Lettera aperta all’On.le Pier Ferdinando Casini
venerdì 18 aprile 2008

Le Associazioni: Italia Nostra, Legambiente, WWF, Coldiretti-TerraNostra, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino “Mo’ Basta!”, Comitato Brindisi Porta d’Oriente.
 
Hanno inviato una lettera aperta all’On.le Pier Ferdinando Casini  

Ecco il testo:


Egregio Onorevole,


durante la trasmissione televisiva Ballarò del 16 aprile scorso Lei, parlando dei problemi energetici, ha nuovamente fatto riferimento al “caso Brindisi” per la vicenda dei rigassificatori. La citazione per la sua semplificazione lo ha fatto percepire come una presa di posizione anomala da parte delle popolazioni e dei suoi rappresentanti. Questo, se ci permette, non risponde assolutamente a verità, casomai le anomalie – intese come irregolarità e anormalità - sono rappresentate da aspetti ben diversi da quelli che Lei, involontariamente, ha fatto recepire. Durante la Sua venuta a Brindisi per l’appuntamento elettorale ci siamo premurati di farLe pervenire una lettera, la stessa che Le inviammo nel febbraio scorso a seguito di un suo analogo intervento nella trasmissione “Annozero” e che temevamo non fosse stata portata alla Sua conoscenza. Pochi giorni dopo, e precisamente l’11 aprile scorso, un nostro rappresentate - indicato nella lettera come punto di recapito – veniva contattato telefonicamente dalla Sua segreteria che ci assicurava la ricezione della lettera e del Suo esplicito impegno ad approfondire l’argomento. Non ci pare che questo sia avvenuto. Non speravamo che Lei sposasse la nostra causa ma certamente, conoscendo la Sua serietà, contavamo su un serena e obbiettiva valutazione della questione.


 La questione del contestato impianto è stata considerata dai responsabili delle forze politiche di vitale importanza per il futuro del nostro territorio tanto che i Consigli comunale e provinciale di Brindisi e quello della Regione Puglia hanno ripetutamente votato all’unanimità ordini del giorno che esprimevano un irreversibile rifiuto del rigassificatore per la sua assoluta incompatibilità ambientale e sociale ed impegnavano le rispettive Amministrazioni ad assumere ogni necessaria iniziativa per impedire la costruzione del contestato impianto. Riteniamo che l’anomalia non stia nel fatto che parti politiche avverse abbiano, di concerto, assunto la decisione di tutelare il territorio, bensì nel non volerne, caparbiamente e arrogantemente, tenere conto.


Il progetto relativo al rigassificatore era stato autorizzato a seguito di un procedimento amministrativo viziato da gravi illegalità e segnato da comportamenti che hanno giustificato l’apertura di un inchiesta penale sfociata nell’arresto di amministratori e imprenditori locali nonché di qualificati manager della società costruttrice Brindisi LNG/British Gas e nel sequestro della zona destinata ad ospitare l’impianto. Tale procedimento penale è ancora in corso ma ha già messo vistosamente in rilievo fatti pacifici e comportamenti documentati dai quali la competente Autorità amministrativa non può in alcun modo prescindere.


Quindi, ciò che è accaduto è una nefandezza sotto il profilo amministrativo perché sono state platealmente violate le norme di legge che prevedono la Valutazione d’Impatto Ambientale e la consultazione delle popolazioni interessate, come ha dovuto rilevare il Governo prendendo atto della fondatezza del procedimento di infrazione aperto dalla Commissione Europea. Una scelleratezza che mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini perché il rigassificatore dovrebbe sorgere nel porto di Brindisi, a ridosso del centro abitato ed in una zona densa di impianti pericolosi e dichiarata a rischio di crisi ambientale. Un misfatto, ribadiamo, sotto il profilo morale perché il procedimento autorizzativo è stato viziato da falsità, corruzioni e intrighi emersi dalla citata inchiesta penale.. 


Torniamo a pregarLa, Onorevole, di trovare il tempo per verificare, attraverso attendibili canali istituzionali, la fondatezza dei fatti (ribadiamo, la loro interpretazione è altra cosa) che Le abbiamo riferito per evitare una prossima volta che Brindisi possa essere intesa come un esempio di irresponsabilità civile, politica e sociale. La nostra popolazione è soltanto vittima di una politica errata i cui risultati negativi sono con ogni evidenza sotto gli occhi di tutti. Vorremmo voltare pagina.


Brindisi, 17 aprile 2008