tutta al fine di evitare comportamenti inutili e dannosi nonche’ gravanti sull’erario in quanto non vanno sprecati beni e risorse dello Stato specie in questo periodo di difficile congiuntura per la spesa pubblica. Resta ben inteso che risorse ed interventi devono essere indirizzati a favore di coloro che, realmente, effettivamente, necessitano di soccorso.