Lettera aperta ai responsabili della sanita’ pugliese
sabato 5 aprile 2008

La qualita’ nel laboratori di analisi cliniche,  il processo di accreditamento ed i tetti di spesa.


In veste di consulente della L.AN.A.P. , associazione di categoria della branca di medicina di laboratorio, rappresentativa a livello regionale, partecipo con una certa frequenza a riunioni indette dall’Ares, dalla Regione, dalla singole ASL e/o dai vari sindacati ed associazioni di categoria per discutere dei vari problemi del settore.


Una delle problematiche che, oramai da anni, infiamma i vari tavoli d’incontro è quella relativa ai criteri di assegnazione dei tetti di spesa alle strutture sanitarie accreditate private. Problema questo che investe solo il settore privato in quanto per il pubblico, almeno per il momento vengono assegnati solo tetti di spesa  formali che non incidono sulla gestione e sulla retribuzione dei singoli addetti – medici, biologi, tecnici, amministrativi ecc., -  e pertanto non sono argomento di discussioni politico-sindacali.


Nel corso di queste riunioni,  a giustificazione dell’enorme divario che caratterizza l’entità dei tetti assegnati alle singole strutture durante questi lunghi dieci anni,  viene invocata la qualità delle prestazioni e viene sottolineato che  la garanzia delle informazioni diagnostiche si ottiene attraverso standard quantitativi minimi prestazionali. 


Nel concordare con queste affermazioni che si fondono su approfonditi studi scientifici, vorrei tuttavia segnalare   a quei rappresentanti che con arroganza  continuano a portare sfacciatamente avanti esclusivamente i lori interessi personali al tavolo delle trattative, spesso assecondati dalla benevolenza di  zelanti dirigenti e funzionari regionali ed uslini, che l’O.M.S., come ribadito dal gruppo di lavoro intersocietario tra SIBIOC e SIMEL classifica come “piccolo” un laboratorio in grado di produrre 500-1.000.000 (cinquecentomila-un milione) di test all’anno e “medio” uno in grado di produrre 2-3 milioni di test 


Pertanto, quando  si parla di qualità delle prestazioni ancorate alla quantità, è a questi parametri che bisogna fare riferimento.


Ebbene nell’aria metropolitana di Bari, ma anche nell’intera provincia o regione, le singole strutture che possono vantare una quantità di prestazioni peraltro ancorate ai livelli minimi (500.000-1.000.000 di test) si possono al massimo contare  sulla punta delle dita di una sola mano.
Tutte le altre e quindi oltre il 95% delle strutture sono tutte strutture classificabili  sullo stesso piano dal punto di vista qualitativo.


Se le strutture soggiacciono tutte alla stessa legislazione e sono tutte sullo stesso piano qualitativo, perché  continuare con questa eclatante discriminazione nell’assegnazione dei tetti di spesa ?
Devono esserci molti scheletri nascosti  negli armadi della Regione e della ASL  o devono esserci molti padrini se nessuno dei responsabili della sanità pugliese a livello politico od amministrativo ritiene opportuno intervenire in questa vicenda. 


Bari, 5 aprile 2008


Dr. LEONARDO PERRONE*


* Abilitato alla professione di dottore commercialista
* Consulente LANAP aderente a FEDERLAB ITALIA