Tre interventi cardiochirurgici su piccoli pazienti al Perrino di Brindisi
martedì 22 aprile 2008

Lo scorso 12 aprile presso la sala operatoria dell’ospedale “A. Perrino” di Brindisi sono stati eseguiti tre interventi cardiochirurgici su altrettanti piccoli pazienti, di età compresa tra 15 giorni e 3 mesi, ricoverati presso la Unità di Terapia Intensiva Neonatale, diretta dal Dott. Giuseppe Latini.


I piccoli erano affetti dallo stesso tipo di patologia congenita, la pervietà del dotto di Botallo, che ne determinava una situazione di insufficienza cardiaca non controllabile con le consuete cure farmacologiche.


Il responsabile dell’U.O.S. di Cardiologia Neonatale del Perrino, Dott. Enrico Rosati, ha pertanto ravvisato la improrogabile necessità di una soluzione chirurgica, attuata grazie all’intervento del Dott. Giuseppe Pomè, cardiochirurgo presso l’Istituto Policlinico San Donato di Milano, coadiuvato dal Dott. Walter Guerrieri, anch’egli cardiochirurgo in forza alla U.O. di Chirurgia Vascolare del Perrino.


I due operatori sono stati assistiti dalla cardioanestesista Dott.ssa Anna Cazzaniga, sempre proveniente dall’ospedale milanese notoriamente all’avanguardia nella cura delle cardiopatie congenite, con l’ausilio della locale equipe anestesiologica diretta dal Dott. Vincenzo Caretto.


La seduta operatoria è durata circa 5 ore durante le quali tutta la macchina organizzativa predisposta nei giorni precedenti ha funzionato alla perfezione nonostante fosse la prima volta che avveniva a Brindisi un evento di questa portata. Medici, strumentisti ed infermieri hanno operato a stretto contatto in sala operatoria dove tutto è filato liscio grazie ad un lavoro di preparazione e coordinamento che ha visto impegnate oltre venti persone. 


Dopo l’intervento i bambini sono stati trasferiti nel reparto di terapia intensiva neonatale dove hanno avuto un decorso rapidamente favorevole che ne ha consentito la piena autonomia respiratoria senza dipendenza dalla ventilazione meccanica già poche ore  dopo la procedura. L’eccellente risultato chirurgico è stato quindi coronato da successo grazie anche alle cure post-operatorie prestate da tutto il personale medico ed infermieristico dell’UTIN che tra pochi giorni potrà festeggiare la dimissione dei tre piccoli pazienti.


Questa rappresenta l’ultima e più importante tappa di un lungo rapporto di collaborazione intrapreso da otto anni a questa parte tra la nostra equipe di cardiologia pediatrica e le Divisioni di Cardiologia e Cardiochirurgia Pediatrica del Policlinico milanese. Già in passato interventi simili erano stati eseguiti direttamente in incubatrice in bambini prematuri strettamente dipendenti dalla ventilazione artificiale e non trasportabili.


Questa è stata la prima volta che più procedure sono state portate a termine in una sala operatoria attrezzata e gestita dal personale del nostro ospedale, evitando così ai pazienti ed alle famiglie i tristemente noti “viaggi della speranza” che da sempre costituiscono una delle componenti di quella sanità di “serie B” di cui patisce gran parte del Sud Italia.


Lo sforzo deve essere adesso quello di impedire che un evento del genere rimanga un giorno da ricordare e basta ma che possa servire a costruire un futuro con prospettive concrete. Sicuramente non mancano doti di professionalità, umanità ed entusiasmo.

Questa “prima volta” ha dimostrato che, investendo sulle risorse giuste, specie quelle umane, al Perrino la cardiochirurgia potrebbe non essere più un’utopia.


Brindisi, 22/04/2008