Chiesa di San Paolo Eremita in Brindisi
mercoledì 2 aprile 2008

Brindisi, 2 aprile 2008. Uno dei monumenti religiosi più importanti del nostro patrimonio rischia di essere irreparabilmente compromesso. Vi è, quindi, l’evidente e improcrastinabile necessità di pronti e risolutivi interventi. Per questo motivo Italia Nostra  invia la lettera che riproduciamo intergralmente:


Al:Sindaco
On. Domenico Mennitti
Comune di Brindisi
P.za Matteotti 
72100 Brindisi


Presidente della Provincia di Brindisi
Dott. Michele Errico
Piazza S. Teresa, 2
72100 Brindisi


Presidente Regione Puglia
On. Nichi Vendola
Lungomare Nazario Sauro 33
70121 Bari


Assessore Regionale
per il diritto allo studio - Ripartizione Beni Culturali
Domenico Lomelo
Via Gobetti, 26
70125 Bari


Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia
Arch. Ruggero Martines
Strada Dottula Isolato 49
70122 Bari


Soprintendente ad interim per Beni architettonici BAP-PSAE per le Province di LE – BR - TA
Ing. Attilio Maurano
Via Niccolò Foscarini, 2/b
73100 Lecce


Funzionario Delegato per le Province di Brindisi e Taranto della Soprintendenza per i Beni architettonici BAP-PSAE
Arch. Augusto Ressa
Via Viola, 2
74100 Taranto
      
Arcidiocesi di Brindisi - Ostuni
Ufficio Edilizia di Culto
Piazza Duomo, 12
72100 Brindisi



  
Oggetto: Chiesa di San Paolo Eremita in Brindisi


Uno dei monumenti religiosi più importanti del nostro patrimonio rischia di essere irreparabilmente compromesso. Da molti anni versa in pessime condizioni la chiesa di San Paolo Eremita in Brindisi (sec. XIV), la più antica testimonianza di architettura gotica nella nostra provincia, attigua all’antico convento francescano in cui aveva studiato san Lorenzo da Brindisi.


Le note condizioni di questo bene monumentale, pur tanto precarie, non sono sinora parse sufficienti affinché si iniziassero almeno quei minimi lavori necessari alla messa in sicurezza del tempio, nelle more di più completi interventi di restauro di notevole urgenza.
 
Il 17 marzo scorso è accaduto ciò che doveva inevitabilmente accadere: un pezzo del cornicione di uno degli splendidi altari barocchi, quello del Santissimo Crocifisso (foto A), si è staccato rovinando in terra e andando in frantumi; e fortuna ha voluto che in tale occasione non si svolgesse alcuna funzione religiosa evitando anche gravi conseguenze alle persone.


Come si può evincere dalla documentazione fotografica allegata, anche altri altari, come quello dell’Immacolata (foto B) e quello nella cappella di san Francesco (foto C) corrono il medesimo pericolo, non tralasciando le numerose infiltrazioni di acqua piovana che sono un incombente pericolo anche per alcuni affreschi (foto D).


In condizioni precarie di staticità versa, in maniera del tutto visibile, anche il campanile, e l’intero edificio presenta problemi di stabilità, tanto da suggerire, sino a restauri ultimati, la deviazione del traffico pesante.


Vi è, quindi, l’evidente e improcrastinabile necessità di pronti e risolutivi interventi.  


Nella certezza di un segno di sensibilità e di attenzione da parte dei destinatari della presente istanza, e nel riservarci eventuali azioni di maggiore incisività e di pubblica rilevanza, porgiamo distinti saluti.     
 



Il presidente  (dott. Domenico Saponaro)



cliccare qui per vedere o scaricare le fotografie


Foto interno: lungo la parete meridionale, gli altari di San Giuseppe da Copertino, Sant’Antonio da Padova (1632), Santa Maria (1603) e su quella settentrionale gli altari del Santissimo Crocifisso, della Immacolata (1741), dei Santi Vito, Modesto e Crescenza.


Foto esterno: Lo stato di grave degrado del campanile