Rigassificatore. Le Associazioni: l’ing. Battistini stravolge La Realtà
venerdì 4 aprile 2008

Sulla procedura d’infrazione UE per il rigassificatore di Brindisi la Commissione europea, preso atto che le autorità italiane si sono uniformate al “proprio parere motivato” col decreto di sospensione dei lavori per consentire le procedure di VIA  e di consultazione delle popolazioni interessate,  ha comunicato quanto segue:

“Alla luce di tale decreto (il decreto ministeriale di cui sopra, ndr), i servizi della Commissione ritengono che le autorità italiane abbiano preso misure per risolvere le violazioni della normativa comunitaria oggetto della presente procedura di infrazione e pertanto detti servizi proporranno alla Commissione l’archiviazione del reclamo  …  Resta impregiudicato che, ove la Commissione venisse in possesso, anche successivamente all’archiviazione, di ulteriori notizie suscettibili di giustificare l’apertura di un procedimento avente il medesimo oggetto, il caso verrebbe riaperto e nuovamente istruito”.


Il testo della comunicazione della Commissione europea smentisce clamorosamente quanto affermato dall’ing. Battistini: nessuna conferma che con l’avvio delle “sue” consultazioni la LNG proceda “nella giusta direzione” e nessun riconoscimento dell’importanza del progetto di Capobianco. Vero è esattamente l’opposto e cioè che la Commissione ha chiuso, per il momento, la procedura d’infrazione perché il Governo italiano si è uniformato al suo parere sospendendo i lavori di costruzione ed aprendo una fase rivolta a fare effettuare adempimenti fondamentali illegittimamente omessi. La Commissione ha cioè confermato le illegittimità che noi abbiamo sempre denunciato dicendosi pronta a riaprire la procedura d’infrazione qualora le lamentate irregolarità non venissero superate o si avesse notizia di altre violazioni di legge.

E a tale riguardo andranno tenuti presenti gli sviluppi dell’accusa che la Magistratura ha mosso alla società costruttrice di avere commesso, come si legge negli atti del noto procedimento penale, un «illecito amministrativo per non avere adottato modelli di organizzazione idonei a prevenire» alcuni reati commessi «da persone che rivestivano, all’epoca della commissione dei fatti, funzioni di rappresentanza» e di dirigenza traendo dalla loro condotta «un profitto di rilevante entità, consistito nell’ottenimento dell’autorizzazione ministeriale alla realizzazione e all’esercizio di un rigassificatore in Brindisi e nel rilascio da parte della locale Autorità Portuale della concessione demaniale».


Ricordiamo poi, all’ing. Battistini, che la consultazione delle popolazioni interessate è, per legge, quella gestita dal Ministero dell’Ambiente e non quella “fatta in casa” che lui afferma di avere avviato. La nota dell’A.D. della LNG, per il suo contenuto rivolto a capovolgere la volontà di fatti incontestabili, conferma quindi il giudizio che noi abbiamo espresso sull’impraticabilità di qualsiasi dialogo o confronto con chi adotta simili metodi.

Segnaliamo poi all’attenzione degli organi competenti  che la gravità della situazione ambientale di Brindisi, della quale non c’è mai traccia nella “informazione” che l’ing. Battistini unilateralmente vuol dare del suo progetto,  ha trovato un’ennesima autorevole conferma nell’ordinanza del TAR di Lecce che di recente ha sospeso in via d’urgenza il provvedimento con il quale il Questore vietava ad alcuni attivisti di Greenpeace di far ritorno a Brindisi.

In quell’ordinanza, che rende giustizia a tutte le proteste contro l’uso e l’abuso del carbone, si afferma infatti “la situazione di grave rischio ambientale dichiarata da tempo per il territorio di Brindisi”, un territorio esposto ad una inammissibile “violenza inquinante”.   


Italia Nostra, Legambiente, WWF, Coldiretti-TerraNostra, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino “Mo’ Basta!”, Comitato Brindisi Porta d’Oriente.