Entro anch’io...No, tu no!
venerdì 18 aprile 2008

Brindisi, 18 aprile 2008. Alla faccia del confronto, dello strombazzato dialogo, del corretto e buon rapporto che si vorrebbe instaurare con un territorio “occupato”, alla faccia dell’informazione e alla faccia di tutto quello che si dice ma che poi non si fa. Come si suol dire, si predica bene e si razzola male, molto male. Forse ci sarà un difetto di comunicazione, forse le pubbliche relazioni non consigliano come dovrebbero.


Oggi presso l’Hotel Internazionale si teneva il Forum organizzato dalla Brindisi LNG (alias British Gas) e tenuto dalla Nomisma sulle ricadute socio-economiche del rigassificatore di Capo Bianco. Al forum, che doveva essere moderato dal direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Lino Patruno, erano “invitati direttori e capo redattori di tutte le testate locali, insieme ai giornalisti che da sempre seguono la vicenda del rigassificatore”.


Non si può proprio dire che io non abbia “seguito” la vicenda del rigassificatore, quindi una relazione sui temi economici pareva interessante, e visto che “per sbaglio e saltuariamente” delizio i lettori di Agenda Brindisi e Brundisium.net - cosa per cui sono anche iscritto all’Ordine dei Giornalisti (tessera nr. 097339) – ho ritenuto opportuna e interessante la partecipazione al Forum. Parlatone col direttore di Agenda, Antonio Celeste, venivo delegato a rappresentare il settimanale brindisino.


Entravo nell’Hotel Internazionale e qualificandomi superavo il primo “controllo”, salivo al primo piano e mi apprestavo a registrarmi ma notavo nell’elenco l’assenza della testata giornalistica che rappresentavo, ma dal momento che altre ne erano state aggiunte a penna (per esempio Tele Rama), ho supposto una dimenticanza, certo non soddisfacente per chi organizza questi eventi proprio per confrontarsi con i media del territorio. Dunque mi accingevo anche io, come altri, a colmare questa lacuna trascrivendo a penna i dati relativi, qualificandomi e mostrando il mio tesserino di giornalista all’addetto.


Dopo qualche imbarazzo di quest’ultimo ed sua una fugace entrata-uscita dalla sala dove si teneva il forum, mi veniva detto che non potevo entrare perché non ero inserito nell’elenco. Era del tutto evidente che non era quella la reale motivazione poiché altri prima di me, ugualmente non presenti nell’elenco, erano tranquillamente entrati nella sala. Forse bisognava essere accreditati con largo anticipo? Ma come sarebbe stato possibile se Agenda non risultava tra gli invitati, e poi qual è il criterio per decidere quale giornale invitare o meno? C’è un elenco di buoni-cattivi e di graditi-sgraditi? C’è stata un’eccesiva rigidità da parte degli organizzatori o forse ero io che non ero benaccetto dai padroni di casa, pur essendomi qualificato come giornalista?


Non rimaneva che andarmene, e pensare che avevo sprecato un giorno di ferie per questo impegno.


Ora, non avendo potuto partecipare, non so se l’evento è stato realmente “l’occasione per creare uno spazio di confronto altamente specializzato dove i professionisti dell’informazione” si sono ritrovati “per discutere, entrando nel merito del progetto, delle concrete opportunità derivate dalla costruzione del terminale Gnl” come si auspicava la Brindisi LNG nell’invito.


Ma, a prescindere dalla indecifrabile rigidità formale di eventuali accrediti, ritengo che quanto è avvenuto sia molto grave, perché si è commessa una discriminazione contro un giornalista, confondendo il suo impegno sociale e ambientalista con ciò che in quel momento rappresentava.


Insomma, detto fuori dai denti, non era proprio il caso di far entrare un giornalista notoriamente non allineato, proprio dopo tutti gli sforzi che si fanno per conquistare le simpatie dei media. Ma permettetemi, questo episodio è grave soprattutto perché svela il reale rapporto che costoro intendono avere col territorio al di là delle dichiarazioni di facciata, un po’ tipo la filosofia del Marchese del Grillo, mirabilmente rappresentato dal grande Alberto Sordi: “io so’ io e voi nun siete un cazzo!”


E’ del tutto evidente ciò che questa nuova “campagna di comunicazione” si svela per quello che è realmente: un operazione di facciata, di convincimento, di persuasione. Si è messa su una passerella di iniziative utili solo per salvaguardare un investimento che, per quello che è stato sinora, chissà come sarà riportato sul bilancio; una rappresentazione di fatti con la pretesa di far passare gli interessi di un’azienda privata come un intervento strategico per l’Italia con mirabolanti ricadute positive socio-economiche sul territorio, un teatrino messo su con molti, molti anni di ritardo.


Riguardo alla relazione dell’Istituto Nomisma avevo già avuto il modo di leggerla, nella sua estensione completa, essendo stata allegata alla documentazione della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per il rigassificatore di Brindisi. Per come l’ho letta io, da crasso ignorante; presenta dei punti che necessitano di ampi e necessari chiarimenti. Ma non v’è dubbio che questo aspetto lo riprenderemo.


Ma tornando a bomba, penso comunque che il responsabile di questa sgradevole vicenda debba delle scuse, perché si ricordi che qui a Brindisi l’ospite è lui.


 
 Giorgio Sciarra