Fabiano Amati. Ennesima violazione: segnalerò l’accaduto al servizio ispettivo della ragioneria generale
venerdì 4 gennaio 2008

Fasan0, 4 gennaio 2007.  Si comunica che in data 3 gennaio 2008 il Sindaco di Fasano Pasquale Di Bari ha emesso un decreto con cui assegna mansioni superiori dirigenziali, contravvenendo alla legge e alle stesse prescrizioni che il Servizio Ispettivo della Ragioneria Generale dello Stato aveva fornito con la nota relazione e per casi assolutamente omogenei.


A prescindere dalla competenza ad emettere un atto istitutivo di figure dirigenziali, che è cosa diversa dall’attribuzione sindacale delle mansioni, si fa presente che il decreto sindacale viola l’art. 52 del D.L.vo n. 165 del 2001 per i seguenti motivi:


1) Non sono stati espressamente verificati i presupposti per procedere all’assegnazione di alcuni funzionari alle mansioni superiori dirigenziali;


2) L’art. 52 del citato decreto legislativo riguarda solo l’assegnazione di mansioni superiori concernenti la prestazione di lavoro del personale delle ex qualifiche funzionali e nulla c’entrano gli incarichi dirigenziali, perché tale funzione si consegue solo a mezzo di concorso pubblico ovvero nel solo caso della reggenza.


Nel caso di specie, tuttavia, non è possibile nemmeno evocare l’istituto della reggenza, il quale è legittimo solo nei seguenti casi:


1) conseguenza di situazioni impreviste e contingenti;


2) assenza nell’intero bacino dell’amministrazione di soggetti con qualifica dirigenziale, ovvero una stringente motivazione circa l’impossibilità di investire, in via immediata, delle relative funzioni dirigenziali coloro che ne sarebbero i naturali destinatari;


3) il funzionario deve aver svolto funzioni dirigenziali, anche a titolo di reggenza, per un periodo di almeno 5 anni e il curriculum deve prevedere requisiti di eccellenza culturale e professionale.
In tutta questa storia spicca poi il grottesco paradosso di mansioni superiori dirigenziali attribuite in virtù di un titolo da funzionario conseguito con il censurato procedimento di progressioni verticali, del quale da un lato la Ragioneria Generale ha chiesto al Comune la revoca (interventi correttivi) e dall’altro lo stesso Comune lo ha posto quale presupposto per conferire la mansione dirigenziale.  E’ incredibile!


Detto solo per evitare la critica infantile che non collaboro limitandomi a protestare, mi pregio segnalare la soluzione più legale ed elementare: assegnare le mansioni dirigenziali ai soli dirigenti in servizio, oltre al Segretario generale.


Fuori da tanto siamo all’illegale e fantasiosa ostinazione, che mi vedrà costretto nei prossimi giorni a segnalare l’accaduto al Servizio Ispettivo della Ragioneria Generale dello Stato, affinché disponga un supplemento ispettivo, al Collegio dei Revisori dei Conti, affinché esprimano un parere unitamente a quello che dovrebbero fornire sulla relazione, e al Prefetto di Brindisi, affinché non imiti il suo predecessore al quale ci rivolgemmo, senza ascolto, qualche anno fa.


Vorrei aggiungere, senza arruolarmi nella tecnica delle battute e delle offese che molti mi rivolgono, che il Sindaco Di Bari sta dimostrando chiaramente di provenire dalla scuola amministrativa di Vito Ammirabile, nonostante faccia molta attenzione a rinnegarlo.


Fabiano Amati