Prosa. L’odore assordante del bianco, domenica 13 al Nuovo Teatro Verdi
mercoledì 9 aprile 2008

La stagione del Nuovo Teatro Verdi continua con “L’odore assordante del bianco”, una produzione del Teatro Metastasio di Prato, che andrà in scena domenica 13 aprile alle ore 18.30.


Grande attesa per questa esclusiva regionale, firmata dall’istrionico drammaturgo toscano Stefano Massini (nella duplice veste di autore del testo e regista) e interpretata da Mauro Malinverno. Uno scritto complesso, claustrofobico, duro, vincitore nel 2005 del premio Pier Vittorio Tondelli, che fotografa il dramma di uno degli artisti più indiscussi del panorama mondiale: Vincent Van Gogh.


Rinchiuso per suffragio popolare nel 1889 nel manicomio di Saint Paul de Manson in Provenza, l’artista fiammingo (interpretato da un Mauro Malinverno sulla scena febbrile, carnale e tremante), non potendo vivere né dipingere, comincia a dubitare dei suoi sensi, diventa una marionetta nelle mani del personale aguzzino dell’ospedale, un genio incompreso, un animale da palcoscenico schernito e deriso dai suoi carcerieri.


Quella raccontata da Massini è la storia di una disperata sete di colore che si scontra con il bianco della struttura manicomiale. In realtà c’è ben altro che l’Ottocento, il manicomio e il ritratto di un pittore famoso. Col pretesto di Van Gogh il regista si pone molte domande sul senso della presunta lucidità (ovvero “normalità”), si interroga sulla veridicità di quello che è sotto i nostri occhi, mettendo in discussione quella che definiamo realtà.


Cosa esiste e cosa non esiste? Dove finisce la verità e incomincia l’allucinazione? E soprattutto quanto è spiazzante pensare che la pazzia possa essere tremendamente lucida e credibile? La mente può trasformarsi nella peggiore nemica, l’avversaria, la rivale. A questo punto scatta la condanna: combattere contro se stessi e contro i propri pensieri, temere ciò che possano ordinare. In fondo questo spettacolo è il ritratto di un uomo che fa la guerra alla sua testa. Oppure, in altri termini, cerca di “navigare l’oceano che ha dentro”.


Tutto si svolge all’interno della stanza, di quella cella in cui fu rinchiuso il pittore in preda ad isterismi ed allucinazioni. Ma la forza del testo consiste soprattutto nella capacità di costruire una scena in cui il lettore–spettatore è partecipe diretto dei fantasmi e dei deliri dell’artista, è ambiguamente accolto in una mente sofferta e difficilmente decifrabile. Il fratello Theo, che per tutta la prima parte del dramma appare come unica possibile salvezza per Van Gogh, si rivela come una creatura partorita da un’ossessionante allucinazione.


Il terribile mondo dei manicomi viene descritto con freddezza e crudeltà, attraverso un susseguirsi di dialoghi secchi ed incessanti. Il manicomio appare come un invalicabile muro bianco ed è solo la presenza illuminata del direttore Peyron “una traccia di colore” che apparirà in conclusione unica possibile speranza. Ma al di là della storia, ben strutturata e ordinata nel susseguirsi degli eventi, è soprattutto la capacità di disegnare la mente sfuggente e visionaria di Van Gogh – attraverso una scrittura secca e limpida – a dare al testo quella forza necessaria per trasmettere un forte senso di angoscia, senza cedere a pietismi o a quei luoghi comuni in cui sarebbe altrimenti facile cadere.


I biglietti saranno disponibili a partire da giovedì 10 aprile presso il botteghino del Nuovo Teatro Verdi, dalle ore 17 alle ore 20, ai seguenti prezzi:


• Primo settore: 25 euro (21 euro ridotto*)
• Secondo settore: 22 euro (18 euro ridotto)
• Galleria: 18 euro (15 euro ridotto)
• Ridotto studenti galleria: 10 euro
• Ridotto speciale per gruppi di minimo 10 studenti: 5 euro


*Ridotto under 25/over 65
Per ulteriori informazioni chiamare il numero 0831562554.